CARO SINDACO – Prima puntata: Sara Giudice

Vulcano ha intervistato i candidati sindaco per le elezioni comunali di Milano su temi che vanno dalle politiche giovanili, al mondo del lavoro, ai trasporti pubblici. La carrellata inizia oggi con Sara Giudice, giovane consigliere di zona del Pdl dal temperamento eterodosso, nota per essersi fatta promotrice di una raccolta firme finalizzata a chiedere le dimissioni di Nicole Minetti dopo lo scandalo Ruby. Si presenta per una lista civica da lei stessa fondata, dal nome provvisorio “Generazione mille euro”.

1.L’Associazione SoS Racket sembra rimanere sempre più sola nella lotta contro le mafie. Gli ultimi eventi riguardanti le case dell’ A.L.E.R sembrano la punta di un iceberg che non si vuole sciogliere. Del pizzo non se ne parla ad alta voce, ma in molti lo pagano, anche nel centro di Milano. Qual è la sua proposta di contrasto in merito al pizzo, al racket, al comportamento mafioso ormai sempre più imperante nella regione Lombardia?

Bisogna aiutare concretamente chi si confronta quotidianamente con problematiche di questo tipo, far sentire loro la vicinanza delle istituzioni ma non solo, bisogna praticare il culto della legalità che vuol dire anche rispetto per gli organi dello stato e esempio positivo per chi ha responsabilità istituzionali.

2. Lei ha mai violato la legge?

Qualche divieto di sosta è il massimo che mi sono concessa.

3. Come si muove a Milano? Mezzi pubblici, bicicletta o automobile? Quanto spende più o meno annualmente per questi spostamenti?

Spesso con i mezzi pubblici, ma non demonizzo l’uso dell’auto, la spesa è quella dell’abbonamento, la benzina per l’auto è a carico del mio fidanzato.

4. Visti i dati preoccupanti sulla diffusione dell’HIV (15.000 persone secondo la L.I.L.A.) e di gravidanze indesiderate a Milano, come pensa di procedere sul fronte dell’educazione sessuale nelle scuole superiori? Come si pone di fronte ad iniziative come la presenza di distributori di preservativi nelle scuole? Cosa pensa dello scontro che lo scorso anno ha visto coinvolti l’ASL di Milano e la Regione Lombardia, riguardante le modalità con cui si tenevano i corsi di educazione sessuale e che hanno portato alla sospensione degli stessi?

Credo che alle scuole superiori sia già tardi per una corretta educazione sessuale, forse bisognerebbe iniziare dalle medie però penso che una funzione importante la svolgono le famiglie, io non sono dell’idea che la famiglia debba delegare l’educazione dei figli completamente ad altri. Forse andrebbero anche aiutate ed educate le famiglie ad una corretta conoscenza dei pericoli di malattie come l’HIV in modo che ne possano tranquillamente discutere con i propri figli.

5. Prima della sua carriera politica, di cosa si occupava?

Forse carriera politica è un pò esagerato, mi sono laureata due anni fa, mentre svolgevo anche dei lavori per avere un poco di autonomia economica, poi ho svolto un master al Sole24 ore e fatto due esperienze all’estero in Canada e Israele e oggi ho un contratto a termine per una multinazionale. sento la politica come una passione, che mi ha trasmesso mio padre ed ho voluto fare un po’ di esperienza politica dopo aver fatto militanza. Mi sono candidata al consiglio di circoscrizione nel 2006 e sono risultata la seconda degli eletti e da lì parte la mia esperienza politica.

6. Che genere di istruzione ha ricevuto dai suoi genitori e dalle scuole che ha frequentato?

Ho risposto prima, posso solo aggiungere di aver ricevuto dai miei genitori un educazione cattolica non confessionale ed ho avuto la fortuna di incontrare insegnanti che mi hanno dato molto anche dal punto di vista personale ed umano.

7. Il rapporto di Transatlantic Trends evidenzia che in Italia la percezione della percentuale di immigrazione risulta quattro volte superiore rispetto alla realtà. A Milano, gli avvenimenti di via Padova o del campo rom di via Triboniano dimostrano che la temperatura sociale resta calda. Quali crede siano le priorità per stemperare la tensione? Come progetterà di muoversi il comune e i suoi servizi per attuare l’integrazione con strumenti alternativi al solo intervento delle forze dell’ordine?

Credo molto nella possibilità di concedere diritti a fronte del riconoscimento di doveri e di rispetto per il Paese nel quale si è ospitati. Ma penso che in genere la percezione della sicurezza sia di molto inferiore al dato reale (ci si sente molto di più insicuri) perché si sta azzerando il senso civico che è la prima causa di insicurezza. Andrebbe studiato il sistema Rudolph Giuliani ex sindaco di New York che abbattè di molto la criminalità non ricorrendo alla guardia nazionale ma, più semplicemente, inizio facendo pagare ai newyorkesi il biglietto della metropolitana che in tanti non pagavano. Ce bisogno di tornare al senso civico secondo l’universale principio che la mia libertà finisce dove inizia quella altrui.

8. Molti degli studenti che frequentano le università milanesi sono pendolari, fuori sede o provenienti da altri paesi (erasmus). Vivendo a Milano contribuiscono in vario modo a rendere più ricca la città. Purtroppo, rispetto alle grandi città europee Milano risente di un deficit nel settore del trasporto pubblico, soprattutto nelle fasce notturne e nelle zone periferiche e i prezzi dei taxi sono assolutamente proibitivi. Come intende agire per migliorare il trasporto milanese? Come pensa di agire sulle politiche giovanili e di integrazione?

Questo è il cuore del problema. Oggi nel nostro Paese non si investe sui giovani e, un Paese che non investe sulle nuove generazioni è un Paese in declino. Milano ha sette università, alcune rappresentano un eccellenza per il nostro Paese. Bisogna assolutamente aiutare i nostri ragazzi, i più meritevoli, secondo quel principio di meritocrazia che sto cercando di portare avanti, a fare in modo di poter trarre da loro il meglio ed allora in

termini di alloggi, trasporti e poi di possibilità di cimentarsi in ricerche e opportunità che dobbiamo offrire per evitare che le migliori intelligenze siano costretti ad andare all’estero a cercare opportunità. Milano sta cercando di portarsi a livello delle capitali europee in termini di trasporto pubblico, bisogna fare di più in termini quali-quantitativo, vero che necessitano risorse che in un momento difficile come questo è complicato reperire, forse dando più spazio a capitali privati potrebbe essere una strada.

9. Qual è la sua visione di Milano? Quali benefici sociali e ambientali porterà l’Expo ai cittadini milanesi e ai suoi visitatori?

Per ora bisogna registrare che expo ha significato lotta di potere tra comune-regione e enti interessati compresi i privati proprietari delle aree. Spero e mi auguro che sarà possibile sa pere quali reali benefici riceverà la popolazione.

10. Da una stima fatta nel 2005 dal U.N.R.A.E nel comune di Milano circolano 800 mila vetture e di queste circa 30 mila sono non catalizzate (3.8%). Le macchine più moderne, che rispondono alle direttive europee più severe in termini di inquinamento, in Italia sono meno di una su tre, mentre a Milano sono circa il 42 per cento. Eppure, Milano ha superato i limiti di PM10 per ben 35 volte nei soli primi 38 giorni di quest’anno. Per entrare nella cerchia dei bastioni si paga l’Ecopass. Alcuni studi indicano che un S.U.V diesel di ultima generazione (euro 4, euro 5, che quindi non paga l’Ecopass) inquina almeno quanto un euro 2 benzina, che invece deve pagare l’Ecopass. Si potrebbe giungere alla sfortunata conclusione che chi ha i soldi per comprare una macchina nuova non paga l’Ecopass, chi non ha questi soldi invece lo paga. Entrambi fanno girare l’economia, entrambi inquinano. Cosa intende fare Lei? Come sta andando questo Progetto “Eco”?

Ritengo Ecopass una tassa iniqua e diseducativa. Non si può accettare che se si paga si può inquinare. Bisogna intervenire innanzitutto sulle caldaie degli stabili che vanno ancora a gasolio ed in particolare sugli immobili di proprietà pubblica che per la stragrande maggioranza non usa combustibili puliti. Gli enti pubblici potrebbero fare di più dotando i propri immobili di fonti energetiche alternative ed incentivare l’utilizzo anche da parte di privati con investimenti economici. Per quanto attiene le auto a Milano entrano ogni giorno 800.000 auto molti sono i cosi detti city users, persone che utilizzano la nostra città ma vivono e pagano le tasse in altri comuni. Credo sia giusto che chi decide di venire in città e di usare il mezzo privato debba dare un corrispettivo per l’utilizzo della città, quindi se proprio dobbiamo mantenere un balzello io non lo chiamerei Ecopass (per i motivi che ho detto) ma Congestion che è un balzello finalizzato a scongiurare l’utilizzo del mezzo privato in luogo di quello pubblico offrendo alternative anche al mezzo pubblico tradizionale come ad esempio il car shering e le auto elettriche.

11. Sempre per quanto riguarda l’inquinamento avete intenzione di aumentare la salvaguardia della salute controllando anche il PM100? L’Europa non lo richiede ma studi scientifici ammettono la sua esistenza e il suo potere cancerogeno…

Anche il PM 2.5, polveri ultra sottili sono un danno potenziale alla salute. Questa è la sfida del terzo millennio, garantire il progresso e il benessere salvaguardando la salute nostra e del pianeta. Non bisogna generare inutili allarmismi ma stare attenti a non sottovalutare il problema e fare tutto il possibile per garantire una migliore qualità della vita.

12. Lei beve l’acqua del rubinetto di casa sua?

Sì e la trovo anche buona anche se mi piace l’acqua frizzante e allora non la uso molto.

13. A Milano ci sono moltissime case vuote, sfitte o abbandonate da molti anni. Altre invece vengono date agli amici degli amici o a gente che si può permettere ben oltre ciò che invece paga (il caso di Affittopoli, Trivulzio…). Secondo i dati del S.u.n.i.a, quest’anno gli affitti per gli studenti a Milano hanno subito un rincaro del 10%. Una camera singola arriva a costare fino a 750 euro. Quale potrebbe essere la prima azione in merito a tale problema?

Intanto moralità nella gestione del patrimonio pubblico e chi sbaglia a casa perché non c’è cosa peggiore che approfittare della propria posizione per ricevere un indebito beneficio, per quanto attiene gli studenti l’ho accennato prima bisogna aiutarli anche attraverso la messa a disposizione del patrimonio pubblico (ci sono centinaia di monolocali) di proprietà comunale inutilizzato e che potrebbe essere destinato a questo scopo.

14. Lei ha mai lavorato senza ricevere denaro?

Come la maggior parte dei miei coetanei neo laureati, ho fatto degli stage senza retribuzione.

15. Quanto si spenderà a grandi linee per la sua campagna elettorale?

Non lo so ma non penso di spendere tanti soldi, primo perché non li ho, posso solo contare sull’aiuto di amici che mi aiuteranno a titolo volontario e poi penso che non sia di buon esempio, in un momento di tale difficoltà, con centinaia di famiglie sulla soglia di povertà anche a Milano, spendere cifre importanti per una campagna elettorale. Penso che sia anche ingiusto non stabilire un tetto per le spese e quando sento dire che uno dei candidati spenderà più di 30 milioni di euro, rabbrividisco, quante famiglie si potrebbero aiutare con quei soldi e quanti giovani a restare nel nostro Paese senza dover andare via?

16. Negli ultimi dieci anni le biblioteche rionali hanno ridotto l’orario di apertura rendendoli simili agli orari di un sportello delle poste. Pochissime biblioteche rimangono aperte la sera. Per visitare il Louvre di Parigi si spende tanto quanto andare al Palazzo Reale. Le associazioni culturali milanesi sono al collasso. I piccoli teatri rischiano di chiudere ogni giorno. Qual è la sua proposta culturale per Milano?

La cultura è la storia di un popolo. Da noi ce un patrimonio storico culturale senza paragoni. Bisogna valorizzarlo e renderlo accessibile a quanto più persone è possibile. Si possono utilizzare gli sponsor. In questi anni lo si è fatto per far fare i concerti a piazza Duomo oppure iniziative dal chiaro sapore commerciale. Utilizziamo il marchio Milano per cercare sponsor che investono nell’offerta culturale. Chi vuole ascoltare un concerto di una pop star può tranquillamente pagarsi il biglietto ma visitare il museo del ‘900 dovrebbe essere gratis perché è un pezzo importante della storia del nostro Paese ancora del tutto inesplorata.

17. Le università private milanesi sono state ultimamente sede di visite parlamentari, governative e da parte dei membri del governo comunale. San Raffaele, Cattolica, Bocconi e Iulm sembrano richiamare sempre più i salotti buoni della borghesia milanese e della rappresentanza comunale. Le università statali quali l’Università degli Studi, la Bicocca e il Politecnico, soprattutto le prime due, non sono state degne di questa passerella. Eppure tra istituti ed enti pubblici dovrebbe esserci una coesione maggiore. Cosa ne pensa e cosa farà in merito?

Io credo che sia fondamentale la libertà di scelta. L’offerta formativa va messa in competizione partendo alla pari. No ad aiuti a pioggia e senza progetti concreti ma investimenti sul merito di chi forma e di chi frequenta.

18. Se fosse eletta “Sindaco di Milano”, quali saranno le sue prime tre azioni nei confronti dei Giovani, dell’Università e del Lavoro?

Per i giovani farei dei concorsi di idee per tutti quei interventi che interessano la città, la progettazione di piazze di verde e poi laboratori di idee per le varie aree di intervento. Per ogni concorso di idee ai vincitori la realizzazione di un loro laboratorio completamente gratuito per i primi tre anni.

Per le Università il favorire quanto più possibile la frequenza in particolar modo a chi ha difficoltà economiche perché penso che le opportunità debbano essere garantite.

Il lavoro è il punto dolente dello sviluppo del nostro Paese. Se i giovani hanno un lavoro precario non riescono a farsi una famiglia e se non formano nuove famiglie non si rimette in moto l’economia. Bisogna da un lato uscire dalla precarietà, va bene la flessibilità ma con garanzie sociali che oggi mancano e investire sulla famiglia con prestiti d’onore per incentivare la crescita.

Denis Trivellato

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