Da riascoltare per la prima volta
The Big Come Up

Siamo all’inizio dell’anno 2002, anno dell’entrata in circolazione dell’Euro e della crisi economica in Argentina, quando i The Black Keys pubblicano il loro primo album, The Big Come Up, registrato quasi per gioco nella cantina-scantinato di Patrick, batterista del duo, amico fraterno di Dan, il chitarrista.

Certamente nessuno dei due avrebbe potuto pensare che il loro album autoprodotto avrebbe avuto un così grande successo, registrato in quello scantinato dove appena un anno prima, per una casualità, il duo si esibiva per la prima volta nella formazione che li avrebbe resi celebri. Ciò che rende particolarmente apprezzabile l’album è senz’ombra di dubbio la sua immediatezza, prodotta da una totale mancanza di artifici velleitari di carattere virtuosistico e da una sonorità che, rude, diretta e capace di suscitare emozioni contrastanti, offre un ascolto immediato. Sì, perché l’album, principalmente giocato su sonorità blues-rock, è quasi interamente costruito tra la ritmica della sola batteria e le note di una singola chitarra, il tutto cavalcato dalla voce rauca e incisiva di Dan.

Fin dalla prima traccia, “Busted”, sono evidenti delle fortissime influenze hendrixiane, presenti all’interno di tutto l’album e –a dir il vero– in tutta la loro produzione musicale, che dialogano con il blues più tradizionale (Missisipi, Chicago o di Water e Buy ,per intenderci) sulla tastiera della chitarra di Dan, portato fin da giovane all’amore per questo genere dal padre.
Ma queste sonorità classiche non sono le uniche presenti all’interno del disco, che anzi presenta singolari influenze ReB e Soul —soprattutto in “ I’ll be your man”, primo singolo del gruppo e colonna sonora della serie Hung della HBO— ma anche Indie. Dall’album sono stati estratti altri due singoli, “ Leavin’ Trunk” e “ She said, She said”, quest’ultima cover del celebre pezzo dei Beatles, della cui musicalità restano, però, solo alcuni passaggi di chitarra.

Da quel 2002 i The Black Keys hanno pubblicato altri sei album ottenendo un grandissimo successo, destinato ad accrescersi per via dell’imminente uscita, annunciata per il 13 maggio, del loro ottavo album (che giunge dopo due anni di pausa da El Camino, il loro più grande successo) Turn Blue, da cui è stato estratto il singolo “ Fever”, pubblicato il 24 marzo, dalle sonorità molto più elettroniche rispetto alla precedente produzione.
Che sia l’indizio di un nuovo di sound?

Etichetta
Alive Records

Formazione
· Dan Auerbach – chitarra, voce
· Patrick Carney – batteria, produttore artistico
· Patrick Boissel – design copertina album
· Robert Kramer – design copertina album, fotografia
· Dave Schultz – mastering

Tracklist
1. «Busted»
2. «Do the Rump»
3. «I’ll Be Your Man»
4. «Countdown»
5. «The Breaks»
6. «Run Me Down»
7. «Leavin’ Trunk»
8. «Heavy Soul»
9. «She Said, She Said»
10. «Them Eyes»
11. «Yearnin’»
12. «Brooklyn Bound»

Federico Arduini

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