NON SI ESCE VIVI DAGLI ANNI ’80 N.10

Oggi c’è la possibilità che io faccia un discorso serio. No, va bene, l’opzione è remota, ma giunti alla decima puntata di questa trasparente rubrica forse è il caso di tirare un po’ le somme. Come già dissi, questo spazio nasce da un’esigenza di un ex direttore di Vulcano che, trovandosi improvvisamente senza l’intervista a Giovanni Paolo II, causa morte del capo dei cattolici, entrò in una spirale di disperazione che io seppi risolvere proponendo il lancio di una rubrica: parlare degli anni ottanta in un momento di crisi morale e ideologica della società italiana. Mi sembrava il modo migliore per alimentare questa crisi. Subito la mente corre a quanto diceva Vico riguardo la Storia che si ripete secondo cicli di ascesa e declino: noi siamo palesemente in declino, proprio come lo eravamo negli anni ottanta. E guarda caso c’è un anno, il 1981, che fa al caso nostro per una serie di esempi. Il 2007 è identico all’81: è lunare che nessuno prima del vostro affezionatissimo non ci abbia pensato. Rimanendo in tema cattolico pochi giorni fa abbiamo assistito al tuffo spettacolare di un tizio dalle transenne di piazza San Pietro, per atterrare sulla Papamobile, e insidiare la vita del Santo Padre (o comunque ammaccare la bianca carrozzeria della vettura). Con esiti ben più drammatici nel maggio dell’81 Giovanni Paolo II subisce l’attentato ad opera di Alì Agca, che, questa volta senza tuffo, spara e ferisce il Papa. La morale sarebbe che non basta lanciarsi nelle cose per avere quello che si vuole, ma che è comunque sempre meglio avere una pistola?
Mah… Sebbene questa coincidenza non lasci ulteriori dubbi, ve ne presento delle altre. Viene scoperta la P2, la loggia massonica guidata dal Maestro Venerabile Licio Gelli (quello che poi fonda Forza Italia, mi pare). Oggi si fanno congetture, si disegnano scenari, che vedrebbero un’altra loggia del potere occulto, che permeerebbe i servizi segreti, i giornali, le reti di telecomunicazione, la Guardia di Finanza e la neonata “Tv delle Libertà”, il personalissimo spazio della delfina di Berlusconi, quella Brambilla che guiderà il futuro del centrodestra da uno schermo televisivo: che follia, non vi pare? Sempre nell’81 cade il governo e nasce il Pentapartito: una specie di grande coalizione in cui “si fa un po’ quel cazzo che ci pare”. Ora, quante possibilità ci sono che questo governo (già mezzo sbilenco) crolli, e venga sostituito da un esecutivo di larghe intese? Già in passato questa rubrica fu profetica.

Fabrizio Aurilia

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