Del: 18 Marzo 2015 Di: Stefano Colombo Commenti: 0

Stefano Colombo
@Granzebrew

Benjamin Netanyahu è il vincitore delle elezioni israeliane. Il suo partito, il Likud, si è confermato come la prima forza politica, ottenendo 30 seggi su 120 alla Knesset (assemblea) e smentendo i sondaggi che lo vedevano alla pari – se non addirittura sotto – del blocco sionista capitanato dal partito Laburista di centro sinistra di Isaac Herzog, fermo a 24 seggi.
I terzi classificati sono i partiti arabi, che questa volta si sono presentati in blocco e hanno conquistato 14 seggi. Al quarto posto il neonato Kulanu di Moshe Kahlon, che se ne aggiudica 11. A seguire tutti i partiti dell’estrema destra, confessionale e laica, e l’estrema sinistra del Meretz.

Le elezioni si sono svolte in un clima rovente – in Israele la campagna elettorale è autorizzata anche durante lo svolgersi delle votazioni – e hanno registrato un’ affluenza superiore al 70%, con il maggior numero di elettori alle urne da oltre 20 anni.

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Netanyahu ha bissato il successo elettorale ottenuto nel 2013, incrementando i seggi del suo partito e potendo disporre di una maggioranza più ampia e soprattutto ancora più schierata a destra. È prevedibile, infatti, che una buona parte delle forze nazionaliste come Israel Beitenu, il partito di Avigdor Liberman in calo rispetto alle scorse elezioni, si alleeranno con Netanyahu per formare il suo quarto governo, nonostante il Presidente della Repubblica Reuven Rivlin si fosse espresso per un governo di unità nazionale.

Pochi giorni fa Netanyahu aveva alzato ulteriormente la temperatura, dichiarando che se fosse stato rieletto non avrebbe tollerato l’esistenza di uno stato palestinese durante il suo governo. Le forze palestinesi sono già sulla difensiva: Yasser Rabbo, segretario Generale dell’Olp, ha già dichiarato che ”Israele ha scelto la via della colonizzazione” anziché quella del negoziato; Hamas ha addirittura definito ”terroristi Netanyahu e tutti quelli che l’hanno votato”.
Ora non resta che aspettare la formazione del nuovo governo: Netanyahu giura che vedrà la luce entro tre settimane.

Stefano Colombo
Studente, non giornalista, milanese arioso.

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