Una domenica di ordinario squadrismo a Cremona

Domenica 18 gennaio, poco dopo le ore 18, il Centro Sociale Autogestito Dordoni di Cremona ha subito un’aggressione da parte di una cinquantina di militanti fascisti.
Essendo domenica, nel centro sociale erano presenti non più di sette o otto persone, intente in piccoli lavori di sistemazione, che hanno dapprima subito un assalto condotto da una decina di fascisti di Casapound armati di spranghe, cinghie e bottiglie, a cui se ne sono aggiunti poco dopo altri quaranta, provenienti da una via laterale che porta al centro della città.

Nello scontro Emilio, un quarantanovenne padre di tre figli, storico compagno cremonese che ha contribuito alla nascita dello stesso CSA Dordoni, viene colpito al volto da una sprangata e rimane privo di sensi a terra, venendo poi ripetutamente preso a calci in testa da vari aggressori. Grazie anche ad alcuni estintori, i compagni del centro sociale riescono ad allontanare i fascisti per il tempo necessario a recuperare Emilio e a chiudersi dentro il portone mentre gli aggressori cercano di abbatterlo. Dall’interno viene chiamata un’ambulanza che arriva quando l’uomo è già in coma.

La celere, una volta sopraggiunta con una quindicina di camionette, ha identificato e immediatamente rilasciato i fascisti che avevano condotto l’aggressione; nei momenti di tensione che accompagnavano il rilascio di questi ultimi si è verificata una carica di alleggerimento nei confronti dei militanti del centro sociale, al fine di permettere l’allontanamento dei fascisti senza ulteriori complicazioni.

Emilio ha riportato un edema polmonare e un’emorragia interna limitata alla scatola cranica. Appena giunto in ospedale le sue condizioni sono apparse subito gravissime, è stato mantenuto in coma farmacologico con prognosi altamente riservata. Giungono migliori notizie nella mattina di oggi, martedì 20, quando il risultato della TAC ha mostrato che l’ematoma cerebrale sta migliorando. Tuttavia si è riscontrato un danneggiamento della pleura, e il polmone destro è interessato da un versamento di sangue, che sta venendo drenato; anche il nervo ottico è fortemente compromesso,  cosa che potrebbe comportare la perdita di un occhio. In ogni caso è probabile che oggi stesso venga tentato il risveglio dal coma farmacologico.
Secondo i compagni del CSA Dordoni che hanno subito l’aggressione è certa la presenza di fascisti provenienti da varie città dei dintorni. Infatti, se pur a Cremona sia presente una sede di Casa Pound, Lo Stoccafisso, in uno spazio privato autorizzato dal comune come circolo aperto al pubblico, quest’ultima conta all’incirca quindici militanti.

Aggressione fascista a Cremona

Poco prima dell’accaduto si era svolto il derby Cremonese-Mantova, presso lo stadio Giovanni Zini, situato a circa duecento metri dal centro sociale. Secondo Michele del CSA Dordoni, intervistato da Radio Onda d’Urto, già durante la partita alcuni tifosi avrebbero notato facce nuove nella curva della Cremonese, e sarebbero stati presenti ultrà di una parte della curva nord del Brescia notoriamente fascista e gemellata col Mantova. Pare inoltre siano stati riconosciuti anche militanti dell’estrema destra provenienti da Vicenza e da Parma.

I media locali hanno inizialmente parlato di uno scontro tra tifoserie; poi, quando è stata chiarita la matrice politica, si è parlato di una maxi-rissa. In ogni caso la reale dinamica è decisamente di stampo squadrista e, vista l’aggregazione di militanti provenienti da varie città, è praticamente certo si tratti di un’azione premeditata.
Nel frattempo Casa Pound Cremona ha rilasciato una dichiarazione goffa e vittimistica che tenta maldestramente di rovesciare del tutto l’accaduto: “Oggi dopo la partita Cremonese-Mantova una decina tra nostri militanti e simpatizzanti sono stati aggrediti nel parcheggio dello stadio da militanti armati del centro sociale Dordoni. Uscendo dal bar adiacente lo stadio abbiamo trovato nel parcheggio un gruppo di autonomi usciti dal centro sociale armati di spranghe e bastoni a tenderci un agguato. Siamo stati caricati e ci siamo difesi, costringendo gli aggressori a scappare dentro il centro sociale e permettendo loro di raccogliere chi era ferito. Uno dei nostri è stato portato in ospedale con ferite alla testa ed è ora sottoposto ad accertamenti neurologici”.
Una narrazione che suona oggi di amara ironia, e altrettanto impregnata di vittimismo, era già stata adottata dal responsabile di Casa Pound Cremona, Gianluca Galli, durante le proteste antifasciste del 2013 svoltesi in concomitanza all’inaugurazione dei locali de Lo Stoccafisso, quando aveva affermato: “Su Casa Pound ci sono solo pregiudizi nati per la scarsa voglia di informarsi e di confrontarsi con noi. Non predichiamo nessuna forma di violenza, lotta o squadrismo. Non siamo omofobi o xenofobi. Basterebbe documentarsi su quali sono le nostre attività per scacciare ogni dubbio”. E riguardo agli attivisti del CSA Dordoni: “Noi non andiamo mai a cercarli, sono loro che cercano in ogni modo lo scontro”.

Sugli scontri è intervenuto in chiave anti-leghista Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza della Segreteria nazionale del Partito Democratico:

“La natura violenta dei comportamenti che vedono protagonisti gli squadristi di Casa Pound, conferma quanto sia inaccettabile l’alleanza politica tra la Lega di Salvini e questo ben noto movimento neofascista”.

Ha inoltre affermato che il PD ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Alfano chiedendo la ricostruzione dei fatti e la verifica dell’operato di Casa Pound. Anche SEL, tramite il coordinatore Nicola Fratoianni, ha chiesto chiarimenti al ministro. Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, ha invocato la chiusura di Casa Pound. Decisamente più imbarazzante invece, nella sua equidistanza, la dichiarazione di Roberto Galletti, Segretario Cittadino del Partito Democratico di Cremona: “La Segreteria Cittadina del Partito Democratico di Cremona esprime preoccupazione per il pesante clima di tensione che aleggia in città e che nella serata di domenica 18 Gennaio, a seguito dello scontro tra membri di Casa Pound e del Centro Sociale Dordoni, si è tramutato in un’esecrabile azione violenta. Il Partito Democratico cremonese condanna, ora e sempre, ogni episodio di violenza in ogni sua forma ed auspica che la cittadinanza tutta si unisca in una comune azione di contrasto a derive pericolose che nulla hanno a che fare con la politica e che si recuperi un rapporto pacifico e rispettoso di tutte le differenze.”.

Nella serata di domenica stessa, più di trecento compagni provenienti da varie città si sono ritrovati al CSA Dordoni per un’assemblea, in cui è stata indetta la manifestazione nazionale antifascista che si svolgerà a Cremona il 24 gennaio. Lunedì 19 gennaio è stata una giornata giornata di mobilitazione in tutta la penisola, con presidi e cortei, oltre che a Cremona, a Bergamo, Bologna, Brescia, Bussoleno, Cosenza, Livorno, Mantova, Pisa, Roma, Torino e Viareggio.
A Milano, in vista della manifestazione nazionale del 24, è stato indetto un presidio antifascista per mercoledì 21 gennaio alle ore 18 in piazza San Babila.

Stefano Santangelo
@sfnsnt

Stefano Santangelo
Studio lettere, scrivo e fotografo. Sarò un gonzo, ma mi piace il giornalismo di parte.

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