Anno nuovo, storia vecchia.
Il futuro incerto della Ex-Cuem dopo la riassegnazione dei locali

L’aula exCuem è stata l’Alsazia di via Festa del Perdono: invasa, ora occupata ora sgomberata, motivo di tensioni revansciste dure a morire.
All’inizio del nuovo anno accademico, l’aula senza pace sembra aver trovato una sistemazione definitiva: nello spazio, attrezzato allo scopo, è stato trasferito il quartier generale del servizio disabili della Statale. Ma come si è giunti a questa conclusione?

CHI ENTRA
Il servizio disabili è attivo in Statale da più di un decennio: prima come espressione di volontariato, poi istituzionalizzato e finanziato direttamente dall’ateneo. La crescita del numero di utenti (750 richieste l’anno scorso), delle risorse e delle iniziative ha reso necessario lo spostamento in un’area più ampia rispetto a quella a poca distanza dall’aula-senza-pace: e già dopo il fallimento della libreria Cuem, il servizio aveva presentato all’ateneo una richiesta di trasferimento nello spazio vuoto. Ma lo spazio rimane vuoto per poco: di lì a non molto il collettivo, da quel momento in poi conosciuto come “Ex-Cuem”, vi si insedia con l’obiettivo di ridare vita a una nuova libreria, e per il servizio disabili la questione–trasferimento viene messa nel congelatore; fino ai traumatici giorni dello sgombero di maggio, in seguito al quale l’aula sarebbe dovuta andare, attraverso un bando, a dei nuovi inquilini. Ma, a quanto pare, l’ateneo cercava enti non a scopo di lucro: e al famoso bando (sul quale molto si è detto e speculato) avevano risposto due associazioni commerciali. Inaspettatamente, dunque, la richiesta del servizio disabili è stata riesumata e soddisfatta. Anziché una libreria o uno spazio macchinette — come molti pronosticavano – l’ateneo ha trasferito nell’aula computer, materiale tutor per i disabili e disabili. L’inaugurazione ufficiale è prevista per il 16 settembre.

CHI ESCE
Il collettivo Ex-Cuem è tornato dalle vacanze e ha trovato insediato nella sua vecchia sede il servizio disabili. I maligni lodano la scelta tattica presumibilmente compiuta dal rettorato: far occupare un terreno bollente a un’entità incontestabile – nemmeno i combattivi Ex-Cuem avranno il coraggio di contestare i disabili, sussurrano. Fatto sta che il collettivo non solo è sfrattato, ma anche inguaiato dallo scandalo di San Valentino (ma questa è – forse – un’altra storia); e il futuro potrebbe rivelarsi spinoso. Alle prima riunione plenaria dell’anno, martedì 3 settembre, si sono tirate somme, ammessi errori, lanciate proposte: chi ha sottolineato lacune di comunicazione verso l’esterno e all’interno del collettivo stesso; chi ha ribadito la vicinanza agli arrestati di Maggio; chi ha proposto nuove idee come maggiori dialoghi con collettivi di altri atenei e organizzazioni sintonizzate sulla stessa lunghezza d’onda. Soprattutto, l’Ex-Cuem— nata come occupazione di uno spazio— ha capito che di uno spazio ancora necessita: c’è ancora da capire quale, però. C’è una sola cosa davvero certa: la volontà di non mollare.

E LE MACCHINETTE?
Ancora niente macchinette nel settore didattico di via Festa del Perdono. Chi non può fare a meno dei pregiati prodotti da esse offerti deve scarpinare fino al chiostro idi Flosofia. Del resto, senza polemiche e organizzazione approssimativa, che Statale sarebbe?

Stefano Colombo

Stefano Colombo
Studente, non giornalista, milanese arioso.

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