La doppia vita segreta di Lana del Rey

È uscito il nuovo singolo di Lana del Rey, “West Coast” , ma suvvia, saltiamo tutti i blabla su quanto sia blabla il nuovo singolo e parliamo un po’ di lei.

Lana del Rey è il nome d’arte di Elizabeth Woolridge Grant e ora che lo scrivo mi accorgo del “Wool” nel cognome che forse ci informa di un significato ulteriore di quel “Lana” — no, è solo fan di Lana Turner.
Tuttavia, se posso permettermi, suggerirei alla nostra cantautrice di apporre una piccola ed elegante tilde sulla “n”, tale da rendere il nome più originale ma allo stesso tempo più allusivo, evocativo: perché non Laña? C’ mon, non te la prendere Eli, è che la tua voce melliflua mi fa assopire peggio del filtrofiore Bonomelli. Potrei chiamarti Lana del Rem, if you prefer.

La cantautrice e modella statunitense è nata il 21 giugno 1986, è del segno dei gemelli, il suo ascendente è leone, è celiaca, beve il caffè senza zucchero, ha un neo sotto l’ascella destra e si è rifatta da capo a piedi.

Lagne PicMonkey Collage

Se non siete familiari con la sua produzione vi consiglierei i video musicali di “Born to die” e “Blue Jeans” — potreste averla sentita intonare le pare della colonna sonora di The Great Gatsby.

Nel ritornello, ripetuto sì e no otto volte, lamenta un quesito degno di una tragedia shakespeariana: “Will you still love me, when I’m not longer young and beautiful?”

Non so cosa ne pensiate voi, ma secondo me il sequel non può che essere questo: “Te l’avevo detto che / capitava anche a noi / dicono che il nome è / crisi dei tre anni e poi…”. Se siete così fortunati da non conoscere questi versi, sappiate che si tratta di “Come si fa” di Laura Pausini, traccia dell’album Tra te e il mare del 2000.

Perché sì, lo ammetto, per quanto Lana possa essere una hot chick americana a me ricorda la Laura italiana che piange per amore mangiando lasagne.

Indizi sostanziali che mi hanno spinto a credere che ci fosse uno stretto legame tra le due — a parte il nome che inizia per L e finisce per A — sono alcuni versi incontrovertibili:

“I will love you till the end of time / I would wait a million years / Promise you’ll remember that you’re mine / Baby can you see through the tears?”
“I think I’ll love you forever / like the stars miss the sun in the morning skies”,“It’s you, / It’s you, / It’s all for you / Everything I do / I tell you all the time / Heaven is a place on earth with you.”

Non vi suonano familiari?

“È un’emergenza d’amore, il mio bisogno di te / un desiderio così speciale / che assomiglia a un dolore per me” “E più mi manchi e più tu stai / al centro dei pensieri miei / tu non lasciarmi mai / perché oramai sarai / incancellabile”, “E in assenza di te / io ti vorrei per dirti che / tu mi manchi amore mio / il dolore è forte come un lungo addio / e l’assenza di te / è un vuoto dentro me”.

Quando parla delle sue influenze, però, Lana non confessa la sua passione per la Pausini, resta agganciata al folkclore patrio: Britney Spears, Eminem e Antony and the Jonhson — caspita, mille punti in più di Fellini, Talking Heads e Maradona!
Ma non facciamo della facile ironia sulla nostra artista, in realtà le sue canzoni sono ricche di temi inauditi.
Abbiamo ribellione, sesso, droga e rock’n’roll — con riprese ardite del Manifesto del Futurismo di Marinetti:

“Live fast, die young, be wild and have fun”, “Keep making me laugh / Let’s go get high / Road’s long, we carry on / Try to have fun in the meantime / Come and take a walk on the wild side / Let me kiss you hard in the pouring rain / You like your girls insane”.

E poi i diamanti, perché la douceur de vivre di Lana si esprime anche nella singolare passione per queste pietre preziose, come confessa in un’intervista a Donna Moderna: «These rocks don’t loose their shape, diamonds are a girl’s best friend». Fatto inspiegabile e a detta sua legato al carbonio cristallizzato, la nostra Lana gradisce solo bei ragazzi alti e abbronzati, che siano possibilmente utilizzatori finali di dimore nel centro di Washington City a cui cantare “Happy birthday Mr. President”.

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Ed infine lui, il leitmotiv di numerosissimi suoi componimenti, un amore lontano: “Non posso più dividermi tra te e il mare / Non posso più sentirmi stanca di aspettare / No, amore no / Io non ci sto / O ritorni o resti lì”.
Ah no,scusate, questa è l’altra lagna.

Maria Catena Mancuso
@MariaC_Mancuso

Maria C. Mancuso
Scrive di agricoltura, ambiente e cibo. Mal sopporta chi usa gli anglicismi per darsi un tono.

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