NON SI ESCE VIVI DAGLI ANNI OTTANTA N°2

Da circa un mese si sono interrotti (chiusi?) i dodici anni di presenza politica di Sua Emittenza. L’imprenditore milanese affida la comunicazione sostanzialmente a due cose, verso le quali il suo elettorato è sensibile: il successo raggiunto senza alcuna qualità e lo stordimento. Caratteristiche degli anni ottanta e della Televisione. Che fortuna ha avuto! Sì perché, dopo aver costruito palazzi e città (città!! come gli imperatori.) con i soldi guadagnati a Parigi suonando jazz nei locali con Confalonieri (sì ma Confalonieri non era bravo), e con quelli che gli prestavano gli sciasciani Zii di Sicilia, fonda tre reti televisive oggi note come Milan… ah no, Mediaset (1984).

Gli immediati risultati sono l’allungamento della giornata televisiva, poiché la Rai moriva in prima serata, e una fidelizzazione del pubblico, grazie alla geniale idea di piazzare ballerine mezze nude mentre la Rai trasmetteva “Non è mai troppo tardi”, programma che tentava di alfabetizzare un pubblico adulto ma analfabeta: il servizio pubblico (ancora per poco) educava gli analfabeti; la Tv privata educava gli analfabeti ad essere Gabriella Carlucci.

Tra i personaggi e i programmi di punta della TV commerciale spiccano nomi prelibati.

C’è il martire delle fobie ignorantissime del decennio: Marco Predolìn che conduce con successo (ma non troppo) il “Gioco delle coppie”, fino a quando nei corridoi di Cologno Monzese i rumores di una sua positività all’HIV (forse anche al Tifo Interista) né minano l’immagine. Tra smentite e sudori freddi verrà defenestrato.

Marco Columbro, un mito: conduceva “Buongiorno Italia” primo programma mattutino che andava ad acchiappare le Irraggiungibili Per Eccellenza: le casalinghe, private fino ad allora, da una Rai essenzialmente maschilista, del loro pezzo di televisione quotidiana. La fanteria del futuro elettorato forzista si dilettava tra ospiti musicali e giochi a premi in un’atmosfera laccata almeno quanto i mobili che spolveravano. Ma il successo per Columbro, e la consacrazione di Fininvest in un altro spazio orario, è “Il gioco delle coppie” nel preserale di Canale5. Tre coppie rispondevano alle domande sul proprio partner, la coppia che dimostrava maggior affinità vinceva un ricco premio: su questo meccanismo (grosso modo) si baserà tutta la politica per la famiglia del futuro governo. Chi perdeva passava da Luca Barbareschi a “C’eravamo tanto amati”, programma in cui si litigava e si urlava facilmente, soprattutto se aizzati.

Fabrizio Aurilia
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