Nostalgie

Quella di paragonare l’epopea berlusconiana al fascismo è ormai un’usanza quasi comune, soprattutto tra i giornali di sinistra (o comunque tra quelli non asserviti) e i cosiddetti “giustizialisti”. Ma, riflettevo di recente con un amico in un caffè virtuale, si può infamare Mussolini in questo modo?
Il recente show del primo ministro dal fido Vespa, con il pretesto dei prefabbricati realizzati dalla provincia di Trento, potrebbe forse ricordare i cinegiornali Luce celebrativi della bonifica di Latina e Littoria; ma Mussolini la bonifica la portò a termine sul serio, e quindi aveva anche ragione di gloriarsene. Il Duce, inoltre, (come ha anche sottolineato in varie occasioni la nipote) non ha mai fatto diventare ministro la sua amata Claretta Petacci.
Qualche malizioso, a questo punto, potrebbe anche pensare che sto facendo un giochino sporco, e pericoloso, tentando di riabilitare Mussolini in confronto a Berlusconi: niente paura. Non sono cose che si fanno davanti a un caffè, figuriamoci davanti a un caffè virtuale.
Però, mentre agitavo il cucchiaino con il mouse, mi è venuto da pensare: se fossi di destra, pure io sarei un nostalgico. E chi non lo sarebbe, vedendo questo Paese passare dalla scuola di Giovanni Gentile a quella di Mariastella Gelmini?
Danilo Aprigliano
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