Tra illusione e realtà: la disperata ricerca di Mamiù

Applausi e ancora applausi. Esco dalla sala, attraverso il cortile della Paolo Grassi, saluto gli amici e mi avvio verso casa. Cammino per diversi minuti, mi fermo e mi accorgo che per tutto quel tragitto non ho fatto altro che pensare a Tommasino, alla sua storia, al suo mondo. La realtà di Tommasino, bambino di nove anni, è molto triste: il rapporto più importante della sua vita, quello con sua madre, si spezza quando lei muore dopo una lunga malattia.
Tommasino, interpretato da Valentina Malcotti, si rifugia in un mondo fantastico, completamente avulso dalla realtà, sostenuto dalla speranza di poter passare ancora del tempo con la madre o almeno di poter risentire la sua voce.
“Mamiù”- questo il titolo dello spettacolo che ha debuttato lunedì 3 giugno alla Scuola Civica Paolo Grassi di Milano- è il nome della dolcissima mamma di Tommasino malata di cancro; Mamiù rappresenta il rapporto unico e irripetibile che si crea fra una madre e un figlio.

mamiùUn dramma familiare certo, ma non solo. L’ostinazione di Tommasino lo porta in un’altra storia non meno infelice: Fosca Dall’Ombra (Sara Bellodi), Roy Trivella (Vincenzo Occhionero) e il Centauro (Michele Radice), tutti pornoattori, sono i nuovi incontri di Tommasino; in un attimo le storie si intrecciano e diventano una. Si passa veloci dalla camera ardente di Mamiù ad un negozio di telefonini e poi ancora al salotto leopardato del Centauro con cambi di scena spassosissimi in cui i sogni di Tommasino prendono magicamente vita.
Torno a casa contenta quindi dopo aver visto Mamiù, saggio degli studenti della Paolo Grassi che andrà in scena fino al 6 giugno (ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria 02971525).
Scritta da Riccardo Calabrò con la regia di Alice Lutrario, l’opera mette alla prova gli attori che, interpretando più personaggi all’interno del dramma, regalano sempre i giusti sorrisi e la giusta tristezza.

Margherita Grassi

 

Questo articolo è stato elaborato nel contesto del corso di critica teatrale Critici in erba, organizzato dalla Scuola Civica d’Arte Drammatica Paolo Grassi, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano.

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