Graziano Delrio come de Coubertin
L’importante non è vincere ma sopravvivere

Francesco Floris
@Frafloris

“In riconoscimento del sacrificio offerto per la Patria”.

Con questa motivazione è stata consegnata la medaglia d’argento al valore militare dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, al figlio di Paride Mori – nome che ai più non dice granché, forse perché meglio noto nella discarica della Storia come il fondatore della “Brigata Mussolini”.
Pubblichiamo in esclusiva le alte onorificenze promosse da grazia graziella Graziano grazie al contributo e alla disponibilità di Palazzo Chigi.

Delrio premia Benito Mussolini
Per i progressi raggiunti nella ginnastica artistica.

Benito Mussolini assieme alla nazionale italiana di ginnastica artistica sincronizzata
Benito Mussolini assieme alla nazionale italiana di ginnastica artistica sincronizzata

Delrio premia Erode il Grande
In riconoscimento del suo contributo pedagogico al Babysitting.

Delrio premia l’Inquisizione
Grazie ad essa abbiamo scoperto che la carne umana non è ignifuga.

Delrio premia gli Unni
Delrio detesta Roma.

Delrio premia Maria Antonietta
Indispensabile il suo ruolo nell’affermarsi della gastronomia basata sulla farina di grano.

Delrio premia Carlo Magno
Per la sua riforma del mercato del lavoro.

Delrio premia il cacciatore della mamma di Bambi
Per aver fatto centro con un solo colpo su un bersaglio in movimento.

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Delrio premia la strage di Bologna
Perché ci sono treni che passano una sola volta nella vita.

Delrio premia Jack lo Squartatore
Aggiungendo che anche Johnny Deep non è male.

Delrio premia le foibe
Gli scavi di Expo sono meno profondi.

Delrio premia Chernobyl
Per la prima volta potevi mangiare l’insalata scondita.

Delrio premia Alberto Stasi
Indossava ottime calzature.

Delrio premia Satana
Ha battuto l’Occidente sul tempo in materia di global warming.

Delrio

Graziano Delrio – un uomo e un perché, un pizzetto e un per come, un collo taurino sul quale appoggiare la propria inutilmente ingombrante testa – si è dunque difeso sostenendo di aver ereditato quest’amore per le medaglie agli sconfitti dopo aver letto e riletto le pagine dell’immenso Pierre de Coubertin, padre nobile dello sport contemporaneo e occasionalmente antisemita: “L’importante non è vincere ma partecipare”.
E difatti le camice nere si adunavano per la battaglia al grido di:

“Partecipare e parteciperemo!”.

Francesco Floris
BloggerLinkiesta
Collaboratore de Linkiesta.it, speaker di Magma, blogger.

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