AMNESTY INTERNATIONAL- ANCONA CALCIO 0-2

Pare che il consiglio Episcopale Permanente abbia spalleggiato la Santa Sede nella sua iniziativa di ritirare i finanziamenti ad Amnesty International per “la clamorosa inclusione, tra i diritti umani riconosciuti, della scelta di aborto”. Ora, la scelta della Santa Sede di eliminare i finanziamenti può risultare discutibile (come la recente decisione, da parte di un associazione cattolica, di acquistare l’Ancona, team calcistico di serie C), ma diventa addirittura paradossale se si precisa il fatto che Amnesty non ha mai ricevuto né sollecitato finanziamenti da parte dell’organo ecclesiale, nonostante la sospensione di questi sia stata largamente pubblicizzata. La linea d’azione seguita dal Consiglio Episcopale si colloca sotto l’insegna di un monito periodicamente riproposto: la profonda crisi morale che investe il Paese.
Con un volo pindarico mi viene in mente un’affermazione di Beppe Grillo, uomo del mese. Tra accuse di neo-qualunquismo o volgarità gratuita, tutti concordano almeno sul fatto che il velato invito sia segno di un’esasperazione diffusa. Al V-Day di Bologna il comico-vate individua la genesi di tale insofferenza in un quesito molto semplice: come educare i propri figli in un paese in cui è la disonestà ad essere premiata col successo? Ammetto che parlare del deficit culturale e legale dell’Italia è originale quanto mettere in dubbio l’obiettività di Emilio Fede. C’è da chiedersi però, dopo le invettive, cosa viene fatto contro il degrado morale.
La CEI, per cominciare, accusa Amnesty e compra una squadra di calcio…

Laura Carli
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