2014: annus horribilis
Quest’anno su Vulcano

Il 2014 è stato un anno drammatico.
La guerra civile in Ucraina, all’ombra dei giganti europei e russi, il riaccendersi del conflitto in Palestina, l’esplosione dell’Ebola, l’espansione superviolenta dell’ISIS e lo scandalo delle torture dell’Intelligence statunitense sono solo alcune delle storie che tornano alla mente.
Ripercorriamo l’anno con i migliori articoli di Vulcano, per fare ordine e meglio capire come tante notizie siano progredite nel corso delle settimane.

Tra i tanti temi il più importante, per la ovvia grande influenza sulle nostre vite quotidiane, è la situazione politica in Europa, con l’avanzare inarrestabile delle destre — tra le minacce nazionaliste di Le Pen e le politiche “istituzionali” della troika implementate anche nelle tanto discusse riforme del governo Renzi.
Mentre il contesto internazionale chiede sempre di più all’Europa, l’Europa è sempre meno in grado di rispondere con credibilità e cognizione di causa.

2014

La storia dell’anno – Europe is all right

21 gennaio — Corruttori & Rottamati di Francesco Floris
L’annoso dibattito sul modello elettorale da adottare in questo Paese per garantire allo stesso tempo “governabilità” e “rappresentanza” lascia il tempo che trova dinnanzi al suo perpetuo ripetersi negli anni, ogni volta così identico a se stesso.

17 febbraio — L’anomalia italiana di Sebastian Bendinelli
A proposito del colpo di mano di Matteo Renzi, molti commentatori hanno protestato per la nomina del terzo Presidente del Consiglio, dopo Monti e Letta, “non eletto dai cittadini”. Altri hanno invece salutato l’arrivo di Renzi a Palazzo Chigi come un risveglio, addirittura, della “sana” democrazia parlamentare, ricordando che, come dovrebbe essere noto a tutti, l’ordinamento costituzionale italiano non prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio. L’estrema confusione che su questa materia regna tra l’opinione pubblica è tutto fuorché casuale.

1 aprile — Il Tramonto dell’Euro di Francesco Floris
Per l’appuntamento del 25 maggio si profilano schieramenti distanti anni luce dalle posizioni tradizionali: più che uno scontro fra i principali attori politici di Strasburgo ―Popolari e Socialisti (ai quale recentemente ha aderito il Partito Democratico), e gli altri gruppi presenti all’interno del Parlamento Europeo― le elezioni si configurano come un vero e proprio referendum sulla tenuta della moneta unica e sulle politiche di austerità condotte nell’Unione a partire dal 2010, anno in cui si è drammaticamente compreso che la vicenda continentale legata alla crisi economica mondiale non avrebbe necessariamente seguito la stessa parabola di altri continenti.”

8 aprile — Ricucire l’Unione – Analisi dell’UE in vista delle elezioni parlamentari di Sebastian Bendinelli
Le elezioni europee, come si sa, non godono di fama felice. La loro presupposta inutilità è anzi proverbiale, e non solo nel nostro Paese: in Germania dagli anni ’70 circola il detto “Hast du einen Opa, schick ihn nach Europa”, ossia “Se hai un nonno, mandalo in Europa”, alludendo all’abitudine dei partiti nazionali di sfruttare il Parlamento Europeo come una sorta di ospizio per politici dimenticati, giornalisti di second’ordine, vecchi uomini di spettacolo, faccendieri e amici vari.

15 aprile — Una poltrona per due – Popolari e Democratici in Europa di Stefano Colombo
Il 25 Maggio vanno in scena le elezioni europee. In questo breve ciclo di articoli vi presenteremo gli attori, la trama e la scenografia. E magari qualche dietro le quinte pruriginoso.

23 aprile — Commedia all’europea, atto II di Stefano Colombo
Settimana scorsa vi abbiamo parlato dei protagonisti della commedia all’europea del 25 maggio. Ma ogni sceneggiatura ha dei cattivi, e questa non fa eccezione. Per “cattivi” intendiamo tutti coloro che sono ostili all’idea stessa di un’ Europa unità e forte e si propongono di scardinarla dal interno.

29 aprile — Non esistono pranzi gratis – Transatlantic Trade and Investment Partnership for dummies di Francesco Floris
”In occasione della recente visita di Obama nel vecchio continente, la stampa europea e statunitense si è concentrata sull’incontro tra il leader di Washington e Papa Francesco, oltre che sulle critiche espresse dal Presidente americano alle cancellerie europee, nel merito dei tagli ai budget per la difesa e le basse percentuali di investimenti militari su pil rispetto agli standard americani.
Obama ha espressamente dichiarato che “la libertà non è gratis”.
Non ci si è sufficientemente concentrati su quella che è la vera ragione alla base della visita primaverile di Barack Obama in Europa — il negoziato commerciale in fase embrionale che prende il nome di TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership.

14 maggio — La Guerra fredda del gas di Francesco Floris

È inutile cercare di nascondersi dietro a un dito: le tensioni odierne in territorio ucraino, le rivendicazioni, le promesse di aiuti finanziari da parte del Fondo Monetario Internazionale a Kiev – indebitata nei confronti di Gazprom per 2,2 miliardi di euro – sono l’estrema conseguenza di uno scontro economico fra UE e Cremlino celato dietro la coltre della diplomazia e delle relazioni internazionali.

10 giugno — Chi sarà nominato presidente della Commissione europea? di Sebastian Bendinelli
La fase più delicata e importante per la definizione dei futuri equilibri dell’Unione si svolge in queste settimane, tra vertici, summit, trattative, incontri più o meno formali, più o meno riservati: una fase di laboriose contrattazioni, in primo luogo tra i partiti politici, chiamati a ridisegnare la geografia delle alleanze nel nuovo Parlamento. Così, mentre a destra prende forma quella curiosa “internazionale del nazionalismo” che vuole unire i fronti dell’estrema destra populista ed euroscettica, sotto la guida della vittoriosa Marine Le Pen, Beppe Grillo cerca di far digerire ai suoi l’alleanza con lo Ukip di Nigel Farage e la sinistra di Tsipras lotta per superare le prime divisioni interne e i pasticci con le candidature.

10 dicembre — PEGIDA e i fantasmi del passato tedesco di Arianna Bettin Campanini
Sono ormai migliaia e sono sempre di più: uomini e donne, fieramente tedeschi, fieramente cristiani; sostengono d’esser “patriottici”. Non parlano coi giornalisti, lasciano che siano i loro slogan a farlo, e non cercano dialogo alcuno, nessun compromesso con politici e partiti.
“Wir sind das Volk” – “Siamo il popolo” – scandiscono nel corso della loro marcia per le strade di Dresda.
Si fanno chiamare PEGIDA, acronimo sotto cui viene celato l’inquietante “Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes”, “Europei patriottici contro l’islamizzazione d’Occidente”, e da ottobre, da quando hanno dato il via alle loro manifestazioni – una ogni lunedì – il numero dei loro simpatizzanti non fa che crescere.

Gennaio

21 gennaio — Corruttori & Rottamati di Francesco Floris
L’annoso dibattito sul modello elettorale da adottare in questo Paese per garantire allo stesso tempo “governabilità” e “rappresentanza” lascia il tempo che trova dinnanzi al suo perpetuo ripetersi negli anni, ogni volta così identico a se stesso.

22 gennaio — Surriscaldamento globale. Un meccanismo innescato di Tommaso Sansone
Generato da uno sviluppo sregolato delle attività antropiche, il surriscaldamento globale è causa dello sconvolgimento meteorologico che sta interessando il pianeta negli ultimi 150 anni.

29 gennaio — Public Eye Award. Il premio della vergogna assegnato a Gazprom e GAP di Gemma Ghiglia
Ogni anno, durante i giorni del Forum Economico Mondiale a Davos, Greenpeace Svizzera e BD ― Dichiarazione di Berna, ONG per lo sviluppo solidale ― organizzano dal 2000 un contro-evento, in cui viene assegnato il Public Eye Award alle aziende che più si sono impegnate per rendere la Terra un posto peggiore.

Febbraio

13 febbraio — Sperimentazione animale, un male ancora necessario di Giulia Pacchiarini
Kampala, giornale pubblica i nomi dei 200 omosessuali più in vista del Paese.
Così qualche settimana fa sono stati descritti i ricercatori e professori dell’Università degli Studi di Milano Alberto Corsini, Edgardo D’Angelo e Claudio Genchi tramite alcuni volantini che hanno ricoperto per più di 24 ore diverse zone di Milano. I manifesti allegavano al nome e alle accuse infamanti, foto, dati personali degli studiosi ed esplicite esortazioni a contattarli. Gli autori di questo gesto hanno invece scelto di mantenere intatto il proprio anonimato.

17 febbraio — L’anomalia italiana di Sebastian Bendinelli
A proposito del colpo di mano di Matteo Renzi, molti commentatori hanno protestato per la nomina del terzo Presidente del Consiglio, dopo Monti e Letta, “non eletto dai cittadini”. Altri hanno invece salutato l’arrivo di Renzi a Palazzo Chigi come un risveglio, addirittura, della “sana” democrazia parlamentare, ricordando che, come dovrebbe essere noto a tutti, l’ordinamento costituzionale italiano non prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio. L’estrema confusione che su questa materia regna tra l’opinione pubblica è tutto fuorché casuale.

24 febbraio — Il parco giochi è chiuso di Alessandro Massone

Se l’America non può vantare di aver creato l’Internet, è indubbio che gran parte di quello che oggi viviamo nella rete sia statunitense. Così, è inevitabile che l’internet libero e indipendente come lo conosciamo oggi sarà ucciso in America.
La prima coltellata è stata data questa notte, quando Netflix si è “piegato” alle insistenze di Comcast e ha deciso di pagare per accesso diretto ai loro canali di internet.

Guerra civile in Ucraina

24 febbraio — Maidan! Maidan?
Cosa è successo e cosa succederà in Ucraina
di Gemma Ghiglia
Per capire quale futuro attede l’Ucraina, però, dobbiamo fare un passo indietro, tornando a parlare proprio di quella Rivoluzone Arancione che nel 2004 aveva anch’essa riversato per le strade centinaia di migliaia di cittadini indignati e desiderosi di un cambiamento.

Marzo

2 marzo — “Gli omosessuali possono scordarsi i diritti umani”. A dirlo è il Ministro ugandese dell’Etica e dell’Integrità di Melania Novello Paglianti
Kampala, giornale pubblica i nomi dei 200 omosessuali più in vista del Paese.

Violenze, assassini, notizie di morte sono transitate come meteore nelle testate dei giornali, mostrandoci queste vicende come frutto di improvvisi pogrom, e non come altrettante tappe di un lungo percorso, segnato dall’odio trans-omofobo.

4 marzo — The Great Crash – Analogie fra crisi di ieri e oggi di Francesco Floris
Quel giorno di settembre del 2008 in cui si decise, senza alcuna apparente spiegazione razionale, di lasciar fallire Lehman Brothers, dopo che nei due mesi precedenti si erano salvati giganti finanziari e assicurativi del calibro di AIG: quel giorno fu il nuovo 24 ottobre o forse meglio – 28 ottobre, quando il sistema bancario si rifiutò di tenere in piedi la giostra scatenando il pandemonio.

Da entrambe le crisi s’impara che a certi livelli non esiste differenza o compartimentazione stagna fra il “gioco della finanza” e la famosa “economia reale” – espressione quanto meno abusata in Italia e che nega la complessità degli aggregati economici.

10 marzo — Rosiko – Come la diplomazia europea preferisce l’estrema destra a Putin di Alessandro Massone
Oggi, l’aggressività della Russia qualcosa ha già ottenuto — ha dimostrato la nostra completa inadeguatezza di fronte ad una crisi in cui ci è richiesto piú che un commento saputello.

19 marzo — Roche—Novartis. Cure forse illecite e certamente costose di Giulia Pacchiarini
Nella riunione del 27 Febbraio 2014 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, conosciuta anche come Antitrust, ha sanzionato le case farmaceutiche Roche e Novartis con oltre 180 milioni di euro complessivi. Di cosa si tratta?

27 marzo — Ri-Maflow. Dopo quattro anni, torniamo nella fabbrica di Trezzano per raccontare la sua nuova realtà di Marta Clinco

Il nuovo piano non vede assolutamente una fabbrica tradizionale, bensì autogestita, aperta al territorio, il cui tessuto sociale può entrare e permeare i diversi spazi; si parte dunque dal presupposto che ci sono due dimensioni fondamentali, da valorizzare egualmente: in primo luogo quella produttiva, rappresentata dai laboratori tuttora in costruzione, e allo stesso modo quella sociale, costituita dalle varie attività che gravitano attorno al progetto centrale, attraverso le quali la fabbrica cerca di autofinanziarsi.

Aprile

1 aprile — Il Tramonto dell’Euro di Francesco Floris
Per l’appuntamento del 25 maggio si profilano schieramenti distanti anni luce dalle posizioni tradizionali: più che uno scontro fra i principali attori politici di Strasburgo ―Popolari e Socialisti (ai quale recentemente ha aderito il Partito Democratico), e gli altri gruppi presenti all’interno del Parlamento Europeo― le elezioni si configurano come un vero e proprio referendum sulla tenuta della moneta unica e sulle politiche di austerità condotte nell’Unione a partire dal 2010, anno in cui si è drammaticamente compreso che la vicenda continentale legata alla crisi economica mondiale non avrebbe necessariamente seguito la stessa parabola di altri continenti.

8 aprile — Ricucire l’Unione – Analisi dell’UE in vista delle elezioni parlamentari di Sebastian Bendinelli

Le elezioni europee, come si sa, non godono di fama felice. La loro presupposta inutilità è anzi proverbiale, e non solo nel nostro Paese: in Germania dagli anni ’70 circola il detto “Hast du einen Opa, schick ihn nach Europa”, ossia “Se hai un nonno, mandalo in Europa”, alludendo all’abitudine dei partiti nazionali di sfruttare il Parlamento Europeo come una sorta di ospizio per politici dimenticati, giornalisti di second’ordine, vecchi uomini di spettacolo, faccendieri e amici vari.

10 aprile — Fobie, complotti e varicella party – Il mondo bizzarro del movimento anti–vaccinazione di Alessandro Massone
Il movimento contrario alla vaccinazione obbligatoria è un fenomeno mondiale, e non limitato all’Italia o al M5S. La fobia per i vaccini è parte, secondo Paul Offit, autore del saggio Do You Believe in Magic?, della profonda sfiducia nei confronti dei poteri forti. Così come (giustamente) non ci si sente piú in grado di affidarsi al proprio governo dopo le rivelazioni di Snowden, il germe del dubbio è piantato anche nei vaccini, il cui contenuto è ai genitori spesso completamente sconosciuto. È una paura naturale, che nasce dal rifiuto di una cura preventiva, fomentata da un’informazione parziale ― o direttamente falsa ― diffusa su internet da gruppi “alternativi.”

11 aprile — Fecondazione eterologa – Demolire un divieto, costruire un diritto di Giulia Pacchiarini
Approvata definitivamente il 19 Febbraio 2004 per regolamentare le norme di procreazione assistita, la legge 40 è stata sin da subito osteggiata e criticata su vari fronti e per un buon numero di ragioni. Queste si estendono dalla più o meno voluta ambiguità del testo di legge, al contenuto della stessa, spesso ritenuto eccessivamente restrittivo. La normativa effettiva si apre affermando l’intenzione di assicurare i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il nascituro.

15 aprile — Una poltrona per due – Popolari e Democratici in Europa di Stefano Colombo
Il 25 Maggio vanno in scena le elezioni europee. In questo breve ciclo di articoli vi presenteremo gli attori, la trama e la scenografia. E magari qualche dietro le quinte pruriginoso.

16 aprile — Mano negra clandestina
Intervista con due ragazzi illegali
di Maria Catena Mancuso
Il 25 Maggio vanno in scena le elezioni europee. In questo breve ciclo di articoli vi presenteremo gli attori, la trama e la scenografia. E magari qualche dietro le quinte pruriginoso.

23 aprile — Commedia all’europea, atto II di Stefano Colombo
Settimana scorsa vi abbiamo parlato dei protagonisti della commedia all’europea del 25 maggio. Ma ogni sceneggiatura ha dei cattivi, e questa non fa eccezione. Per “cattivi” intendiamo tutti coloro che sono ostili all’idea stessa di un’ Europa unità e forte e si propongono di scardinarla dal interno.

29 aprile — Non esistono pranzi gratis – Transatlantic Trade and Investment Partnership for dummies di Francesco Floris
In occasione della recente visita di Obama nel vecchio continente, la stampa europea e statunitense si è concentrata sull’incontro tra il leader di Washington e Papa Francesco, oltre che sulle critiche espresse dal Presidente americano alle cancellerie europee, nel merito dei tagli ai budget per la difesa e le basse percentuali di investimenti militari su pil rispetto agli standard americani.
Obama ha espressamente dichiarato che “la libertà non è gratis”.
Non ci si è sufficientemente concentrati su quella che è la vera ragione alla base della visita primaverile di Barack Obama in Europa — il negoziato commerciale in fase embrionale che prende il nome di TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership.

Maggio

1 maggio — Perché le macchine hanno vinto la guerra del lavoro con gli umani di Sebastian Bendinelli
In uno studio intitolato The future of employment: how susceptible are jobs to computerisation?, pubblicato a settembre 2013, gli economisti Carl Frey e Michael Osborne dell’Università di Oxford calcolano, sulla base di vari indicatori, la probabilità che una data occupazione venga automatizzata, e stilano così una classifica delle categorie più a rischio. La conclusione raggiunta è quantomeno preoccupante: il 47% degli impieghi (sul mercato del lavoro statunitense) risulta infatti ad alto rischio di automatizzazione, ossia potrebbe essere automatizzato entro dieci o massimo vent’anni.

5 maggio — “Fuori i rosari dalle nostre ovaie” di Giulia Pacchiarini

Nella mattinata di ieri per le vie di Roma si diramavano, candidi e leggeri i cordoni di un corteo, autodefinitosi Marcia per la Vita – titolazione equivoca che parrebbe indicare la presenza di una qualche Marcia per la Morte – con lo scopo di rendere l’aborto, la pillola del giorno dopo, la Ru486 e simili appendici di apocalisse, illegali, abrogando la Legge 194. L’utopica realtà dai contorni angelicati per cui i manifestanti hanno sfilato ieri sullo sfondo di Castel Sant’Angelo, pare molto simile a ciò che si sta realizzando in territorio spagnolo dove, dallo scorso dicembre, continuano inesorabili le proteste contro la proposta di legge che intende porre nette restrizioni al diritto all’Aborto.
Fulcro delle manifestazioni spagnole è il “Protection Act of the Life of the Conceived and the Rights of Pregnant Women”, che El Pais ha definito l’atto più restrittivo in trent’anni di democrazia, emanato il 20 Dicembre da Alberto Ruiz-Gallardòn, ministro della giustizia dal 2011 nel governo di Mariano Raioy, leader del Partito Popolare.

11 maggio — Bring Back Our Girls, Proibito studiare di Bianca Giacobone
È passato quasi un mese dal rapimento e il governo nigeriano si è dimostrato negligente nei tentativi di recupero, scatenando le proteste dentro e fuori dal Paese. 223 ragazze non dovrebbero essere difficili da individuare, ma la foresta Sambisa è folta ed intricata e il nord del Paese sfugge totalmente al controllo dello Stato: l’intero territorio è stato dichiarato in stato di emergenza ed è inutile negare che i militanti del Boko Haram sono spesso meglio armati dell’esercito governativo o delle forze di sicurezza, generalmente poco inclini ad avventurarsi in una zona così ostile.

14 maggio — La Guerra fredda del gas di Francesco Floris
È inutile cercare di nascondersi dietro a un dito: le tensioni odierne in territorio ucraino, le rivendicazioni, le promesse di aiuti finanziari da parte del Fondo Monetario Internazionale a Kiev – indebitata nei confronti di Gazprom per 2,2 miliardi di euro – sono l’estrema conseguenza di uno scontro economico fra UE e Cremlino celato dietro la coltre della diplomazia e delle relazioni internazionali.

21 maggio — Il futuro assente della Siria di Stefano Colombo
La Siria oggi è un pandemonio aggrovigliato di violenza, confusione, interessi contrapposti e sovrapposti più o meno espliciti che si protrae da tre anni. Come i Balcani cent’anni fa e il Vietnam negli anni Sessanta, è un terreno di conflitto usato da potenze regionali e mondiali per combattersi una guerra indiretta e portare acqua al proprio mulino; i conflitti che non possono esplodere altrove sono fatti scoppiare in questo bubbone comodo per ognuno degli attori in campo.

23 maggio — Storie di donne inghiottite dalla strada di Giulia Pacchiarini
Inutile e non necessario — Sono molte le cose che potrebbero essere definite tali, eppure un’Associazione Onlus che lavora nel campo del reinserimento per le persone vittime della tratta e della prostituzione, non rientra in questa definizione. Con questa giustificazione sono state negate le sovvenzioni alla suddetta Associazione, che ha chiesto di rimanere anonima, e che dopo quindici anni di lavoro nella zona sud ovest di Milano, fra autostrade, strade provinciali, vicoli e campagne, nel prossimo giugno chiuderà i battenti.

27 maggio — Ecco come sono andate a finire le elezioni europee di Stefano Colombo
Qualche osservazione 36 ore dopo il voto per il rinnovo del Parlamento Europeo.

28 maggio — Piazza della Loggia, quarant’anni dalla strage di Francesco Floris
Fissare negli occhi la bomba di Piazza della Loggia è come guardare il volto di un passante occasionale in mezzo a un gruppo di conoscenti intimi: gli otto morti di quel 28 maggio di quarant’anni fa non sono sufficienti a spronare la memoria, sfigurano davanti alle carneficine che hanno sporcato di sangue il suolo pubblico durante gli anni di piombo — numeri degni di quest’etichetta così realisticamente macabra.

Giugno

1 giugno — Una è già troppo di Giulia Pacchiarini
La mattina del 19 maggio abbiamo incontrato Alessandro Robecchi per parlare del suo primo romanzo Questa non è una canzone d’amore, di pagina99, di satira, politica e giovinastri troppo cresciuti.

4 giugno — Quelli che fanno ridere verranno risparmiati – Intervista ad Alessandro Robecchi di Francesco Floris
Una è già troppo. Così recita la campagna voluta dalla Casa Bianca per sensibilizzare la popolazione, soprattutto quella universitaria, riguardo alla recente ondata di violenze sessuali avvenute tra le mura dei college statunitensi.

10 giugno — Chi sarà nominato presidente della Commissione europea? di Sebastian Bendinelli
La fase più delicata e importante per la definizione dei futuri equilibri dell’Unione si svolge in queste settimane, tra vertici, summit, trattative, incontri più o meno formali, più o meno riservati: una fase di laboriose contrattazioni, in primo luogo tra i partiti politici, chiamati a ridisegnare la geografia delle alleanze nel nuovo Parlamento. Così, mentre a destra prende forma quella curiosa “internazionale del nazionalismo” che vuole unire i fronti dell’estrema destra populista ed euroscettica, sotto la guida della vittoriosa Marine Le Pen, Beppe Grillo cerca di far digerire ai suoi l’alleanza con lo Ukip di Nigel Farage e la sinistra di Tsipras lotta per superare le prime divisioni interne e i pasticci con le candidature.

17 giugno — Gli occhi di Belinelli di Francesco Floris
Le lacrime dei campioni sportivi hanno sempre qualcosa di malato; sono come gocce acide che non dovrebbero abbattersi al suolo per non scalfirlo.
Con i loro stipendi da schiaffo in faccia alla realtà, con la loro fama, le loro fastidiose avventure sentimentali, con tutto questo, le emozioni non gli andrebbero perdonate.
Eppure l’altra notte sulla faccia di Belinelli c’era qualcosa di troppo umano per incazzarsi e non perdonare.

27 giugno — Colpevoli di difendere il diritto all’informazione di Giulia Pacchiarini

Oggi tre colleghi e amici sono stati condannati, per aver fatto un brillante lavoro ed essere stati grandi giornalisti. “Colpevoli” di raccontare storie con grande abilità e integrità. “Colpevoli” di difendere il diritto all’informazione dei cittadini, perché sappiano cosa sta succedendo nel loro mondo.

29 giugno — Tutti i colori dell’arcobaleno di Maria Catena Mancuso

Milanopride 2014

Luglio

2 luglio — Cristo si è fermato a Strasburgo di Francesco Floris
Analisi satirica del discorso programmatico di Matteo Renzi al Parlamento Europeo per il semestre a guida italiana dell’Unione.

9 luglio — «L’istruzione non dovrà più assumere il ruolo di ammortizzatore sociale» Ma siamo ancora lontani di Stefano Colombo
L’ennesima riforma scolastica è stata bocciata preventivamente da di chi lavora nella scuola soprattutto perché, come le precedenti, è stata vista come una riforma di stampo economicista, approntata solo per risparmiare e tagliuzzare le spese in modo più o meno mascherato.

22 luglio — Sei ciò che sprechi di Maria Mancuso
Secondo i dati dell’Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori, in Italia sprechiamo il 35% dei prodotti freschi, il 19% del pane e il 16% di frutta e verdura. Waste Watcher, l’Osservatorio internazionale dell’Università di Bologna, ha rilevato inoltre che il 25% della spesa finisce nella spazzatura: 76 chilogrammi di prodotti alimentari annui pro capite.

26 luglio — I bambini filo Hamas e gli intellettuali filo idiozie di Francesco Floris
È uscito in mattinata, sulla versione online del quotidiano Europa, un articolo-opinione di Fabrizio Rondolino, che prende spunto dal tema più scottante – almeno a livello emotivo – della “recente” escalation di violenza nel conflitto israelo-palestinese.
Il titolo del pezzo, che in poche parole riassume la tesi portante dell’articolo, è Basta con quei bambini usati contro Israele.

31 luglio – Chiude l’Unità

31 luglio — Chi ha ucciso l’Unità? di Sebastian Bendinelli
Non è la prima volta che l’Unità scompare dalle edicole. Per ironia della sorte, il fallimento attuale cade quasi esattamente nel quattordicesimo anniversario del suo immediato precedente, il 28 luglio 2000, quando la pubblicazione cartacea (e nel giro di un mese anche quella digitale) fu interrotta. Era il culmine di un triennio difficile, cominciato nel 1997 con la transizione dalla gestione dei DS alla parziale “privatizzazione”, cui seguirono un drammatico crollo delle copie vendute e un forte indebitamento.

31 luglio — Nella realtà virtuale del futuro
ci si scambia Mi piace e si parla in emoji — ma forse c’è posto anche per il giornalismo
di Maria Mancuso

Nonny de la Peña, giornalista per varie testate tra cui Newsweek e The New York Times, ha utilizzato Oculus Rift per dar vita alla, chissà, nuova frontiera del giornalismo: immersive journalism.

Agosto

1 agosto — Ebola, prevenzione e informazione uniche cure di Giulia Pacchiarini
Ad oggi, l’epidemia di Ebola, dichiarata lo scorso Marzo nell’Africa Occidentale, è responsabile di 1323 contagiati e 726 vittime, tra Liberia, Guinea, Nigeria e Sierra Leone. Il presidente di quest’ultima, Ernest Bai Koroma, ha richiesto lo stato di Emergenza non più di 24 ore fa.

L’Ebola è una patologia appartenente alla famiglia virale delle Filoviridae, dalla tipica struttura filamentosa. Diagnosticata per la prima volta nel 1976, l’infezione possiede cinque ceppi virali e un altissimo tasso di mortalità — tra il 50 e il 90% — e uno più basso di contagio, proprio perché la morte sopraggiunge così rapidamente che il più delle volte il virus non riesce ad essere trasmesso.

6 agosto — Vita, morte, rinascita (?) del Partito Socialista Italiano di Stefano Colombo
QUALCUNO SI RICORDA DEL PSI? Dopo il rovinoso naufragio in Tangentopoli sembrava niente più che un relitto del passato, un ricordo buono solo per i nostalgici della Prima Repubblica e gli amanti dei garofani. Giampaolo Pansa l’aveva annoverato tra i ”Cari Estinti” del pre – Mani pulite, in un suo libro di qualche anno fa. Nel 2007, però, è avvenuto il miracolo: dopo una sepoltura di 15 anni è resuscitato, con tanto di garofano e alla faccia del Pansa. Ma di questo gran ritorno non sembrano essersene accorti in molti.

11 agosto — Sei ciò che sprechi II: cosa si fa in Italia, cosa si farà durante Expo2015 di Maria Mancuso
Percorso tra le iniziative più interessanti a sostegno della lotta allo spreco alimentare.

12 agosto — Good Morning, Robin di Jacopo Iside
“Guardo il mondo, vedo quanto possa essere spaventoso, a volte, e cerco di affrontare la paura. La comicità può aiutare ad affrontare la paura, senza paralizzarti ma anche senza dirti che tutto il male sparirà. È come se dicessi: ok, posso scegliere di ridere di questa cosa e una volta che ci avrò riso sopra avrò cacciato il demone e potrò affrontarla davvero. Questo è quello che cerco di fare quando faccio il comico.”

Si è spento all’età di 63 anni Robin McLaurie Williams, attore comico poliedrico figlio della Juliard School di New York.

26 agosto — Le risposte non si trovano nella vita di chi muore di Gemma Ghiglia

La stampa e l’omicidio di Michael Brown.

27 agosto — L’eterno ritorno del professor Zecchi di Francesco Floris
Il Ministro Maria Elena Boschi sarebbe “una gatta morta alla rovescia”, secondo la celebre definizione che ne ha fornito il professor Stefano Zecchi – ordinario di Estetica presso l’Università Statale di Milano – noto al grande pubblico come opinionista televisivo oltre che fiero redattore di pamphlet memorabili come Le promesse della bellezza e L’artista armato (Oscar Mondadori), punti di riferimento intellettuale per le massaie originarie di Voghera e di altre deprimenti lande desolate.

30 agosto — Stepchild adoption – Il primo passo verso l’adozione LGBT è stato fatto di Giulia Pacchiarini
Questa è una sentenza storica, sintomo di una società diversa da quella percepita più o meno volontariamente in parlamento e creerà un precedente — ma resta una sentenza e come tale inciderà solo parzialmente, in casi speciali, e non basta più.

Settembre

1 settembre — La protesta dei reggiseni in una Spagna umiliata da se stessa di Giulia Pacchiarini
Secondo Madrid, come sottolinea paradossalmente il materiale divulgato, è la popolazione femminile a dover impegnarsi per prevenire la violenza sessuale nei propri confronti: è la vittima a dover prevenire il carnefice.

10 settembre — Il referendum scozzese tra incertezza e imitazione di Giovanni Masini
Referendum sull’indipendenza scozzese: quasi tutti ne sono a conoscenza, molti ne parlano, in pochissimi se ne interessano davvero. Vediamo di fissare almeno alcuni punti base per capirne di più.

26 settembre — Lo Stato Islamico – Dalle origini ad oggi di Stefano Colombo
Uno spettro si aggira in medioriente: è il Califfo Al-Baghdadi, il cui Stato Islamico (o IS, o ISIL, o ISIS, o Califfato) porta terrore in Siria e Iraq, diffonde angosce e timori in tutta l’area islamica, semina interrogativi e costernazione in occidente. Martedì Stati Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Giordania ed Emirati Arabi Uniti hanno attaccato le basi militari dell’IS in Siria. Ancora non si sa se riusciranno o meno a indebolire un’organizzazione ormai fortissima, armata fino ai denti e con un eccellente controllo del territorio.
Ma perché Califfo e Califfato vincono? Chi li sostiene? Quali scopi hanno?

Ottobre

10 ottobre — Sparviero si racconta – Storia di un partigiano della Seconda Julia di Marta Clinco

In viso la stessa gentilezza di quella fotografia di gruppo, anno 1944, appesa accanto alla finestra, accanto a quella dei genitori: due famiglie. Sono i compagni della Seconda brigata Julia. ”Sono morti tutti. Quello in borghese, il commissario di guerra della brigata, probabilmente aveva i pidocchi”.

12 ottobre — «Li vogliamo indietro vivi» di Giulia Pacchiarini

Il caso dei 43 studenti messicani scomparsi

18 ottobre — Soylent — Un nuovo modo di mangiare? di Maria Mancuso
Robert Rhinehart, un ingegnere statunitense venticinquenne, ha pensato di dare il suo contributo alla lotta alla fame creando Soylent: una bibita che dovrebbe fornire l’apporto equilibrato di tutti i nutrienti necessari al fabbisogno quotidiano, piuttosto economica — più per gli statunitensi e i Paesi dell’eurozona, meno per i Paesi che ne avrebbero più bisogno, penalizzati dal cambio col dollaro — e che richiede un tempo di preparazione di pochi secondi

22 ottobre — La lunga marcia dello sport femminile di Arianna Bettin Campanini
Lo sport come siamo abituati a intenderlo oggi, lo sport propriamente olimpico, è fenomeno in realtà incredibilmente recente. Figlie a loro modo del vitalismo decadente, dell’esaltazione della potenza e del bel gesto, della celebrazione della virilità passante per il corpo e per l’attività fisica, le Olimpiadi moderne non davano inoltre spazio alcuno alla pratica femminile.

Novembre

2 novembre — Desaparecidos per protesta di Giulia Pacchiarini
«Non ci fidiamo del governo».
Così dicono al Presidente messicano Enrique Peña Nieto i famigliari dei 43 studenti scomparsi in Messico a fine settembre, a seguito di alcuni scontri con la polizia locale, avvenuti durante una protesta contro la recente riforma dell’istruzione messicana che penalizza la formazione dei docenti. Non si fidano del governo perché buona parte dei suoi rappresentanti sono risultati implicati nella sparizione degli studenti e perché coloro che non si sono dimostrati complici non stanno facendo abbastanza.

8 novembre — Messico: confessione shock sui 43 studenti dispersi di Giulia Pacchiarini
Messico, nella notte tra il sette e l’otto novembre – ora italiana – tre uomini appartenenti al cartello dei Guerreros Unidos, arrestati perché ritenuti connessi alla sparizione dei 43 studenti (dispersi ormai da più di 80 giorni), hanno confessato di averli uccisi.
Tutti.

11 novembre — Scandalo EULEX – Gravi accuse di corruzione colpiscono la missione europea in Kosovo di Sebastian Bendinelli
L’Unione Europea si trova in questi giorni a fronteggiare un grave scandalo che ha investito EULEX, la più grande e costosa missione europea al di fuori dei confini comunitari, attiva in Kosovo dal 2009. Maria Bamieh, pubblico ministero inglese impegnato in EULEX, ha accusato di corruzione alcuni membri della missione, riferendosi ad episodi avvenuti nel 2012 e nel 2013. Prima che fossero rese note le sue rivelazioni, pubblicate a fine ottobre dal quotidiano kosovaro Koha Ditore, la Bamieh è stata sospesa.
EULEX esiste proprio per combattere la corruzione e la criminalità organizzata in Kosovo e sostenere il cammino del giovane Stato verso l’integrazione europea.

L’alluvione

15 novembre — Genova milanese di Stefano Colombo
Il Fiume Seveso è esondato a Milano intorno alle ore 15:00 del 12 Novembre. La zona sommersa è sempre la stessa, una porzione di territorio comunale che va da Niguarda fino a Viale Fulvio Testi e Viale Zara. La mattina di giovedì 13 le stazioni di Marche e Istria della metropolitana linea 5 sono rimaste inagibili e molti mezzi di superficie hanno subito deviazioni. È la settima volta quest’anno che il Seveso esonda.

21 novembre — Emergenza immigrazione? Basta girarsi dall’altra parte di Arianna Bettin Campanini
Mare Nostrum richiedeva un budget mensile di 9,5 milioni al mese, spesi per un’attività nell’interesse di tutti gli Stati membri e che aveva creato di fatto un vero e proprio corridoio umanitario. Ma sia l’Italia che la UE sembrano disconoscere i risultati dell’operazione, o quantomeno sembrano ritenerli superflui.

25 novembre, le strade di Ferguson contro il Gran Giurì

Le batterie dell’egualitarismo di Alessandro Massone
Sei anni dopo, i fallimenti di Obama sono così tanti, e per molti è l’uomo così direttamente colpevole, che è quasi difficile rinfacciargli la sua completa inutilità sul fronte della parità tra persone di colore diverso. Ci si metta in fila.
Eppure fu forse tra i piú grandi errori degli addetti alla campagna elettorale liberal dell’anno, quello di caratterizzare così chiaramente la corsa come una questione di lotta contro il razzismo. Un giochetto sporco che per fortuna andò a segno — perché la vittoria fu tutta, e solo, di Obama, ma la sconfitta sarebbe stata di un’intera comunità.

27 novembre — Intervista a Fabio Galesi, Il consigliere di Zona 8 minacciato di morte di Marta Clinco
«Non mi sento solo, e nemmeno i cittadini resteranno soli. La mia presenza sarà fissa sul territorio, come lo è stata finora. La vostra presenza qui, ‘sta sera, è un segnale importante, sia per il quartiere di Quarto Oggiaro, sia per la città di Milano. Non ci facciamo intimidire, andiamo avanti con il nostro lavoro: ci crediamo, crediamo nella legalità. Per non chiamarle più periferie ma centro, Milano».

30 novembre — Burkina Faso, un mese dopo di Giulia Pacchiarini
Un mese dopo l’inizio della rivolta, le luci della stampa si sono spente sul Burkina Faso e sulla sua rivoluzione durata poco meno di 4 giorni, definita più volte “Rivoluzione 2.0” o “Primavera nera” con l’auspicio che altri Paesi del continente africano, piegati da dittature trentennali, potessero seguire l’esempio del Burkina Faso.

Dicembre

4 dicembre — I lupi assalgono il greggio.

di Alessandro Massone
Negli ultimi tre mesi il prezzo del petrolio ha iniziato a scendere bruscamente dalla precedente quotazione di 110$ U.S. al barile rimasta relativamente stabile dal 2011 in poi.
Lunedì il prezzo del petrolio al barile ha toccato il valore minimo dallo scorso ottobre 2009, fino a 67.53$, per poi stabilizzarsi a quota 70$.
Il crollo, completamente inaspettato dagli analisti che al contrario prevedevano un boom del prezzo, è l’arma principale con cui l’OPEC sta muovendo guerra per difendere il proprio primato dall’espansione dei giganti russi e statunitensi.

5 dicembre — #Gamergate – Videogiocatori che odiano le donne di Erin De Pasquale
In questo modo è nato il Gamergate, un movimento tutt’ora in corso creato ufficialmente con l’obiettivo di rivendicare l’integrità etica del giornalismo di settore, ma in realtà non è altro che un pretesto per un attacco misogino indiscriminato.

10 dicembre — PEGIDA e i fantasmi del passato tedesco di Arianna Bettin Campanini

Sono ormai migliaia e sono sempre di più: uomini e donne, fieramente tedeschi, fieramente cristiani; sostengono d’esser “patriottici”. Non parlano coi giornalisti, lasciano che siano i loro slogan a farlo, e non cercano dialogo alcuno, nessun compromesso con politici e partiti.
“Wir sind das Volk” – “Siamo il popolo” – scandiscono nel corso della loro marcia per le strade di Dresda.
Si fanno chiamare PEGIDA, acronimo sotto cui viene celato l’inquietante “Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes”, “Europei patriottici contro l’islamizzazione d’Occidente”, e da ottobre, da quando hanno dato il via alle loro manifestazioni – una ogni lunedì – il numero dei loro simpatizzanti non fa che crescere.

12 dicembre – Sciopero generale contro il Jobs Act

13 dicembre — L’Italia non la fermano gli scioperi di Alessandro Massone
Il Jobs Act è una concessione alla classe dirigente piú miope e moccolosa immaginabile, una resa politica ai piagnistei di imprenditori a cui interessa solo un’altra valvola di sfogo contro lo stress della crisi finanziaria.
Dall’altra parte, del movimento studentesco restano le macerie, un pugno di giovani dalle richieste fumose, spesso irrealizzabili, e dalla linea politica confusa.
Il movimento operaio non esiste più, è presente una massa di lavoratori impegnati in un debole dissenso che in questo articolo continueremo a chiamare movimento — seppur non in maniera appropriata, soprattutto su scala nazionale.
Dai recenti episodi di lotta, a Piombino e a Terni è emersa chiara la richiesta di un piano industriale, ma i sindacati non sono stati capaci di allargare lo scopo a livello nazionale.

16 dicembre — 3533 per il diritto allo studio di Stefano Colombo
Nel tardo pomeriggio di ieri, un folto drappello di studenti s’è presentato sotto a Palazzo Lombardia, la nuova sede di vetro della Regione, per opporsi ai tagli ai fondi per il diritto allo studio annunciati dalla giunta Maroni. I manifestanti – chiamati a raccolta da alcune sigle studentesche come UDS, Link e UniSì, appoggiate anche dalla CGIL – hanno poi consegnato le 3533 firme di studenti della Statale e della Bicocca che hanno messo nome, cognome e numero di matricola per opporsi a quello che da molti viene visto come un atto discriminatorio verso i meno abbienti.

19 dicembre — Storia di un embargo durato oltre mezzo secolo di Jacopo Iside
Nella giornata di mercoledì 17 dicembre 2014 Barack Obama ha dato un annuncio della ripresa, dopo oltre mezzo secolo, dei rapporti diplomatici Usa-Cuba. A cominciare dalla riapertura delle rispettive ambasciate.

Stefano Colombo
Studente, non giornalista, milanese arioso.

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