Sweetie: la caccia è aperta
Il progresso della tecnologia combatte la pedopornografia online

È sera, il mondo va a dormire. Sweetie si mette al lavoro. Sweetie, La Dolcezza. Una bambina di 10 anni, filippina. Seduta davanti al computer entra in una chat: Ciao, eccomi, sono qui per te. Centinaia di uomini la contattano. Ciao dolcezza, ben tornata. Cosa facciamo stasera? Ti va di giocare come me? Sweetie li cattura con i suoi occhi grandi, il sorriso, l’atteggiamento sottomesso. Fa tutto quello che le chiedono, si spoglia, si tocca, asseconda i loro desideri.
Loro le mandano foto, video, alla fine anche contatti privati e numeri di telefono. Che male può fare, è solo una bambina.

Nella loro mente loro sono i cacciatori, lei è la preda. Ma non è così: è Sweetie che li cerca, da mesi li insegue. Raccoglie prove, tracce, disegna profili.

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Secondo le statistiche circa settecentocinquantamila persone adulte ogni giorno si siedono di fronte a un computer e cercano un bambino o una bambina con cui fare sesso via web. Ogni ventiquattrore settecentocinquantamila persone. Sweetie in dieci settimane ne ha catturati un migliaio e lo scorso ottobre a Brisbane in Australia ne ha portato uno fino al tribunale. Scott Robert Hansen è stato condannato a due anni per aver indotto un minore a compiere atti sessuali. Nella sentenza si legge: “È irrilevante che la bambina non sia reale perché se credi che lo sia è sufficiente”.
Dolcezza è una sorta di avatar, una riproduzione in 3D di una bimba di 10 anni creata in laboratorio dopo mesi di lavoro e messa in rete da operatori ogni notte. Realtà virtuale contro realtà dei corpi: uno a zero.

Sweetie è stata partorita in Olanda dalle menti dell’associazione Terre des hommes, fondata a Losanna nel 1960 dall’attivista e giornalista Edmon Kaiser come “movimento di aiuto immediato e diretto all’infanzia” con sedi in tutta Europa e non solo. Nel 1998 proprio in Italia Terre des Hommes organizza il Convegno Internazionale “International Criminal Court and Children’s Voice” per il lancio della Campagna internazionale per il riconoscimento dei crimini contro l’infanzia quali crimini contro l’umanità nello Statuto della Corte Penale Internazionale. E da qui in poi campagne, progetti, volontariato e sensibilizzazione: ogni giorno in prima linea per proteggere i bambini dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare loro scuola, educazione, cure mediche e cibo.

“Senza pregiudizi politici, religiosi o razziali, Terre des Hommes è costituita solamente di esseri umani che lavorano per altri esseri umani, nasce da un atto di giustizia, non di condiscendenza, in uno spirito il più vicino possibile all’anonimato.Terre des hommes è composta da tutti coloro che sono animati da un unico scopo comune: l’aiuto ai bambini. Chi aderisce a Terre des Hommes è ambasciatore e strumento di vita, sopravvivenza e conforto. Affinché nessuno possa restare uguale a prima: né coloro che soffrono, né coloro che potrebbero alleviare le sofferenze (…)” queste le parole del fondatore nella Carta dell’associazione che ne indica missione e codice etico.

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Con Sweetie settimana dopo settimana gli operatori dell’associazione si sono alternati al computer e hanno risposto alle richieste di sesso di uomini adulti ottenendo da loro veri dati personali, prove concrete servite su un piatto d’argento dagli stessi colpevoli sotto la spinta del delirio di onnipotenza e invisibilità che la rete assicura.
(Un breve documentario descrive il procedimento di identificazione dei pedofili progettato da Terre des hommes)
Sono circa un migliaio e vivono in 36 Paesi diversi i cacciatori a carico dei quali sono stati raccolti dati: 22 in Italia. Gente rispettabile quella che va in cerca di sesso con minori: imprenditori, medici, politici, impiegati, secondo le statistiche. Una giornalista del Messico, Lydia Cacho, ha raccontato la storia di uno di questi nel suo romanzo-inchiesta I demoni dell’Eden. Un proprietario di alberghi condannato a 112 anni di reclusione, 16 per ciascuno dei sette minori che ha ripreso nei suoi video.

Dolcezza è stata modellata sulla fisionomia delle centinaia di migliaia di bambini e bambine di Paesi poveri che uomini e donne adulte di Paesi ricchi cercano in rete. Si tratta di bambini che agiscono da casa, dagli internet cafè o da veri e propri covi sessuali dove vengono costretti in schiavitù. Bambini che spesso vengono rapiti e fatti prigionieri, in altri casi bambini spinti dai genitori stessi, molto poveri, a vendersi per poco denaro.
Il commercio sessuale on line è un fenomeno in crescita vertiginosa: comodo, facile, un business a basso prezzo. Nelle sole Filippine sono migliaia le vittime di questo sfruttamento. In meno di due mesi Terre des hommes ha identificato oltre mille adulti pronti a pagare bambini nei Paesi in via di sviluppo per prestazioni sessuali davanti alla webcam, consegnando le registrazioni ottenute all’Interpol e promuovendo una petizione internazionale per fare pressione sui governi affinché mettano in atto delle politiche investigative previdenziali come quella tecnologica collaudata da Sweetie.

Nonostante infatti il “turismo sessuale” minorile via web sia proibito dalle leggi della maggior parte dei paesi solo 6 pedofili sono stati messi in carcere per questo tipo di crimine.

Il problema maggiore è che non vengono intraprese azioni punitive finchè le vittime non sporgono denuncia, ma nella maggior parte dei casi i bambini non possono denunciare in quanto costretti e controllati dalla famiglia o da veri e propri “padroni”. La proposta di Terre des hommes punta a far sì che i governi introducano la possibilità per gli organi di polizia di vigilare preventivamente sugli hotspot pubblici dove giornalmente avvengono questi abusi che sono in grado, secondo gli studi, di devastare la psiche delle piccole vittime in modo analogo ad un reale abuso fisico. I minori soffrono di crisi depressive, stress post traumatico, hanno comportamenti autodistruttivi, fanno ampio uso di droghe e/o alcool.

Le associazioni avvertono: qualsiasi bambino da solo davanti al pc può essere adescato. I predatori sessuali si celano dietro la possibilità che la rete dà di non essere visti, di deformare e falsificare la propria identità. Si nascondono e agiscono in modo ancora più subdolo e pericoloso. Sono dall’altra parte del mondo, chi può vedermi?
Invece Sweetie vede tutto e non importa che sia virtuale perché se la credi reale è vera.
Ed è un’esca perfetta da gettare negli abissi bui del mare del web.

Alessia Carsana
@alessiacarsana
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