Le sei meraviglie dell’arte di Milano: Il bacio di Francesco Hayez

Alessandra Busacca
@AleBusacca1

Nel cuore di Milano, a Palazzo Marino, sede del Comune, si apre una lunga serie di incontri dedicati a sei delle opere più significative dell’arte scultorea e pittorica milanese. Il 3 giugno Fernando Mazzocca, storico dell’arte formatosi all’Università Normale di Pisa, ha scelto di presentare “Il Bacio” di Francesco Hayez (1859), fervente esponente del romanticismo italiano, patriota e sostenitore del neonato stato italiano, che di lì a qualche anno, nel 1861, firmerà la sua unità, fragile e attesa.
Il dipinto non è solo manifesto di un ideale estetico, ma anche di un ideale politico. I colori, un’unione tra il rosso del mantello dell’uomo e l’azzurro, colore freddo, del vestito della giovane, nascondono un significato allegorico ben preciso e sottolineano l’alleanza avvenuta tra il regno di Francia e quello d’Italia negli Accordi di Plombieres del 1858.
Si potrebbe così interpretare il bacio come quello dato alla Francia dall’Italia, che le è riconoscente?

“Hayez fu ossessionato — dice Mazzocca — dal tema del bacio”: due amanti si sfiorano per sigillare con un tocco di labbra il loro patto d’amore.

Il titolo dell’opera, così come lo conosciamo noi, non è quello originario, ben più lungo: “Il bacio, episodio della giovinezza, costumi del secolo XIV”; nessuna indicazione storica precisa, nessun evento particolare. C’è chi ha identificato i due amanti con Paolo e Francesca quale omaggio a Dante. La figura dell’uomo nell’apertura d’ombra sulla sinistra del quadro, potrebbe quindi essere Gianciotto, il marito tradito, e il bacio tra i due sarebbe quindi l’ultimo.
Altri hanno pensato ad un richiamo a Romeo e Giulietta, ma il pittore già aveva rappresentato i personaggi shakesperiani nel dipinto del 1823, intitolato proprio “L’ultimo bacio di Romeo e Giulietta”, clamorosamente criticato con queste parole: “Quel bacio non è il tenero amore di una pura anima incantata, è voluttuoso”. Ma purezza e desiderio sono due facce della stessa medaglia: amore non può esistere se c’è l’uno e non l’altro. Malizia e ingenuità si cercano a vicenda come il serpente che si morde la coda. E Mazzocca ci mostra come anche Hayez non fosse esente da una visione passionale e libertina dell’amore. Sono stati trovati diciannove disegni su cartavelina esplicitamente erotici del pittore milanese. La sua amante Carolina Zucchi divenne presto anche sua modella prediletta e le forme carnose della giovane donna si tramutarono in linee curve di grafite nelle pose più ardite.
La fama del dipinto di Hayez si diffuse a tal punto da divenire icona indiscussa dell’immaginario romantico. Luchino Visconti prenderà l’immagine a modello nella scena centrale del film “Senso” del 1954, dove Franz Mahler, tenente austriaco interpretato da Farley Granger, bacia la contessa Livia Serpieri (Alida Valli).
La prossima meraviglia che sarà presentata a Palazzo Marino sarà “Lo sposalizio della vergine” di Raffaello spiegato da Cristina Acidini il 1 luglio 2015.

Alessandra Busacca
Nata a Milano il 20 Febbraio 1993.
Professione: studentessa.
Non so dire altro di me che non possa cambiare; e del nome non sono poi così sicura.

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