Americanate
L’era dei distributori automatici di marijuana è cominciata

È la nazione con il più altro numero di miliardari sul pianeta e quella dove ci sono più homeless — parola carina per indicare la gente che vive nella propria merda.
È il Paese che riesce a vedere se stesso come l’esportatore di quella “democrazia perfetta” individuata da Tocqueville nel 1840 (forse andrebbe aggiornata) e allo stesso modo riesce ad accettare il Patriot Act, cioè un’insieme di leggi che rendono legale per i servizi di spionaggio bypassare la Costituzione medesima.
È, soprattutto, l’applicazione concreta del sogno di un libero mercato, sostenuto da un’imprenditoria forte e spregiudicata che si traduce in enormi cartelli che controllano il mercato.
È più o meno all’altezza del 40° Nord di latitudine e 105° Ovest di longitudine, intorno all’area di Denver, Colorado, dove sembra che la longa manus dei fondi speculativi e delle grandi banche di investimento si stia spostando.
Perchè i più grandi venture capitalist del mondo dovrebbero interessarsi a una terra con alte montagne e un clima secco tutto l’anno? Il Colorado è uno dei due stati americani, insieme a quello di Washington, dove la marijuana è stata legalizzata anche per fini ricreativi e si può comprare al prezzo di 300 dollari l’oncia (circa 21 grammi).

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Tralasciando la convenienza del prezzo, la vera notizia, quella per cui si intraprenderà un viaggio attraverso questi Stati Uniti dei Paradossi, è che sono stati introdotti i primi distributori automatici di marijuana.
Questo è un momento indimenticabile: mai più bisognerà uscire incarogniti la notte alla disperata ricerca di qualche losco individuo in ancora meno incoraggianti quartieri, mai più ci sarà il dramma del proprio personale pusher che parte in vacanza ad Amsterdam per una settimana senza dirvi niente!
È arrivata l’era in cui basterà avere sempre dietro la tessera sanitaria (cazzo ma dimentico sempre anche quella!) e si potrà comodamente acquistare marijuana da un distributore: a detta dei costruttori, non si riuscirà a fare la gamuffa del rubare la tessera sanitaria alla propria sorella maggiore per comprare l’erba, poiché ci sarà anche un software di riconoscimento facciale — e vaglielo a spiegare che quegli occhi rossi sono così per colpa del cloro!

Colorado Distributori MJ PicMonkey Collage

Ecco che quindi il 24 settembre dello scorso anno si è svolto un incontro organizzato da ArcView, uno dei più grandi network di angel investors, cioè coloro che mettono un sacco di quattrini rischiando la baracca su scommesse imprenditoriali, al fine di far incontrare una sessantina di potenziali investitori con 22 produttori del sistema-marijuana.
Fin dal 1996, quando in California venne dichiarato legale l’uso terapeutico, compagnie e investitori si sono sempre dimostrati scettici nell’avere a che fare con aziende collegate al mondo dell’erba per non rovinarsi il loro buon nome — molto meglio investire su progetti politicamente corretti come l’estrazione tramite fracking (hydraulic fracture) o lo sfruttamento di bambini in Pakistan.
A detta di tutti i partecipanti, distinti uomini in abiti scuro, l’incontro si è rivelato molto soddisfacente. Resta da capire se il palco gremito di piante di maria abbia in qualche modo contribuito ad aumentare la soddisfazione.
Insomma, il business della marijuana è diventato rispettabile, benchè comunque prevalga il moto don’t touch the leaf, cioè non mettere le mani direttamente nella pasta.

Jacopo Iside
@JacopoIside

Jacopo Iside
Appassionato di Storia e di storie. Studente mai troppo diligente, ho inseguito di più i sogni

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