Del: 8 Febbraio 2012 Di: Redazione Commenti: 0

Ieri mattina, davanti alla sede di via Festa del Perdono dell’Università Statale, un gruppo di lavoratori dei servizi di pulizia dell’università si è riunito in presidio per manifestare contro il taglio del proprio monte ore del 50/60% rispetto allo scorso anno, e per la mancata retribuzione degli ultimi tre mesi di lavoro.

IL PRESIDIO
I lavoratori, supportati dalla FILCAM GGIL e da alcuni studenti, si sono radunati davanti all’ingresso maggiore della Statale e hanno chiesto di essere ascoltati dai dirigenti dell’università.

La normativa sugli scioperi del pubblico impiego impone loro di non scioperare prima di un’audizione da parte del Prefetto per un preliminare tentativo di conciliazione delle parti. Dopo di che, devono decorrere altri dieci giorni prima di poter scioperare, comunque entro un mese dall’incontro in prefettura.
L’incontro, che avrebbe dovuto tenersi nel pomeriggio, è stato spostato alla settimana prossima, pare per l’impossibilità del gestore di raggiungere Milano a causa del maltempo.
Prima di poter scioperare, stando così le cose, i lavoratori della Statale dovranno quindi aspettare ancora tre settimane.
Il presidio si è quindi dovuto tenere alla fine dell’orario di servizio, verso le 9.30.

LE RAGIONI
Lo scorso gennaio, l’Università ha indetto una gara d’appalto per l’assegnazione del servizio di pulizia, imponendo come base di gara le stesse condizioni del triennio precedente.
Pur presentando un’offerta inferiore di  circa il 40% rispetto alle richieste, l’appalto è stato affidato al precedente gestore, la Alfiera.
Stando alle dichiarazioni dell’università, la proposta della Alfiera si è mantenuta entro temini non formalmente anomali, ed è quindi stata accettata. La ditta perdente, la Pulitecnica, ha però fatto ricorso al TAR, vincendo l’appello.
L’università è stata così costretta a cambiare gestore.
Contravvenendo agli obblighi contrattuali, l’Alfiera si è anticipatamente ritirata dall’impegno assunto con l’università e i lavoratori, non pagando, a questi ultimi, le ultime tre mensilità dovute. L’università ha quindi chiesto alla Pulitecnica di subentrare prima del termine previsto. Ma il nuovo contratto con quest’ultimo appaltatore imporrebbe ora la decurtazione del 50/60% delle ore lavorative.

L’UNIVERSITA’
Dopo l’iniziale tentativo da parte di una delegazione dei sindacati di essere ascoltati dai responsabili della Statale, l’assemlea dei lavoratori è stata raggiunta dal Direttore Legale dell’università, che ha spiegato le ragioni e le intenzioni dell’Ateneo, assicurandosi dalla parte dei lavoratori. “E’ una nostra priorità sanare la situazione”, ha affermato, informando che sarebbe stato dato mandato alla Divisione Contabilità di bloccare le fatture della Alfiera e intimare un pagamento entro 7 giorni, passati i quali, con la trattenuta delle fatture, l’Università stessa avrebbe pagato i lavoratori.

L’intervento è stato accolto con favore dai manifestanti, che tuttavia hanno continuato a esprimere seria preoccupazione per la drastica riduzione del monte ore, che implicherebbe un’altrettanto grave decurtazione del proprio stipendio.
A questo proposito il Direttore Legale si è detto disponibile a una concertazione durante l’incontro con il Prefetto.

GLI STUDENTI
Interviene infine uno studente, che conferma la solidarietà di tutti gli studenti presenti ai lavoratori, e sottolinea che la diminuzione del loro carico lavorativo comporterebbe notevoli disagi anche per gli studenti, date le già precarie condizioni in cui versano le strutture universitarie. Gli studenti si dicono pronti a far sentire la propria voce se dovesse ancora venire a mancare l’ennesimo servizio da parte dell’università.

Alla fine del breve incontro con il responsabile dell’Ateneo, il gruppo di manifestanti torna a presidiare l’ingresso di via Festa del Perdono, ribadendo gli slogan “Vogliamo lavorare”, “Vogliamo lo stipendio”, “Vogliamo i nostri diritti”.

 

Giuditta Grechi

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