CARO SINDACO – Terza puntata: Sergio Cau

Vulcano ha intervistato i candidati sindaco per le elezioni comunali di Milano su temi che vanno dalle politiche giovanili, al mondo del lavoro, ai trasporti pubblici. Oggi l’intervista a Sergio Cau, consulente pubblicitario milanese, promotore del neonato Partito Iva che riunisce lavoratori autonomi con partita Iva di simpatie politiche diverse ma accomunati dalla delusione per l’operato svolto dalle diverse forze politiche nei confronti dei lavoratori autonomi.

1. L’Associazione SoS Racket sembra rimanere sempre più sola nella lotta contro le mafie. Gli ultimi eventi riguardanti le case dell’ A.L.E.R sembrano la punta di un iceberg che non si vuole sciogliere. Del pizzo non se ne parla ad alta voce, ma in molti lo pagano, anche nel centro di Milano. Qual è la sua proposta di contrasto in merito al pizzo, al racket, al comportamento mafioso ormai sempre più imperante nella regione Lombardia?

La soluzione più semplice passa attraverso la trasparenza della pubblica amministrazione ad esempio con pubblicazione on line di tutti gli appalti con importi superiori ai 10.000 euro, degli elenchi delle proprietà immobiliari affittate o lasciate sfitte ed i bandi di concorso. Potrebbe essere utile anche la creazione di un “fondo di solidarietà” per gli esercizi in difficoltà per evitare il ricorso all’ usura.

2. Lei ha mai violato la legge?

No che io sappia, a parte qualche contravvenzione stradale per divieto di sosta, ma mai in doppia fila. Una comunità si deve dare delle regole che dovrebbero essere uguali per tutti e lo Stato deve vigilare sul fatto che siano rispettate. Il problema è che in Italia le leggi sono molte, spesso inique e la tentazione di infrangerle è diffusa anche grazie ad una quasi certa impunità.

3. Come si muove a Milano? Mezzi pubblici, bicicletta o automobile? Quanto spende più o meno annualmente per questi spostamenti?

Mezzi pubblici 10%

Auto 10%

Moto 20

Bicicletta 30%

Piedi 30%

In un anno spenderò circa 400 euro

4. Visti i dati preoccupanti sulla diffusione dell’HIV (15.000 persone secondo la L.I.L.A.) e di gravidanze indesiderate a Milano, come pensa di procedere sul fronte dell’educazione sessuale nelle scuole superiori? Come si pone di fronte ad iniziative come la presenza di distributori di preservativi nelle scuole? Cosa pensa dello scontro che lo scorso anno ha visto coinvolti l’ASL di Milano e la Regione Lombardia, riguardante le modalità con cui si tenevano i corsi di educazione sessuale e che hanno portato alla sospensione degli stessi?

Credo che l’educazione sessuale debba iniziare nelle scuole di primo grado e non trovo nulla di negativo nella presenza di distributori di preservativi nelle scuole superiori.

Ritengo comunque che ci sia bisogno di più informazione nella lotta all’HIV e che non sia sufficiente la distribuzione di opuscoli o spot di qualche prezzolato testimonial.

Occorre che l’argomento sia trattato in classe da persone competenti e convincenti per rendere l’informazione più capillare e che per questo ci sia bisogno anche di investimenti economici più mirati.

5. Prima della sua carriera politica, di cosa si occupava?

La mia carriera politica forse ha inizio adesso, ma fino ad oggi mi sono occupato di pubblicità. In questi tempi sarebbe più comodo parlare di comunicazione, dire che sono un creativo, un copy writer, ma in realtà, a parte poche occasioni, il mio lavoro è sempre stato finalizzato alla creazione di valore per me e per l’azienda che me l’ha commissionato. Sono stato bravo,forse, ad esaltare le qualità di un prodotto a volte sorvolando su alcuni difetti; come il Barbiere di Stalin penso che il mio comportamento non abbia conseguenze sulle lordure della società, ma non è sempre così: spesso ci ritroviamo a fare i conti con qualcosa che abbiamo più o meno consapevolmente seminato.

6. Che genere di istruzione ha ricevuto dai suoi genitori e dalle scuole che ha frequentato?

Ho 53 anni e la scuola per me dalle elementari fino agli studi di Medicina è sempre stata molto cognitiva. Se hai studiato e ti ricordi sei bravo e porti a casa un bel voto. Ho avuto la fortuna di incappare in qualche professore che aveva a cuore anche la “formazione” dello studente e che non si limitava a testare la mia capacità di apprendimento, ma che riusciva a suscitare interesse e mi stimolava al confronto. In sintesi la scuola oggi è troppo unidirezionale: per formarsi servono ascolto ed attenzione, ma anche il confronto è utile perché nel contraddittorio si scopre quanto il dubbio sia produttivo rispetto alle certezze.

7. Il rapporto di Transatlantic Trends evidenzia che in Italia la percezione della percentuale di immigrazione risulta quattro volte superiore rispetto alla realtà. A Milano, gli avvenimenti di via Padova o del campo rom di via Triboniano dimostrano che la temperatura sociale resta calda. Quali crede siano le priorità per stemperare la tensione? Come progetterà di muoversi il comune e i suoi servizi per attuare l’integrazione con strumenti alternativi al solo intervento delle forze dell’ordine?

Alla luce dei recenti avvenimenti del Nord Africa questa percezione apparirà ancora più marcata. Sicuramente avremo un maggiore flusso in entrata e anche se ormai anche qui non c’è più lavoro per tutti, ma non si possono alzare muri a protezione del nostro orticello. Io apprezzo i valori del Cristianesimo, ma sono contro la diffusa morale perbenista . Se mi è possibile aiutare il prossimo, da qualunque parte arrivi, lo faccio volentieri . Non di meno sono convinto della necessità di aiutare i migranti a casa loro. Lasciare il proprio contesto socioculturale per povertà e bisogno non è certamente positivo, ma spesso si fugge da miseria, tirannia politica o religiosa. Bisogna fare il possibile per accoglierli e l’importante è che chi arriva qui possa fare qualcosa che lo aiuti a migliorare il proprio stato. Non possiamo permettere che flussi incontrollati di migranti vengano qui per delinquere o fare proseliti per il fondamentalismo religioso. Gli emigrati devono accettare i nostri usi e costumi, ma soprattutto devono essere messi in condizione di vivere una vita dignitosa, non in ghetti e con un lavoro che permetta loro di non sentirsi un peso per la comunità ospitante.Il lavoro delle forze dell’ordine è spesso inutile ,chi viene sorpreso anche in flagrante a commettere reati viene subito rilasciato.Io avrei una soluzione in alternativa alle carceri comunità di lavoro dove chi ha infranto le regole (magari per ragioni di pura sopravvivenza) impari un mestiere e ripaghi la comunità del danno subito.

8. Molti degli studenti che frequentano le università milanesi sono pendolari, fuori sede o provenienti da altri paesi (erasmus). Vivendo a Milano contribuiscono in vario modo a rendere più ricca la città. Purtroppo, rispetto alle grandi città europee Milano risente di un deficit nel settore del trasporto pubblico, soprattutto nelle fasce notturne e nelle zone periferiche e i prezzi dei taxi sono assolutamente proibitivi. Come intende agire per migliorare il trasporto milanese? Come pensa di agire sulle politiche giovanili e di integrazione?

I taxisti appartengono (e non solo a Milano) ad una casta particolare: sono lavoratori autonomi, ma non molto ben disposti a regimi di libera concorrenza. Perchè non dare autorizzazioni a cooperative studentesche che si facciano carico, con un prezzo equo, di coprire fasce notturne e zone periferiche con un servizio Taxi magari girando in coppia su ogni veicolo per maggiore sicurezza?! Per migliorare il trasporto milanese occorre agire sulla sostituzione dei mezzi vecchi e inquinanti – e ce ne sono ancora molti – e sulla fluidificazione del traffico. Le politiche giovanili devono esser indirizzate principalmente sulla possibilità di trovare un lavoro (anche autonomo) al termine degli studi. Certo non ci si può dimenticare di dare un sostegno alla Cultura e allo Sport con eventi e manifestazioni meno “glamour” ma più partecipative. La cultura non è solo un bene di consumo ma deve generare partecipazione.

9. Qual è la sua visione di Milano? Quali benefici sociali e ambientali porterà l’Expo ai cittadini milanesi e ai suoi visitatori?

Milano è una bellissima città, non in termini estetici, ma in termini di potenzialità dovute alla ricchezza di culture autoctone e internazionali che vi operano. L’Expo può essere una buona occasione per dire al resto del Mondo: ecco noi “milanesi” abbiamo impiegato questa non trascurabile risorsa economica pubblica per trovare soluzioni ad alcuni problemi mondiali come quello delle risorse alimentari. Ad oggi invece mi sembra che si parli ancora molto di sponsor, padiglioni, terreni, infrastrutture da appaltare e siamo ancora lontani dallo sviluppo di quelle iniziative che dovrebbero interessare tutta la cittadinanza se non il mondo.

Il Global deve diventare Glocal per dare dei frutti tangibili. Altrimenti anche questa occasione sarà solo aria fritta presto dimenticata che lascerà contenti solo i proprietari dei terreni EXPO e i pochi “fortunati” che si saranno aggiudicati gli appalti milionari.

10. Da una stima fatta nel 2005 dal U.N.R.A.E nel comune di Milano circolano 800 mila vetture e di queste circa 30 mila sono non catalizzate (3.8%). Le macchine più moderne, che rispondono alle direttive europee più severe in termine di inquinamento, in Italia sono meno di una su tre, mentre a Milano sono circa il 42 per cento. Eppure, Milano ha superato i limiti di PM10 per ben 35 volte nei soli primi 38 giorni di quest’anno. Per entrare nella cerchia dei bastioni si paga l’Ecopass. Alcuni studi indicano che un S.U.V diesel di ultima generazione (euro 4, euro 5, che quindi non paga l’Ecopass) inquina almeno quanto un euro 2 benzina, che invece deve pagare l’Ecopass. Si potrebbe giungere alla sfortunata conclusione che chi ha i soldi per comprare una macchina nuova non paga l’Ecopass, chi non ha questi soldi invece lo paga. Entrambi fanno girare l’economia, entrambi inquinano. Cosa intende fare Lei? Come sta andando questo Progetto “Eco”?

I milanesi come gli altri abitanti di grandi o piccole città afflitte da problemi di smog, si stanno stancando di fare sacrifici per acquistare auto che dopo pochi anni risultano non più ecologiche. Esiste la tecnologia per produrre auto veramente ecologiche, ma il mercato non lo permette. Personalmente ho rispolverato la vecchia bicicletta, ma capisco che non tutti possono raggiungere il posto di lavoro in bici. Occorre incrementare la rete di piste ciclabili, ed aumentare il numero di distributori con ricariche per motori elettrici, ad idrogeno e a metano. Con le nuove linee metropolitane ci sarà un potenziamento dei mezzi pubblici che non è sufficiente a mio parere, mentre l’ Ecopass non dovrà essere pagato dai residenti ma esteso alla circonvallazione esterna. Abbiamo bisogno di fluidificare il traffico e sanzionare severamente i “doppiofilisti” , ma soprattutto abbiamo bisogno di adottare politiche preventive serie. Abbiamo il CNR, abbiamo ottime università come il Politecnico, perché non teniamo in maggiore considerazione le loro ricerche varando provvedimenti efficaci e ci limitiamo alle inutili e folcloristiche domeniche a piedi?!

11. Sempre per quanto riguarda l’inquinamento avete intenzione di aumentare la salvaguardia della salute controllando anche il PM100? L’Europa non lo richiede ma studi scientifici ammettono la sua esistenza e il suo potere cancerogeno…

Tutti i mezzi tecnologici che possano controllare i vari livelli di inquinamento sono auspicabili da una amministrazione che abbia veramente a cuore la salute dei cittadini.

12. Lei beve l’acqua del rubinetto di casa sua?

Sì, la bevo, ma a mio figlio compro dell’acqua minerale che arriva da Alpi Lombarde, meno trasporto, meno inquinamento. Certo sarebbe bello fidarsi dell’ ARPA…

13.A Milano ci sono moltissime case vuote, sfitte o abbandonate da molti anni. Altre invece vengono date agli amici degli amici o a gente che si può permettere ben oltre ciò che invece paga (il caso di Affittopoli, Trivulzio &C .). Secondo i dati del S.u.n.i.a., quest’anno gli affitti per gli studenti a Milano hanno subito un rincaro del 10%. Una camera singola arriva a costare fino a 750 euro. Quale potrebbe essere la prima azione in merito a tale problema?

Non certamente la costruzione di altri alloggi…dobbiamo prima recuperare quella ingente patrimonio immobiliare fatto di vecchi palazzi e fabbriche in disuso che stanno andando in malora. Abbiamo scuole professionali per muratori e geometri perché non facciamo fare pratica a questi studenti e cominciamo a ricavare mini alloggi per affitti calmierati?!

14. Lei ha mai lavorato senza ricevere denaro?

Beh, come ho detto al punto 5 mi è capitato poche volte. Devo essere veramente convinto di farlo per una buona causa e comunque non è facile trovare il tempo quando devi già correre dalla mattina alla sera per il pane quotidiano. Se si trovasse il tempo per riflettere molti nostri comportamenti cambierebbero…Naturalmente faccio parte di associazioni no profit ma questo è un altro discorso…

15. Quanto si spenderà a grandi linee per la sua campagna elettorale?

Personalmente ho considerato una spesa fra 1.000 e 5.000 euro. Per la lista ogni candidato potrà decidere per sé, ci sarà chi spenderà pochi euro per i “santini” e chi potrà permettersi i manifesti. Non puntiamo sulla pubblicità nonostante i miei trascorsi professionali, ma cercheremo di avere spazio per spiegare sulla stampa e sulle tv locali le nostre aspirazioni ed i programmi.

Oggi le persone non ne possono più di slogan e di promesse mai mantenute. Noi siamo per lo più liberi professionisti senza iscrizione ad Albi di categoria. C’è fra noi anche qualche piccolo imprenditore, ma fare profitto per noi non è certamente un delitto. Siamo, come si dice, professionisti del problem solving e vogliamo dare alla amministrazione della città le nostre esperienze e il nostro pragmatismo. Una buca nell’asfalto fa cadere sia l’elettore di sinistra che quello di destra: noi siamo per coprire le buche prima che facciano danni irreparabili.

16. Negli ultimi dieci anni le biblioteche rionali hanno ridotto l’orario di apertura rendendoli simili agli orari di un sportello delle poste. Pochissime biblioteche rimangono aperte la sera. Per visitare il Louvre di Parigi si spende tanto quanto andare al Palazzo Reale. Le associazioni culturali milanesi sono al collasso. I piccoli teatri rischiano di chiudere ogni giorno. Qual è la sua proposta culturale per Milano?

Con la motivazione di situazioni più urgenti si tagliano risorse alla Cultura perché come dicono i nostri ministri con La Divina Commedia non ci puoi fare un panino. Questo è senz’altro vero, ma ricordo a loro che se ben gestita la Cultura si ripaga da sola grazie all’indotto che genera. Una biblioteca non avrà mai un bilancio in attivo e così i tanti, piccoli teatri, ma se esiste la domanda di cultura, chiuderli non è la risposta ai bisogni dei cittadini. Il Comune dovrebbe invece adoperarsi per trovare ancora più sponsor privati per queste strutture se non si trovassero altre risorse, magari con tagli alle spese superflue. E noi siamo convinti che ce ne siano molte di spese superflue. La mia proposta culturale per Milano privilegerà le iniziative culturali prodotte dalla stessa città per dare spazio ai nostri artisti e magari qualche contributo economico a chi ne abbia veramente bisogno. Le grandi mostre che comunque portano indotto dovranno essere sponsorizzate da aziende private. Personalmente ho provato diverse volte a farmi promotore di iniziative culturali sponsorizzate ma non ho mai trovato interesse da parte dei responsabili del Comune. Forse sono interessati solo ai grandi budget ma non mi sembra che raccolgano molto .

17. Le università private milanesi sono state ultimamente sede di visite parlamentari, governative e da parte dei membri del governo comunale. San Raffaele, Cattolica, Bocconi e Iulm sembrano richiamare sempre più i salotti buoni della borghesia milanese e della rappresentanza comunale. Le università statali quali l’Università degli Studi, la Bicocca e il Politecnico, soprattutto le prime due, non sono state degne di questa passerella. Eppure tra istituti ed enti pubblici dovrebbe esserci una coesione maggiore. Cosa ne pensa e cosa farà in merito?

Credo che gli amministratori della città debbano avere a cuore soprattutto le istituzioni pubbliche perché è proprio della qualità di queste che devono rispondere ai cittadini ed ai contribuenti. Le scuole private non devono essere però osteggiate soprattutto se contribuiscono con corsi specialistici a generare figure professionali che collaboreranno allo sviluppo economico di tutto il distretto.

18. Se fosse eletto “Sindaco di Milano”, quali saranno le sue prime tre azioni nei confronti dei Giovani, dell’Università e del Lavoro?

Sicuramente vorrei incontrare subito le parti ed ascoltare le loro richieste.

Nel programma per Milano che pubblicheremo per metà Marzo ci saranno sicuramente maggiori dettagli dei nostri proponimenti per Giovani e Lavoro.

Su questi temi abbiamo bisogno di confrontarci con le parti in causa e questo principio del confronto – anche duro ma aperto – è alla base del la nostra visione della politica.

Denis Trivellato

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