LE 24 ORE DELL’ONDA GIALLA

Primo marzo 2010, sciopero degli stranieri – Intervista a Margherita Napoletano, coordinatrice RSU del san Raffaele

Il primo marzo 2010 a Milano e in altre città d’Italia e d’Europa si è svolto il primo sciopero degli stranieri, “24 ore senza di noi – la giornata senza immigrati”. Vulcano ha intervistato Margherita Napoletano, coordinatrice RSU del San Raffaele e membro Sdl (Sindacato dei lavoratori intercategoriale). Margherita, come altri cittadini italiani, si è unita ai manifestanti stranieri che hanno preso parte a questa iniziativa.

Bilancio dopo le 24 ore di sciopero: quanti immigrati hanno aderito?si tratta di un numero di persone rilevante, o si è verificato uno sciopero puramente “simbolico”?
In realtà sapevamo sin dall’inizio che ci sarebbe stata difficoltà ad aderire da parte degli immigrati: molti di loro sono precari, con contratti a termine legati al permesso di soggiorno, per definizione senza la tutela dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Durante il corteo ho incontrato una ragazza che lavora, come commessa, con un contratto a tempo indeterminato, e mi ha detto di ritenersi fortunata in quanto ha potuto prender parte alla manifestazione.
In che senso manca la tutela dell’art. 18?
L’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori prevede che il licenziamento debba avere una giusta causa: è il caso, per esempio, del lavoratore che ruba o del lavoratore licenziato a causa della crisi. Tuttavia questo articolo non trova applicazione per le aziende con un numero di dipendenti inferiore a 15, i quali si trovano così con minore tutela.
Avete ricevuto solidarietà da partiti o da singoli esponenti politici, o se non c’è stata avreste voluto riceverla?
Ieri mattina le bandiere di partito erano rare, molte meno rispetto alle bandiere gialle (simbolo della manifestazione) e a quelle del sindacato Sdl che ha indetto lo sciopero. Nel pomeriggio, durante il corteo, c’erano vari esponenti di centro sinistra. Riteniamo che nei partiti di quest’area politica vi sia una certa sensibilità per i problemi degli immigrati, ma tale sensibilità non è sufficiente per tutelarli davvero. Per fare un esempio, nel precedente governo Prodi l’allora ministro Ferrero non è riuscito a fare la sanatoria per colf e badanti, che è invece stata fatta dall’attuale governo di centro destra. Tale provvedimento riporta comunque alcune lacune, una è la seguente: poniamo che una persona faccia domanda di regolarizzazione per il/la proprio/a badante, e prenda un appuntamento in questura per il rilascio del permesso di soggiorno. È previsto che se tale datore, nel periodo intercorrente fra settembre 2009 e il giorno stabilito per l’appuntamento, muore o risulta gravemente impedito, al lavoratore da regolarizzare viene comunque rilasciato un permesso di soggiorno temporaneo, della durata di sei mesi, per consentirgli di cercare un nuovo lavoro. In realtà tale permesso temporaneo viene rilasciato anche se il datore di lavoro non è effettivamente morto o gravemente impedito, e ciononostante non si presenta in questura assieme al lavoratore.
Quali sono state invece le voci contrarie allo sciopero?è possibile una convergenza di opinioni?
Diciamo che chi non ha aderito ha avuto più che altro paura di un bilancio negativo dello sciopero. In realtà molti italiani hanno appoggiato questa iniziativa, e ciò risulta dalla proporzione di stranieri nelle piazze, circa del 30%, a fronte quindi di molti più cittadini italiani, che vogliono più diritti per gli immigrati.
Come hanno reagito i passanti durante la manifestazione?
Non ci ho fatto molto caso in realtà, ma in generale l’atteggiamento è stato positivo.

 

Cosa ha spinto la RSU del San Raffaele ad aderire alla manifestazione?Quanti lavoratori immigrati vengono impiegati al San Raffaele, e con quali qualifiche?
Al San Raffaele lavorano molti stranieri, circa il 20% del totale, in particolare latino americani, peruviani, romeni e polacchi, e sono soprattutto infermieri: la convivenza in corsia è naturale, senza di loro l’ospedale non funziona, e svolgono una professione che probabilmente i genitori italiani non consiglierebbero ai propri figli, in quanto è un lavoro duro e malpagato.

 

Sono previste ulteriori iniziative in futuro sul tema dell’immigrazione?Pensate di intervenire anche a livello di proposte legislative?
Noi sosterremo la piattaforma del Comitato organizzatore dello sciopero: chiediamo sanatorie, il rilascio dei permessi di soggiorno entro 60 giorni dalle richiesta, maggiori diritti per gli stranieri. È attivo uno Sportello Migranti volto ad aiutare gli stranieri a districarsi nella burocrazia, a far conoscere i loro diritti ed anche ad organizzarli, o aiutarli ad auto-organizzarsi, in manifestazioni come quella di oggi, al fine di poter chiedere di più. Se si presenta un cittadino straniero senza permesso di soggiorno, cerchiamo di farglielo ottenere battendo le possibili vie legali. Infine dal 20 marzo, presso lo stesso Sportello, sarà attivo un corso di italiano, gratuito per gli iscritti al sindacato: l’iscrizione costa 30€, ma se si presenta una persona in condizioni effettivamente disperate, si può chiudere un occhio. 

Sportello Migranti
Via Calvi 29 Milano
027492485, migranti.mi@sdlintercategoriale.it
Orario: tutti i lunedì dalle 9:30 alle 12:30
Corso di italiano: dal 20 marzo tutti i sabati fino a giugno, presso lo Sportello di via Calvi. Il corso è gratuito per gli iscritti al sindacato Sdl, altrimenti il costo è di 30€.

 

 

Alice Manti
Foto: Federica Storaci
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