Una sigaretta al giorno toglie il medico di torno?

E’ pensiero comune che fumare una sigaretta al giorno in fondo non faccia male alla salute. Da una ricerca pubblicata su American Journal of Respiratory and Critical Care, condotta da un team di ricercatori americani della Cornell University Medical College, è risultato invece che anche solo una sigaretta fumata ogni tanto provoca alterazioni al Dna delle cellule delle vie respiratorie. Ronald Crystal, uno degli autori della ricerca e responsabile della Division of Pulmonary and Critical Care Medicine, ha dichiarato che “gli effetti genetici (nei fumatori occasionali) sono molti meno rispetto a chi è un fumatore regolare, ma questo non vuol dire che non ci siano conseguenze per la salute”. Lo studio è stato condotto su 121 persone divisi in tre gruppi: non fumatori, fumatori incalliti e fumatori occasionali.

La ricerca ha rilevato che alcuni geni, particolarmente sensibili al fumo da sigaretta, mostravano alterazioni delle loro attività anche nei fumatori occasionali e nei non fumatori rimasti esposti al fumo passivo. Le cellule coinvolte si trovano in particolare in gola, nei bronchi e nei polmoni. Ronald Crystal, primo autore della ricerca, ha paragonato le alterazioni genetiche ad un “canarino in una miniera di carbone”. Come il canarino queste cellule sono un segnale di pericolo. Ma è solo un segale che “cinguetta per i fumatori occasionali e urla per i fumatori”. Quindi non è vero che un fumatore occasionale non corre rischi per la salute. Anche fumando tre o quattro sigarette alla settimana si è fumatori, occasionali certo, ma comunque fumatori. Inoltre fumare occasionalmente è il miglior modo di incominciare a fumare seriamente.

Lo strano caso della sigaretta elettronica
La sigaretta elettronica (tubicino di metallo in cui si inserisce un gel che può contenere una certa quantità di nicotina) è ritenuta un metodo efficace per smettere di fumare al pari dei cerotti, perché nonostante contenga nicotina dovrebbe non avere  altre sostanze nocive e cancerogene. Eduardo Bianco, rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha dichiarato durante la Conferenza sul Controllo del Tabacco (Cclat) che “Certi ingredienti (contenuti nelle sigarette elettroniche) sono nocivi e c’è la necessità di regolarizzare l’impiego delle sostanze aromatiche contenute nella sigaretta perché, in alcuni casi, possono essere più pericolose del tabacco” e che inoltre “Non c’è nessuna prova scientifica che aiuti a smettere di fumare”. Quindi la sigaretta elettronica sarebbe dannosa e inutile. Senza considerare che molti fumatori la usano solo per poter fumare anche nei luoghi pubblici. In ogni caso, se usata per un breve periodo, può rivelarsi utile: infatti a molti fumatori intenzionati a smettere manca proprio la gestualità del tenere una sigaretta tra le dita.

 

Un’altra opinione molto diffusa è che le sigarette a basso contenuto di catrame, le ex sigarette light, quelle con il pacchetto blu per intenderci, facciano meno male delle sigarette normali. In realtà questa opinione è del tutto sbagliata e più di uno studio scientifico lo dimostra. Nelle sigarette leggere sono solo ridotte le quantità di nicotina e catrame, ma la quantità delle altre sostanze dannose rimane la stessa.

Come ha evidenziato Cesare Gridelli (direttore del dipartimento di oncoematologia dell’Asl Moscati di Avellino e segretario dell’Associazione italiana di oncologia toracica, Aiot) nel 2008 in occasione del congresso dell’Asco, i fumatori per compensare i bassi livelli di nicotina fumano più spesso e inalano con più intensità. Il risultato è che la quantità di nicotina assunta rimane la stessa, ma aumenta l’assimilazione delle altre sostanze tossiche, comprese tutte e sessantanove le sostanze cancerogene individuate nella sigaretta (come il monossido di carbonio e gli idrocarburi policiclici aromatici) o sostanze irritanti (come acroleina e acetaldeide).

Elena Sangalli

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