Fotofinish per il diritto allo studio

Quasi salvo il diritto allo studio in Lombardia: anziché di 13 milioni di euro, il budget per questa voce sarà ridotto di soli tre milioni. Un emendamento al testo originale che prevedeva un taglio del 40 % al CIDIS, l’ente no-profit che finanzia le borse di studio pubbliche, è stato approvato ieri sera dal Consiglio Regionale ha stanziato per il diritto allo studio dieci milioni più del previsto. Sono inoltre stati scovati altri trentacinque milioni tra le pieghe del bilancio per tamponare la proposta di ulteriori tagli a diversi servizi scolastici annunciata il mese scorso.

Se non si può parlare di una vittoria su tutta la linea per il fronte studentesco, si può certamente dire che si è portato a casa un buon risultato: la sua opposizione, tramite la raccolta di firme e la presenza in piazza, è stata produttiva. Ieri c’è stato un nuovo presidio sotto al Pirellone per opporsi al grande taglio al CIDIS, che sembrava avvicinarsi inesorabile. Intorno alle 18:00 i due consiglieri del PD — che ha posto il diritto allo studio tra le priorità della sua opposizione — Onorio Rosati e Jacopo Scandella sono usciti per comunicare che si intravedeva una possibilità di limitare il taglio ai fondi e per parlare con gli studenti: ma gli studenti stessi li hanno contestati con forza, accusandoli di incoerenza per la loro appartenenza al Partito di governo. Rosati in particolare non l’ha presa bene, arrivando quasi al contatto fisico con alcuni tra i manifestanti più infuocati.

Tanta rabbia non sempre ben indirizzata — fuori luogo il lancio delle monetine da parte di alcuni ragazzi contro le vetrate del palazzo — ma che ha contribuito in modo efficace al ritocco in extremis che ha salvato almeno per quest’anno il diritto allo studio pubblico. In particolare, la mobilitazione è stata organizzata dalle sigle di Link e Uds, a cui hanno aderito altre associazioni studentesche e non – come UniSì e i lavoratori del CIDIS – e ha visto una discreta partecipazione, maggiore rispetto a quella della settimana scorsa. Pur non essendo strapiena, la piazza ha fatto la sua parte: ci si chiede quali risultati si potrebbero ottenere con una mobilitazione più vasta, con una presa di posizione decisa da parte di tutti gli studenti interessaati dai continui tentativi della giunta Maroni di azzoppare l’istruzione pubblica. Speriamo che le sigle studentesche riescano nell’impresa di coinvolgere per le prossime barricate sempre più studenti, nonostante la disaffezione per la politica che oggi regna tra la popolazione universitaria.

Stefano Colombo
@granzebrew

Stefano Colombo
Studente, non giornalista, milanese arioso.

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