I 10 che non giocheranno a questo All Star Game

Francesco Porta

Si avvicina il week end dell’All Star Game di NBA, che quest’anno si giocherà a Toronto il 14 Febbraio. A calcare il parquet saranno i migliori giocatori della lega e chi ha ricevuto più voti dai fan. Probabilmente nella vostra bacheca Facebook vi sarete imbattuti nell’hashtag “Danilo Gallinari #nbavote” a sostegno del cestista italiano sempre più protagonista della stagione dei suoi Nuggets. I quintetti titolari della Western e Eastern Conference infatti sono scelti dai tifosi, che hanno chiamato all’unanimità Kobe Bryant, alla sua ultima stagione da professionista. Gli altri giocatori sono ovviamente tra più noti, come Carmelo Anthony, Wade, Curry (MVP della scorsa stagione) Paul George e Lebron James, ma nel meraviglioso panorama della National Basket Association ci sono atleti che per un motivo o per l’altro potrebbero meritare di entrare a far parte della notte delle stelle.

 
Ecco i grandi esclusi della Western Conference:
Come playmaker, DJ Augustine, che forse approfitta del fatto che in NBA l’infrazione di passi non la fischiano sempre sempre.

Come guardia, visto che siamo tutti in vena nostalgica per Kobe, perché non schierare Vince Carter, che attualmente veste la maglia di Memphis ed è anche lui prossimo al ritiro? Già vincitore dello Slam dunk contest nel lontano 2000 a 38 anni suonati schiaccia ancora senza troppi problemi il vecchietto

I ruoli delle ali è troppo semplice assegnarli – due veterani della lega come Metta World Peace e Josh Smith devono essere presenti in uno Star Game: l’amico dei panda torna a Los Angeles dopo una breve (ma intensa) parentesi italiana a Cantù e non ha perso quella grinta che gli valse il premio come difensore dell’anno nel 2004

Smith dopo un lungo periodo ad Atlanta è stato protagonista di molte trade negli ultimi anni, ma non importa quale casacca indossi, cercherà sempre di portarsi a casa il ferro

Infine Enes Kanter, il centro di Oklahoma City. Una scelta obbligata: non ci sono molti centri capaci di colpire il telefonino di uno spettatore con un tiro dalla propria metà campo.

Per la Eastern Conference nel ruolo di playmaker: Mo Williams di Cleveland: poveretto! All’ombra di Irving, uno dei migliori della lega, non ha tutto lo spazio per esprimersi al meglio. E dire che l’anno scorso ha segnato 52 punti in una sera.

Nel ruolo di Guardia rimaniamo tra le file dei Cavs: chi ha seguito le scorse finals NBA forse ricorda le mattonate che tirava il buon vecchio J.R Smith.

Come lungo, direttamente dai Washington Wizards, il brasiliano Nene, perché se hai stoppato Lebron James ti puoi permettere un posto al All Star Game

Come ala grande ecco Andrea Bargnani! Tanto trascinatore dell’Italbasket quest’estate agli europei, tanto denigrato da tutto il panorama americano, anche se non era partito male con i Nets questa stagione.

Per concludere come centro Walter Tavares: classe 1991 e alto 2 metri e venti, attualmente in forza ad Atlanta. I centri in America non sono noti per la loro tecnica sopraffina e tra i giocatori che coprono questo ruolo dilaga una certa “ignoranza” atletica, guardate come il buon Walt va a prendersi un rimbalzo offensivo

E se siete appassionati di Basket “ignorante” vi suggerisco di recuperare l’All Star Game Italiano.

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