Nuovo Cinema Vulcano
Quel che sapeva Maisie

I registi Scott McGhee e David Siegel si sono ispirati ad un romanzo di Henry James del 1897, What Maisie Knew, ancora incredibilmente attuale, per costruire un film che ci trasporta in un’atmosfera comune dei giorni nostri: matrimonio in crisi, bambina piccola che assiste alle scenate, bella baby-sitter bionda; tutti ingredienti per realizzare, e propinare, il solito film in cui il marito sposa la governante e allo spettatore tocca sorbirsi due ore di battaglie legali.

Chi invece avesse letto il libro, saprà che la storia sopra raccontata non è che l’inizio, peraltro pieno di punti irrisolti che si concludono solo alla fine, di un buon film, avente l’aspirazione di dire qualcosa in più sul genere dopo Kramer vs. Kramer.

what maisie knew

La telecamera è fissata in maniera ossessiva sulla bambina (una stupenda Onata Aprile) per mostrare, attraverso lunghi primi piani silenziosi, il solco emotivo che viene scavato dalla guerra tra i genitori, perdenti di successo, dei quali ella diventa un mezzo per danneggiare la controparte. Una delle originalità è che la bambina non esprima mai una consapevolezza impropria per la sua età, ma lasci allo spettatore il compito di trarre le sue conclusioni.

La speranza della salvezza è affidata ai due rispettivi nuovi coniugi della ex coppia, i quali condividono il silenzio imbarazzato e pietoso verso la situazione in fase degenerativa e si compatiscono a vicenda per le proprie sorti.

Il film merita di essere visto, non soltanto per l’originalità dello sguardo critico, ma anche e soprattutto per la fredda lucidità con cui vengono sottolineati i lasciti di questa triste guerra, pur perdendosi nel finale alla ricerca di una profondità che diventa regia di maniera, per giungere all’inaspettato happy ending.

Jacopo Iside
@JacopoIside

Jacopo Iside
Appassionato di Storia e di storie. Studente mai troppo diligente, ho inseguito di più i sogni

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