DA DC A DC

Mi stupisce molto sentir parlare del futuro della sinistra. E più ancora di riempire uno spazio vuoto a sinistra del Pd. Stare a sinistra del partito democratico vuol dire stare fuori dal governo. A vita. Già, perché qualsiasi legge elettorale che partorirà il mega-utero di Donna Veltroni, fecondato dalle semenze di Berluscone, non prevedrà mai più un’alternanza al potere, tanto meno, per la nuova “Sinistra Arcobaleno”, che, spogliata della falce&martello, vuol darsi una parvenza di credibilità, posteggiando un Mussi in guardiola ed un Ferrero ad amministrare il baraccone. La sinistra è morta o non è mai nata. Intendo una sinistra europea, di governo, una sinistra di tradizione socialista, persino laburista, direi. All’Italia è sempre mancato il socialismo, o meglio la socialdemocrazia, cosa che i nostri colleghi (Europei Sapiens) hanno sempre avuto ben presente. In Italia un Partito Comunista irresponsabile, finto battagliero, che patteggiava con un centro cattolico gattopardiano, ha contribuito a fascistizzare consapevolmente il nostro paese. A deprimerlo. Lo ha privato di quella spinta al nuovo, al progresso, che invece è caratteristica principale della vera sinistra europea, con la quale i nostri fortunati vicini hanno vissuto le stagioni più floride. E ora ci aspettano altri trent’anni di immobili sballottamenti tra il Pd (la “Dc de sinistra”) e il Pdl (la “Dc de destra”).
Fabrizio Aurilia
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