CARO SINDACO – Seconda puntata: Armando Siri

Vulcano ha intervistato i candidati sindaco per le elezioni comunali di Milano su temi che vanno dalle politiche giovanili, al mondo del lavoro, ai trasporti pubblici. Oggi è il turno di Armando Siri, per il Partito Italia Nuova, nato nel settembre 2010 per iniziativa dello stesso Siri. Il suo programma e i suoi obiettivi sono contenuti nel libro “L’Italia nuova – L’inizio”, edizioni Adm.

1.L’Associazione SoS Racket sembra rimanere sempre più sola nella lotta contro le mafie. Gli ultimi eventi riguardanti le case dell’ A.L.E.R sembrano la punta di un iceberg che non si vuole sciogliere. Del pizzo non se ne parla ad alta voce, ma in molti lo pagano, anche nel centro di Milano. Qual è la sua proposta di contrasto in merito al pizzo, al racket, al comportamento mafioso ormai sempre più imperante nella regione Lombardia?

Ormai troppo spesso e non solo al sud Italia, come narrano i più famosi romanzi sul tema, i cittadini preferiscono pagare il “pizzo” piuttosto che le tasse. Uno Stato che ha bisogno di leggi speciali sulla Mafia perché non è in grado di far rispettare quelle ordinarie è uno Stato che dichiara il suo fallimento e la sua debolezza. Come Sindaco potrò disporre solo della Polizia Locale che nel mio programma sarà più impegnata nella sicurezza al cittadino che a fare le multe per divieto di sosta. Nella riforma nazionale che ho in mente lo Stato sarà in grado di esercitare il POTERE vero senza i vincoli di un sistema fallimentare come la “democrazia”. Li non ci sarà più spazio per la MAFIA.

2. Lei ha mai violato la legge?

“Chi di voi non ha mai violato la Legge, scagli per primo la pietra su questa donna”… con questa bellissima frase il più grande rivoluzionario di tutti i tempi (Gesù) ridestava il gruppo omicida che voleva lapidare l’Adultera. E all’epoca la Legge era scritta sulla Pietra. Quando parcheggio la macchina dove non si può, quando la sera mi capita per fare prima di passare sulla corsia preferenziale, sono consapevole di violare la “legge”. Oltre a questo non mi sono avventurato. Ma se una legge fosse palesemente ingiusta e contro la mia libertà di espressione pacifica , non mi farei scrupoli a violarla e a combattere con tutte le forze perché sia cancellata. Poche Leggi e molto buon senso sono ciò in cui credo. Meno “contro” e più “accanto” è il mio motto.

3. Come si muove a Milano? Mezzi pubblici, bicicletta o automobile? Quanto spende più o meno annualmente per questi spostamenti?

A me piace moltissimo muovermi a piedi. In città lo faccio ogni volta che posso. Altrimenti mi muovo con i mezzi, e qualche volta in auto. L’auto la utilizzo soprattutto se devo poi andare fuori città.

4. Visti i dati preoccupanti sulla diffusione dell’HIV (15.000 persone secondo la L.I.L.A.) e di gravidanze indesiderate a Milano, come pensa di procedere sul fronte dell’educazione sessuale nelle scuole superiori? Come si pone di fronte ad iniziative come la presenza di distributori di preservativi nelle scuole? Cosa pensa dello scontro che lo scorso anno ha visto coinvolti l’ASL di Milano e la Regione Lombardia, riguardante le modalità con cui si tenevano i corsi di educazione sessuale e che hanno portato alla sospensione degli stessi?

Penso che sia utile e necessaria una buona educazione sessuale a scuola e credo fermamente che occorra con ogni mezzo incoraggiare i ragazzi all’utilizzo del preservativo durante i rapporti sessuali. Lo so che non è il massimo però la vita è più importante di una scopata li per li. Soprattutto perché poi magari l’hai fatto con qualcuno che non amavi davvero e se hai la sfortuna di prenderti una malattia, quando incontri l’amore della tua vita ti mangi le mani perché non puoi più viverlo appieno. Il sesso non è un tabù e se ne deve parlare. L’amore, al contrario del sesso, meglio viverlo. E le parole in questo caso sono di troppo.

5. Prima della sua carriera politica, di cosa si occupava?

Non so se la politica sia una “carriera”, di sicuro è una passione che ho fin da ragazzino. Sono sempre stato un po’ rivoluzionario. Non so perché ma molte cose a questo mondo non mi stanno proprio bene. Allora ho deciso di scrivere quello che non mi piaceva e anche quello che invece mi piace e che Desidero. Il mio impegno adesso e di farlo vivere e crescere nella realtà. Nel frattempo faccio ancora l’imprenditore nel campo delle energie rinnovabili e in quello editoriale.

6. Che genere di istruzione ha ricevuto dai suoi genitori e dalle scuole che ha frequentato?

Da mia mamma ho ricevuto poca istruzione ma molto condizionamento emotivo. Diciamo che funziono più con il lato destro del cervello che con quello sinistro, dove destro sta per “creatività” e sinistro sta per “logica”. Dalle scuole poco o nulla. Ho sempre vissuto il mio impegno scolastico in modo discontinuo e ribelle. Mentre ho avuto la straordinaria fortuna di incontrare nel mio percorso maestri di vita da cui ho imparato moltissime cose, sugli altri e su me stesso. Su me stesso naturalmente i lavori sono ancora in corso…

7. Il rapporto di Transatlantic Trends evidenzia che in Italia la percezione della percentuale di immigrazione risulta quattro volte superiore rispetto alla realtà. A Milano, gli avvenimenti di via Padova o del campo rom di via Triboniano dimostrano che la temperatura sociale resta calda. Quali crede siano le priorità per stemperare la tensione? Come progetterà di muoversi il comune e i suoi servizi per attuare l’integrazione con strumenti alternativi al solo intervento delle forze dell’ordine?

Ho sempre pensato che il tema dell’immigrazione sia legato molto alla percezione di “stesse condizioni” di vita nella realtà di cui i cittadini italiani e anche quelli milanesi hanno bisogno per sentirsi sicuri. Non è corretto parlare di immigrazione ed extracomunitari. Credo che nessun milanese e nessun italiano mostrerebbe “insofferenza” se 3000 canadesi e cittadini USA venissero a vivere a Milano, nonostante immigrati extracomunitari. Qui il tema è la “povertà” e il “degrado”. Non possiamo perennemente vivere nel Senso di Colpa e nell’espiazione del peccato per essere arrivati ad un livello di “igiene” e organizzazione cittadina che vogliamo non solo conservare ma anche migliorare per sentirci meglio. Ognuno ha il compito di contribuire a questo. Comprese le popolazioni straniere che vengono a Milano. Non possiamo consentire che ci siano persone che possano pensare di venire in Italia o a Milano a fare quello che vogliono senza rispettare la realtà che trovano. Credo che questo succeda a casa di ognuno. Io vado a casa di qualcuno e mi adeguo, altrimenti se non mi piace me ne vado. Il Sindaco con i suoi poteri diretti può fare poco, ma quello che sicuramente farei di concerto (per forza) con gli altri organi dello Stato è ripristinare condizioni di convivenza con gli standard della nostra città e del nostro Paese: chi non li accetta e non contribuisce ad adeguarsi se ne torna da dove è venuto. Questo lo dico senza pregiudizio e senza recriminazione. E’ un dato di realtà. Nessuno deve pretendere nulla dalla collettività se prima non pretende molto da se stesso. Questo vale per tutti, immigrati e milanesi. Chi è a posto con questo sentire contribuisce ad un’evoluzione armonica dell’esistenza.

8. Molti degli studenti che frequentano le università milanesi sono pendolari, fuori sede o provenienti da altri paesi (erasmus). Vivendo a Milano contribuiscono in vario modo a rendere più ricca la città. Purtroppo, rispetto alle grandi città europee Milano risente di un deficit nel settore del trasporto pubblico, soprattutto nelle fasce notturne e nelle zone periferiche e i prezzi dei taxi sono assolutamente proibitivi. Come intende agire per migliorare il trasporto milanese? Come pensa di agire sulle politiche giovanili e di integrazione?

Uno dei quattro punti del mio breve e chiaro programma per Milano è l’estensione 24h su 24h del trasporto pubblico e la liberalizzazione degli orari di apertura di negozi banche e uffici pubblici. Così come succede in altre grandi città del mondo. Oltre a questo mi impegno a fornire la rete internet gratuita wifi a tutti i residenti in città con una deroga agli studenti che sono qui per studiare. Chi è più giovane e studia deve essere incoraggiato, ma non deve mai perdere il contatto con la realtà che per quel che riguarda la società occidentale è in profondo mutamento. Negli anni 80 ai giovani si diceva che il diploma non era sufficiente per trovare lavoro e che ci voleva la laurea, negli anni 90 la laurea non bastava più e ci voleva il master, nel 2000 il master non bastava più e ci voleva lo stage gratis, adesso nel 2011 cosa diciamo? Il punto è che non possiamo essere tutti colti ma disoccupati. Il nostro Paese e la nostra cultura ci predispone a talenti e capacità straordinarie legate alla creatività. A mio parere quella è la direzione da intraprendere per poter sentirsi realizzati nel futuro. Il campo manifatturiero, dell’artigianato, dell’agricoltura, delle energie rinnovabili, del design. Chi l’ha detto che un sarto o un allevatore o un agricoltore o viticoltore, o falegname debbono essere per forza ignoranti? Magari un sarto ha studiato storia dell’arte e sa 3 lingue, un falegname e un decoratore intagliatore chi ha detto che non deve essere laureato? Tutte queste professioni che noi vediamo con gli occhi del passato, possono riacquistare dignità in questo tempo e forse sono la chiave del nostro futuro. Senza togliere spazio alle invenzioni e alla ricerca in cui per cultura e tradizione non abbiamo nulla da invidiare a nessuno.

9. Qual è la sua visione di Milano? Quali benefici sociali e ambientali porterà l’Expo ai cittadini milanesi e ai suoi visitatori?

L’Expo porta immediati vantaggi sulle infrastrutture e sicuramente la presenza di molti visitatori italiani e stranieri porterà ricchezza in città. Tutto starà a come si organizzerà l’evento. Non è facile accontentare tutti, non lo è mai stato, neppure l’Expò 2015 ci riuscirà. Ma è di assoluta importanza che qualcosa di buono rimanga anche il giorno dopo. Quando tutto sarà concluso. Questa è la sfida, per me.

10. Da una stima fatta nel 2005 dal U.N.R.A.E nel comune di Milano circolano 800 mila vetture e di queste circa 30 mila sono non catalizzate (3.8%). Le macchine più moderne, che rispondono alle direttive europee più severe in termine di inquinamento, in Italia sono meno di una su tre, mentre a Milano sono circa il 42 per cento. Eppure, Milano ha superato i limiti di PM10 per ben 35 volte nei soli primi 38 giorni di quest’anno. Per entrare nella cerchia dei bastioni si paga l’Ecopass. Alcuni studi indicano che un S.U.V diesel di ultima generazione (euro 4, euro 5, che quindi non paga l’Ecopass) inquina almeno quanto un euro 2 benzina, che invece deve pagare l’Ecopass. Si potrebbe giungere alla sfortunata conclusione che chi ha i soldi per comprare una macchina nuova non paga l’Ecopass, chi non ha questi soldi invece lo paga. Entrambi fanno girare l’economia, entrambi inquinano. Cosa intende fare Lei? Come sta andando questo Progetto “Eco”?

Uno dei quattro punti del mio programma è la copertura totale della rete stradale cittadina con asfalto catalitico capace di assorbire fino al 50% degli agenti inquinanti e polveri sottili emesse dalle automobili. Già molte grandi città come San Francisco, Shangai, Montreal e altre lo hanno fatto. Tra l’altro questo asfalto è made in Italy. Naturalmente è un po’ più costoso ma ne vale la pena. Le risorse arriveranno con l’introduzione di un bollino annuale (modi svizzera) di 150 euro per la sosta in città. Questo bollino porterà all’abolizione delle strisce colorate e la diminuzione dell’attività della polizia locale sul divieto di sosta che rimarrà solo per intralcio o pericolo. Del resto se ci pensiamo abbiamo per 20 anni finanziato con soldi pubblici l’incentivo all’acquisto dell’automobile per sostenere il mercato del lavoro e l’economia. Ma vi sembra normale che con i nostri soldi (magari quelli delle multe) lo Stato incentivi l’acquisto dell’auto per poi chiedere a chi la compra di tenerla in garage?? Le auto fanno parte della nostra vita, dobbiamo impegnarci affinché il loro utilizzo sia il più armonico possibile con la nostra salute e l’ambiente. Credo che il rifacimento del manto stradale sia un buon compromesso. Naturalmente l’Ecopass viene abolito e ho in programma la costruzione di maggiori parcheggi sotterranei con superfici verdi. L’auto e l’ambiente debbono cercare di andare d’accordo. E i soldi degli incentivi se proprio ci devono essere servano per realizzare tecnologie pulite davvero alla portata di tutti. Penso all’auto elettrica e a quello che la ricerca ci metterà a disposizione da qui a pochi anni.

11. Sempre per quanto riguarda l’inquinamento avete intenzione di aumentare la salvaguardia della salute controllando anche il PM100? L’Europa non lo richiede ma studi scientifici ammettono la sua esistenza e il suo potere cancerogeno…

Vivere in città non è come vivere in campagna tra gli alberi e la natura. L’uomo è perennemente alla ricerca di un compromesso tra comodità e salute. Ogni cosa che si potrà fare in questa direzione sarà fatta senza trascurare nulla.

12. Lei beve l’acqua del rubinetto di casa sua?

Ops… non sono quasi mai a casa. Però mi è capitato spesso, soprattutto la notte.

13. A Milano ci sono moltissime case vuote, sfitte o abbandonate da molti anni. Altre invece vengono date agli amici degli amici o a gente che si può permettere ben oltre ciò che invece paga (il caso di Affittopoli, Trivulzio &C .). Secondo i dati del S.u.n.i.a., quest’anno gli affitti per gli studenti a Milano hanno subito un rincaro del 10%. Una camera singola arriva a costare fino a 750 euro. Quale potrebbe essere la prima azione in merito a tale problema?

Sto elaborando un piano credibile dal punto di vista economico e finanziario (perché altrimenti è solo demagogia) e soprattutto che sia compatibile con i poteri del Sindaco per creare una sorta di agevolazione a tutti i proprietari che decidono di affittare le loro case a prezzi inferiori a quelli di mercato. Penso ad incentivi sull’ICI e su altre imposte comunali. C’è un modo per tradurre un minor costo degli affitti che non debba essere penalizzante per i proprietari e su cui magari la collettività può fare un investimento rinunciando ad incamerare imposte. Sarò più preciso, ma questo è l’obiettivo. Per quanto riguarda il Trivulzio mi sembra un pessimo spettacolo.

14. Lei ha mai lavorato senza ricevere denaro?

Sì, in più di un’occasione. Qualche volta è stato tempo perso altre volte è stata un’esperienza molto utile e formativa.

15. Quanto si spenderà a grandi linee per la sua campagna elettorale?

Circa 100 mila euro, dipenderà però dalla generosità degli amici che mi sostengono..

16. Negli ultimi dieci anni le biblioteche rionali hanno ridotto l’orario di apertura rendendoli simili agli orari di un sportello delle poste. Pochissime biblioteche rimangono aperte la sera. Per visitare il Louvre di Parigi si spende tanto quanto andare al Palazzo Reale. Le associazioni culturali milanesi sono al collasso. I piccoli teatri rischiano di chiudere ogni giorno. Qual è la sua proposta culturale per Milano?

Penso che le biblioteche rionali debbano essere aperte anche la sera. Questo è un servizio legato all’istruzione e alla possibilità di accesso alla “cultura” che l’organizzazione sociale è giusto che garantisca. Per quanto concerne l’attività di associazioni culturali e piccoli teatri credo che occorra un esame di realtà anche in questo ambito. La cultura esiste se ciascuno la fa esistere. Se io metto su uno spettacolo in cui credo, devo mettere in conto che questo ha senso se poi ho gli spettatori che vengono a vederlo, spargono la voce, lo apprezzano e molte altre persone riempiono la sala. Ma se non è così rischio di farlo per me stesso o per pochi, ma a quel punto non posso sfilare i soldi dalla tasca del signor Rossi al quale non importa nulla del mio spettacolo per consentire al signor Bianchi di vederlo. La cosa deve funzionare perché ha senso, altrimenti non è colpa del Comune: è un dato di realtà che non ci sia richiesta sufficiente di cultura. Allora ciascun cittadino faccia una riflessione in questo senso. Quello che il Comune la società organizzata deve fare è consentire alle organizzazioni più piccole di poter pubblicizzare gli eventi agevolare diciamo così le start-up affinché queste possano avere almeno la possibilità di essere visibili. Poi la scelta sta ad ognuno se parteciparvi o meno.

17. Le università private milanesi sono state ultimamente sede di visite parlamentari, governative e da parte dei membri del governo comunale. San Raffaele, Cattolica, Bocconi e Iulm sembrano richiamare sempre più i salotti buoni della borghesia milanese e della rappresentanza comunale. Le università statali quali l’Università degli Studi, la Bicocca e il Politecnico, soprattutto le prime due, non sono state degne di questa passerella. Eppure tra istituti ed enti pubblici dovrebbe esserci una coesione maggiore. Cosa ne pensa e cosa farà in merito?

Io da Sindaco non farò distinzione. Darò la medesima attenzione a tutti gli Atenei e a tutti gli Istituti. Naturalmente non intendo fare la passerella, mi metterò in ascolto di quanto mi si vuol comunicare e con franchezza dirò quello che posso e non posso fare. Nei casi in cui io possa fare qualcosa che contribuisca ad un miglioramento “percepito” dagli studenti e dall’insieme dei cittadini che usufruiscono e vivono la scuola lo farò con convinzione, vigore e forza di volontà fino al raggiungimento degli obiettivi.

18. Se fosse eletto “Sindaco di Milano”, quali saranno le sue prime tre azioni nei confronti dei Giovani, dell’Università e del Lavoro?

Internet Wifi gratuito perché ritengo che l’accesso all’informazione della rete sia ormai indispensabile per accedere alla conoscenza da una parte e dall’altra per capire quanto in fondo la coscienza di ciascuno faccia la differenza per la realtà, che naturalmente si vive nella vita vera e non sul web.

Trasporti funzionanti 24h su 24h, liberalizzazione degli orari dei negozi e dei servizi pubblici, come succede nelle grandi capitali del mondo, compresa l’apertura delle biblioteche.

Per il lavoro sono molto onesto, il Sindaco può fare ben poco, ma il PIN che è un Nuovo Punto di Vista non solo a Milano si propone una Rivoluzione per un’Italia Nuova dove l’opportunità di un lavoro non sarà solo un enunciato senza senso e privo di realtà scritto nella Costituzione, ma sarà una realtà nella Vita Vera. Siamo appena partiti e arriveremo fino alla realizzazione di questo Desiderio. La Rivoluzione inizia a Milano e Cresce in tutta Italia.

Denis Trivellato

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