Libera — Incontro con Don Ciotti

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Sono tutti settori di Libera, l’associazione ”Nomi e numeri contro le mafie” di Don Luigi Ciotti. Ieri, il sacerdote fondatore ha tenuto una conferenza nell’aula magna di Via Festa del Perdono.

Nato nel 1945 in provincia di Belluno ma trapiantato a Torino, Don Ciotti è oggi uno degli uomini col più alto livello di scorta che possa essere garantito dallo Stato italiano — qualche mese fa Totò Riina, dal carcere, l’ha minacciato direttamente di morte.

Libera conta almeno 1500 enti, cooperative e associazioni a lei federate (i nomi all’inizio dell’articolo sono i vari rami di coordinamento delle sue attività). In passato l’associazione, trascinata anche dal carisma di Ciotti, si è spesa in numerose iniziative come la raccolta firme per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie, le cerimonie di commemorazione dei caduti della ”lupara bianca”, l’educazione dai giovani all’antimafia fin dalle scuole elementari e varie altre su questo solco. Tra le battaglie più recenti va ricordata soprattutto la decisiva pressione per cambiare l’articolo 416 bis del Codice Penale, che ora è più incisivo rispetto alla sua versione originale.

Secondo la vecchia stesura del 1992, un politico poteva essere incriminato solo nel caso in cui dava a un mafioso soldi in cambio di voti; con quella del 2014 è perseguibile anche se dà non per forza denaro ma anche solo utilità — favori, appalti, potere, che in realtà all’occhio del mafioso sono ben più appetibili dei non moltissimi euro che può versargli il politico. Purtroppo, il Parlamento ha annacquato la proposta originale spinta dall’associazione stabilendo che, perché il politico sia perseguibile, debba essere provata da parte degli inquirenti non solo che abbia commesso il reato, ma che avesse pure l’intenzione esplicita di infrangere la legge. Molti, a partire da Don Ciotti, hanno bollato la versione finale come un’arma potenzialmente ottima ma efficace solo a metà.

Alla fine della conferenza, noi di Vulcano abbiamo intervistato Don Ciotti. Il video dell’intervista, linkato qui sotto, si può trovare anche sul nostro canale youtube.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=kXK1XjH218o[/youtube]

Stefano Colombo @granzebrew
Marta Clinco @MartaClinco
Pietro Repisti

 

Stefano Colombo
Studente, non giornalista, milanese arioso.

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