Porno terapia

Lo sguardo, o meglio la vista, è alla base della pornografia. La pornografia è la concretizzazione visiva dell’erotismo umano, la possibilità di percepire con i sensi le pulsioni create dal nostro immaginario.

Per secoli l’immaginazione, più correttamente il pensiero, ha rappresentato la vera pornografia; l’arte greco-romana, le xilografie orientali e le stampe europee a cavallo tra ‘400 e ‘500 sono stati strumenti asserviti all’eros, alla facoltà dell’uomo di dare spessore al piacere della mente.

Attraverso un processo storico-culturale il rapporto tra desiderio, creazione e fruizione si è però incrinato, portando ad una quotidianità che fa sempre più uso della vista e sempre meno del pensiero per ricercare il piacere.

In Shame, film del 2011 diretto da Steve McQueen, il protagonista – interpretato da un eccellente Michael Fassbender – è un uomo d’affari dipendente dal sesso e da tutti gli stimoli di natura sessuale.
In una delle scene più significative del film, Brandon (Fassbender) non riesce ad avere un rapporto completo con una collega con cui era emotivamente coinvolto, poi il film stacca alla scena successiva che vede il protagonista completare l’atto sessuale con una prostituta. La pellicola, così facendo, ci da una chiara visione della precedente riflessione: il piacere derivante dall’incertezza del pensiero (erotismo) è soppiantata dall’immediatezza visiva propria della contemporaneità (pornografia).

Rule 34 of the Internet – “If it exists, there is porn of it; no exception”

Arrivati a questo punto si potrebbero elencare i numeri legati alla pornografia, i rischi per la salute, gli effetti sulla psiche umana, il valore economico e quello morale, terminando con un consolatorio “esiste il libero arbitrio ma la cecità è una brutta cosa”.
Fortunatamente il titolo dell’articolo suggerisce altro: porno terapia, ovvero come prendere di petto una questione spinosa come la pornografia senza (de)cadere nel bigottismo o nel cinismo.

Con la chiarezza e l’approccio filosofico che contraddistinguono i contenuti del canale YouTube, The School of Life ci introduce ad un nuovo modo di vedere (non per modo di dire) la pornografia. “Quando una persona ha un problema nutrizionale non le si impedisce di mangiare, si tenta invece di migliorare la sua alimentazione”. Il tentativo – semplice nell’esposizione ma difficile nella realizzazione – è quello di applicare il ragionamento al consumo di materiale da bollino rosso. Creare better porn per stabilire un legame tra il materiale pornografico e lo spettro di idee e sentimenti legate alla quotidianità sopra citata: amore, gentilezza, intelligenza e via dicendo.

Il primo passo verso questa concezione lo fa proprio The School of Life, creando un sito in grado di riavvicinare erotismo e pornografia, accomunando – come era per gli antichi – il piacere della mente con quello del corpo. Così facendo l’utente non è più un numero o una visualizzazione, è colui che procura a se stesso il piacere in maniera consapevole e pacificata.

Citando David Foster Wallace, che sono sicuro apprezzerebbe il contesto, non dobbiamo smettere di ricordarci più e più volte: questa è acqua, questa è acqua.

Jacopo Musicco
“Conosco la vita, sono stato al cinema."

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