Extraterrestri digitali
Calciatori – Giovani speranze

Le mamme, i giocatori, le prestazioni, gli amori, le cortesie, le audaci imprese.
Mtv canta contenta con la seconda stagione televisiva del reality Calciatori – Giovani Speranze sui pischelli sognatori della Fiorentina Calcio.
Tralasciando la commercializzazione dell’idiozia giovanile declinata in eroismo di bassa leva per far presa sul pavido cuore di qualche sbarbatello in tempesta ormonale, il programma s’inserisce a pieno titolo nel filone polpettone trash, cioè quel genere di format che tutti conoscono a iosa, ma che pochi ammettono di guardare – un po’ come gli elettori di Silvio.
Analizziamone i principali tratti distintivi:

IL CALCIO
Per la verità gli elementi calcistici presenti sono quantitativamente scarsi e riconducibili ad una manciata di cliché tratti dall’immaginario infantile degli ultimi trent’anni: il pallone è il tuo migliore amico (Holly & Benji), non si giudica un giocatore da come tira un calcio di rigore (Francesco De Gregori), il talento e la preparazione atletica sono importanti ma in sostanza vince chi ci mette il cuore (Fame), non vincere ma partecipare, dalle sconfitte si esce irrobustiti (De Coubertin o, a scelta, tua madre dopo la prima versione di latino con voto quattro), siamo qui per vincere, la storia non ricorda chi è arrivato secondo (gli atleti olimpici in barba a De Coubertin, tua madre alla sesta versione di latino con voto tre).

I PERSONAGGI
Veri e propri tipi psicologici tratti dall’epica: l’allenatore toscano, con la cadenza di Tassotti e le coronarie di Arrigo Sacchi, che cita Dante Alighieri per motivare i propri giocatori nella battaglia contro Il Lucca, vanta un passato meraviglioso fra le file del Castel di Sangro dove si giocava con il coltello fra i denti, quando ancora il calcio era pulito e non c’erano tutti questi schifosi soldi in circolazione; vive di ricordi che elargisce timidamente davanti alle telecamere, soprattutto quello del proprio maestro, che nella memoria assume i contorni di un incrocio tra Joda e Mickey Golgmill – l’allenatore di Rocky Balboa.
Tutti i calciatori è come se non avessero padre, il che incrementa la tensione drammatica e la loro voglia di rivalsa, ma in compenso hanno madri degne di nota: rigorosamente casalinghe, non fanno una beata mazza dalla mattina alla sera se non accudire il proprio gioiello, che comunque ingrato le tratta manco fossero delle colf portoricane in attesa di estradizione; girano per il centro di Firenze alla ricerca del nuovo paio di Tiger dodici tacchetti che il figliuolo tanto desidera, alla modica cifra di euro 450 – sempre sorridenti – come se a pagare fosse l’ex marito cassaintegrato che pur di non aver nulla a che fare con quel fallimento del figlio versa alimenti degni di Murdoch.

calciatoriLe fidanzate sono un ulteriore insulto al genere femminile di questo paese: aspettano con ansia il ritorno del bifolco dal ritiro della Fiorentina, raccontando alle tre amiche rimaste di quanto è figo; quando questo avviene passano le ore a limonare lungo porticcioli senza azzardare nemmeno una parola – mai – nella consapevolezza di dover sfruttare al meglio le poche ore di libertà a disposizione. Hanno tagli di capelli e acconciature d’ispirazione anni Novanta, alla Jennifer Aniston, nessun interesse degno di nota che non sia il loro fidanzato, buoni voti a scuola e nessuna rivendicazione che possa far trasparire il loro essere donne.

Ai tutor scolastici è stato affibbiato l’ingrato ruolo del personaggio che sta sulle balle a tutti, in quanto colpevole di rompere il normale fluire della quotidianità; unici all’interno dell’intero programma a riconoscere l’importanza vitale, non della cultura, ma quanto meno dell’alfabetizzazione, vengono sbeffeggiati a destra e a manca; da manuale i vani tentativi di rendere interessante la biologia a quei quattro decerebrati attraverso una lezione visual – tattile dell’apparato riproduttore femminile. Concreta realizzazione televisiva dell’arcinoto motivetto tremontiano “con la cultura non si mangia”.

ETNIE E PROVENIENZE
C’è il negrone -incazzoso nato a Treviso che non ha ancora imparato l’italiano e se la sbruffoneggia per piazza della Signoria con i Public Enemy sparati nelle orecchie, guardando storto ogni sbirro che si trova al di là dell’8 mile; c’è il brazileiro -ballerino che ha lasciato a Rio una mamma e una sorella, ama ballare (incredibile), ha talento ma voglia di fare un cazzo ed è malato di figa come solo un brasiliano sa essere; lo slavo- testa-calda (che poi è triestino ma non stiamo qui a sottilizzare); il ghanese- pelle -di -ebano a cui piacciono tanto le percussioni e che conosce l’amicizia, l’amore e il sacrificio ed è candidato al Nobel per la pace; il veneziano-bravo-ragazzo che vuole girare il mondo ma alla fine torna a casa sua; lo zarro- di-Firenze con venti tipe in ballo alla volta, che non perde occasione per mostrare l’addominale e sarebbe un fenomeno del pallone se non avesse un problema cronico di pubalgia che lo costringe a passare le ore sul lettino di diverse infermiere.

COLONNA SONORA
Mixtape disgustoso di tamarria e beceri sentimenti craccato da una quattordicenne single senza amiche: un incrocio fra Save the last dance, High School Musical e Scrubs; i Goo goo dolls per i momenti di tristezza, i Nickelback per quelli di depressione e Marco Masini per la gioia e l’allegria. “Niente Paura” del Liga è una sorta di jingle costante ventiquattro ore su ventiquattro. Quando gli autori hanno voglia di sperimentare infilano “Heroes” di Bowie e “Hurricane” di Dylan congratulandosi reciprocamente per l’originale scelta.
Le strumentali volte ad esaltare i monologhi dei personaggi sono campionate da Ogni maledetta domenica, dal discorso di Al Pacino nello spogliatoio sul mood “dovete sputare sangue per ogni yard”.
I momenti di esaltazione vengono sottolineati dalla presenza tirannica di Rihanna e Lady Gaga, incrementando notevolmente la componente gay friendly della trasmissione.

LINGUA E LESSICO
Mugugni, interiezioni, onomatopee. Giovani speranze forse, ma non per l’italiano.

P.S.
In una recente intervista, una delle quarantasette direttrici artistiche di Mtv Italia ha dichiarato che i loro programmi (promemoria: Jersey Shore, Vite parallele, Vite in apnea, Mario, Spit, Dogo – Noi siamo il club etc.) sono indirizzati appositamente ad un pubblico giovanile medio-colto (quindi voi).

Non mi resta che augurarvi una buona visione.

Francesco Floris

Francesco Floris
BloggerLinkiesta
Collaboratore de Linkiesta.it, speaker di Magma, blogger.

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