Extraterrestri digitali
Galoppini di Santoro: Innocenzi e Granbassi

Dopo aver discettato della Borromeo e di bambine porche in divisa scolastica, andiamo oggi a radiografare le due donne che hanno occupato la poltrona di co-conduttrici accanto a Michele Santoro negli anni post-Beatrice.
La loro storia merita di essere amplificata da questi pixel.

Margherita Granbassi

In molti non ricorderanno la sua breve parentesi televisiva – non propriamente memorabile – tuttavia la vicenda della “Granbassi giornalista” descrive meglio di mille libri la psiche malata dei conduttori di talk show italiani.

La Granbassi nasce come schermitrice e grazie al proprio talento raggiunge la fama internazionale: titolo europeo, titolo mondiale a squadre e singolarmente – una carriera sportiva avviata su luccicanti binari.
L’unica pecca è rappresentata dalle Olimpiadi cinesi del 2008, quando pur conquistando la medaglia di bronzo è sconfitta in semifinale dall’amica-nemica-compagna di squadra, Valentina Vezzali.
Accade che in seguito a quella spedizione olimpica Bruno Vespa decida di invitare la campionessa Vezzali nello studio televisivo di Porta a Porta, per confezionare un bel polpettone propagandistico sul genere “ma quant’è bello essere italiani” ad uso e consumo dell’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi – casualmente invitato nelle stessa occasione.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=2ArkmNUWlkk[/youtube]

La puntata in quell’occasione assomiglia a un filmato Luce rivisitato in chiave trash-porno: la Vezzali regala a Berlusconi un fioretto per far si che “Presidente la possa aiutare, in maniera molto simbolica, a risolvere questi problemi che l’Italia si trova a dover affrontare […] Con persone come lei e persone come me!”.
Berlusconi la guarda intensamente e nella sua testa prende forma circolarmente il seguente pensiero: “Sai dove te lo ficcherei quel fioretto mia dolce Lady Oscar zozza?”.
Durante questo aulico siparietto Bruno Vespa cerca di fissarsi la punta del naso ottenendo ottimi risultati somatici.
Il momento chiave arriva quando la Vezzali sfida a duello il Presidente ma vedendosi rispondere dallo stesso “non potrei toccarla nemmeno con un fiore”, gli corre incontro, si blocca a cinque centimetri dalla sua lingua tremolante e con gli occhi spalancati a mo’ di cerbiatta in calore sussurra: “Presidente, io da lei mi farei veramente toccare!”.

Michele Santoro assiste impotente sul divano di casa a questa disgustosa scenetta e nel frattempo medita vendetta nei confronti del suo acerrimo nemico Bruno Vespa.
È completamente divorato dal livore, cresce come uno tsunami la rabbia per aver dovuto assistere sulla sua RAI a uno spettacolo ignobile – vedere un giornalista prostrasi in questa maniera dinnanzi al potente di turno. È un gesto che merita la chiamata alle armi.
Ed ecco la trovata geniale – quella lampadina che s’accende solo nei grandi uomini d’intelletto al momento del bisogno: invitare un’altra schermitrice nella sua trasmissione come co-conduttrice della rubrica Generazione zero.

Ma quanto può essere sfigato un essere umano?
Plagiare la pessima idea di un altro, con diverse settimane di ritardo e nel farlo assoldare la spadaccina “de sinistra” che contro quella “de destra” ha pure visto sfumare i propri sogni di gloria imperitura.
Se stavi cercando di mandare un messaggio cifrato alla compagine progressista, beh cazzo ci sei riuscito.

Il messaggio è questo compagni: siete dei perdenti cronici in costante ritardo sulla Storia, questo perché mentre in tenerà età vi allenavate per le Olimpiadi del fioretto in compagnia di una madre tutta intenta a blaterare frasette sul rispetto dell’avversario e l’uso consapevolmente ludico delle armi, i genitori fascisti della vostra vicina di casa abbandonavano la figlia con un fiammifero e una fionda artigianale in mezzo alla foresta.
Volete sapere chi ha vinto poi l’oro a Pechino fra queste due bambine? Non quella ingolfata di buoni principi civici e dubbie conoscenze sulla sussidiarietà nel Terzo Mondo.

In sostanza la Granbassi viene scelta da Santoro solo perché Vespa aveva già scelto la Vezzali; e quel giorno il vento della Storia fischiettò nell’aria il ritornello “Meritocrazia portami via! Meritocrazia portami via!”.

Margherita Granbassi resta un anno nella redazione di Annozero, partecipa a un’edizione di Ballando con le stelle e infine si dedica al giornalismo sportivo, commentando da Saxa Rubra le vittorie olimpiche delle sue amiche pidielline.
Dalla scherma allo schermo con biglietto di sola andata.

Giulia Innocenzi

Giulia Innocenzi è il risultato di millenni evolutivi: ricercatori di prestigiose università impegnati sul fronte del miglioramento cromosomico hanno ipotizzato nuovi percorsi filogenetici, che si articolano per sommi capi secondo il seguente schema:

BIG BANG – BORDELLO GENERALIZZATO – PESCI – ANFIBI – ANFIBI CHE CAMMINANO E ACCENDONO FUOCHI – UTERO MATERNO – UNIVERSITÀ PRIVATA – DIVENTO UNA FINTA BONA – COLLABORO CON SANTORO – MI DANNO UN BLOG SUL FATTO QUOTIDIANO.

Si laurea alla Luiss in Scienze Politiche, lavora al Parlamento Europeo e successivamente, dopo aver tentato una fallimentare scalata alla segreteria dei Giovani Democratici, approda politicamente nella grande casa del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, dove può finalmente incanalare la propria furia di partecipazione politica in battaglie sulla legalizzazione della marijuana, sull’aborto e il divorzio – la vida loca di Giulia Innocenzi deve essere costellata dal peccato.

Nel 2009 conduce il programma Punto G su RED TV, dai contenuti politici oscuri visto che per problemi semantici facilmente intuibili, è impossibile reperire informazioni online sulla trasmissione senza perdersi nei meandri lussuriosi del web.
Viene invitata nello staff di Annozero e successivamente riconfermata in quello di Servizio Pubblico, la sua carriera decolla dall’oggi al domani.

Nel 2011 pubblica per Editori Internazionali Riuniti un romanzo “di formazione”, Meglio fottere (che farsi comandare da questi), spietata accusa al sistema dei partiti politici attraverso gli occhi di quattro giovani immaginari: Matteo, Giulia, Lisa e Andrea, ragazzi innamorati degli ideali che però vedono sgretolato il senso etico della propria azione quando tentano di entrare in un partito, dove vigono le regole della cooptazione e dell’inganno.
Praticamente la drammatica vicenda di quattro pidocchiosi adolescenti benpensanti mentre scoprono che il mondo è diverso da uno spot dell’Enel.
I quattro personaggi sono tutti l’incarnazione letteraria dell’autrice stessa, che più volte nel corso della sua esistenza ha dato prova di coraggio e anticonformismo, oltre che fedeltà ai propri genuini ideali, come vi mostriamo nel video sottostante. [dal minuto 3:20 il discorso della Innocenzi sulla Libertà] [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=mdlVNM6cSfU[/youtube]

Siamo nel 2011 e a L’ultima Parola – una di quelle trasmissioni dove si può sbraitare in verso libero qualunque oscenità fingendosi giganti del pensiero – si parla della possibile missione militare italiana in Libia, per appoggiare i rivoltosi anti-Gheddafi.
La Innocenzi esordisce con le seguenti parole:
“Io, da cittadina libera, voglio aiutare quei popoli in rivolta che lottano per una democrazia”.

Ora: non che serva aver combattuto le guerre puniche affianco a Scipione l’Africano per comprendere gli asseti geopolitici del Mediterraneo, ma le minchiate progressive-liberal da monologo hollywoodiano con cui si riempe la bocca la Innocenzi, non c’entrano una beata mazza con nessuna delle guerre che l’Uomo ricordi d’aver mai combattuto – figuriamoci con l’intervento francese e italiano nella Cartagine odierna.
Il che non significa affatto che le guerre siano tutte superflue o frutto della pura malvagità, significa soltanto che con gli argomenti addotti da questa giovine militante per i diritti umani, i governi e le istituzioni ci si puliscono il culo a mo’ di carta igienica.

Ci avviamo alla conclusione di questa doppia puntata estravaganza con un’ultima informazione degna di nota.

Dal 2011 vive in una tenera liaison assieme a Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif; dato che ogni conversazione fra i due amanti oscilla tra il suono del gessetto che stride sulla lavagna e una cinese con la rinofaringite acuta, non è difficile immaginare che gradevole timbro vocale dovrebbe possedere il frutto potenziale del loro amore. Forse le battaglie della Innocenzi sull’aborto non sono state combattute invano.

Ci rivedremo settimana prossima, andando a completare l’ecosistema dei galoppini di Santoro con la puntata dedicata a Corrado Formigli – più volte annunciata e mai pervenuta.

Francesco Floris
@Frafloris

 

Francesco Floris
BloggerLinkiesta
Collaboratore de Linkiesta.it, speaker di Magma, blogger.

Commenta