Cos’è successo a Philadelphia?

Laura Loguercio

Philadelphia, 1 gennaio 2016. Come ogni anno le strade principali della città sono state riempite dal pubblico accorso in occasione della “Mummers Parade”, una parata organizzata fin dalla metà del XVII secolo per festeggiare l’inizio del nuovo anno. Le origini antiche dell’evento hanno contribuito a caratterizzarlo con usi e costumi oggi apertamente considerati irrispettosi: fino al 1964, ad esempio, sfilavano i blackfaces, attori con il volto pitturato di nero posti a rappresentanza delle minoranze etniche e del loro ruolo di subordinazione verso i bianchi. Caratteristica era anche la presenza delle cosiddette wenches (letteralmente: sgualdrine) come figure di supporto alle performance poiché la partecipazione di altre donne, anche tra il pubblico, rimase vietata fino agli anni Settanta. Nonostante oggi molte di queste tradizioni siano state vietate per indignazione popolare, la manifestazione non ha di certo acquisito un carattere pacifico.

Quest’anno, in particolare, ha avuto luogo una contro-marcia di protesta organizzata dalla Philly Coalition for Real Justice. La PCRJ, tramite la sua pagina web, ha invitato gli attivisti a riunirsi nello stesso luogo e alla stessa ora dell’evento ufficiale dichiarando di voler utilizzare la tradizionale Mummers Parade allo scopo di sensibilizzare in maniera pacifica gli abitanti della città su temi quali “la violenza delle forze dell’ordine, la lotta per il salario minimo, il sistema educativo elitario, immigrazione e problemi ambientali”. L’idea ha avuto un grande seguito e ha portato movimenti come #BlackLivesMatter ad unirsi a giullari e attori nella marcia. Tre partecipanti a questa manifestazione, tra cui due degli organizzatori, sono stati arrestati.

mummers parade

Contestualmente, si sono verificati atti di razzismo in risposta all’iniziativa organizzata dalla Coalition for Real Justice esemplificati dalla presenza di blackfaces con cartelloni e travestimenti volti a prendersi gioco del movimento anti-razzista utilizzando sgloan quali “Shark Lives Matter” (abbinati a costumi da squalo), “Pirates Lives Matter” e “Wenches Lives Matter”. La parata ha fatto da sfondo anche a episodi di discriminazione verso le persone transgender con riferimenti, in particolare, al caso  Bruce/Caitlyn Jenner. Un uomo vestito come il noto ex atleta si è infatti aggirato tra la folla con una scatola di cereali Wheaties, in passato sponsorizzati da Jenner, per poi indossare un corsetto bianco e cantare “I’m coming out” e “Dude looks like a lady”  circondato da ragazze in abiti succinti e portando tra le mani la copertina di Vanity Fair in cui appare Caitlyn.

La condanna verso questi atti di razzismo e omofobia si è rapidamente diffusa tra i social network grazie all’hashtag  #BeRespectful lanciato dal sindaco di Philadelphia, Jim Kenny, che ha dichiarato riguardo all’episodio Jenner: “è stato cattivo e irrispettoso verso molto abitanti di Philadelphia. I nostri cittadini transgender non meritano questo tipo di insulti”.

I tristi eventi che hanno caratterizzato la parata quest’anno non hanno fatto altro che giustificare ciò che molti cittadini pensano da anni: la Mummers Parade è ormai un evento superato che deve continuare a esistere solo nei libri di Storia.

 

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