Tutte le donne di Italo Svevo

La coscienza di Zeno è la storia della coscienza di un uomo nevrotico, paranoico, aggressivo, ipocondriaco e con il complesso di Edipo. Il protagonista riesce ad avere successo sul lavoro grazie alle disgrazie altrui. Ma sul piano delle pulsioni e dei desideri egli è un uomo sconfitto.
Il suo desiderio più grande è l’amore di Ada.
E Ada non sarà mai sua.

Italo Svevo

Ada è la primogenita delle quattro sorelle Malfenti, figlie di Giovanni Malfenti – il pater familias – che rappresenta il sostitutivo dell’imago paterna di Zeno, un padre putativo, perché il suo è morto assieme al suo grande termine di confronto.
È un commerciante esattamente come era commerciante il suo vero padre.
Nei confronti di Malfenti, Zeno si comporta ambiguamente, celando un odio represso che talvolta sublima in ammirazione: gli stessi sentimenti, seppur affievoliti, che provava per il defunto genitore. Zeno soffre del complesso di Edipo.
Egli stesso si definisce in questi termini, pur utilizzando il tono ironico e sprezzante che contraddistingue i pensieri del Cosini: “La mia malattia era stata scoperta […] Non era altro che quella diagnosticata a suo tempo dal defunto Sofocle sul povero Edipo: avevo amata mia madre e avrei voluto ammazzare mio padre”.
Tre delle quattro sorelle Malfenti sono in età da marito. non stupiamoci dunque delle lodi rivolte a Zeno da parte di Giovanni Malfenti, il quale gradirebbe un matrimonio fra il protagonista e una delle figlie.
Zeno si innamora perdutamente di Ada ma dopo il rifiuto di quest’ultima cerca di conquistare le altre due sorelle, scegliendo infine Augusta – tra tutte la meno attraente.
I nomi delle quattro ragazze cominciano tutti con la lettera “A” – Augusta, Ada, Alberta, Anna – e tale scelta assume senso alla luce della logica economico-borghese che governava i primi decenni del ‘900: sulla biancheria per la casa, sull’argenteria, sugli asciugamani si incidevano le iniziali del proprietario e con questo semplice espediente era facile tramandare gli oggetti di generazione in generazione, senza bisogno d’acquistarne di nuovi.
In questa scoperta apparentemente superficiale si nasconde molto del rapporto di Italo Svevo con i suoi personaggi femminili: in Senilità le figure femminili più vicine al protagonista si chiamano rispettivamente Amalia e Angiolina. In Una vita la donna con cui Alfonso Nitti inizia una relazione si chiama Annetta.
Anche nei racconti compare la fantomatica A. In Vino generoso si dice: “In quella, da qualcuno, fu fatto un nome, quello di un’amica di mia moglie e antica mia: Anna […]. Ricordai ch’essa era stata tanti anni prima il mio solo delitto d’amore. L’avevo corteggiata quasi fino al momento di sposare mia moglie.”
Nel racconto Lo specifico del dottor Menghi Anna è il nome della madre del protagonista. In Argo e il suo padrone è l’anziana signora, nel breve racconto Orazio Cima la donna amata si chiama Antonia. E si potrebbe continuare a lungo: i nomi con la A costellano le opere di Italo.
Le coincidenze esistono, più nella vita che in letteratura, perché quando si tratta di intenzioni autoriali bisogna captare i messaggi nascosti, decifrare le tracce d’inchiostro che si riversano sulla pagina, e che Svevo lascia più o meno consapevolmente nei suoi scritti.
Forse la lettera A, essendo la prima dell’alfabeto, significa “inizio”? Non solo inizio di una vita letteraria ma anche inizio di una vita umana, origine, culla della vita, infanzia e primordi.
Personaggi femminili interpretati come momento della genesi, e quale miglior donna “dell’inizio” esiste se non la propria madre?
È in questa domanda che riemerge la logica freudiana del complesso edipico dal quale siamo partiti.
La stragrande maggioranza delle donne influenti nei romanzi di Italo Svevo possiedono un nome che inizia per A. Ed è dolce scoprire che la madre del nostro autore si chiama Allegra – troppe coincidenze per un sol uomo.

Alessandra Busacca
Alessandra Busacca
Nata a Milano il 20 Febbraio 1993.
Professione: studentessa.
Non so dire altro di me che non possa cambiare; e del nome non sono poi così sicura.

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