20mila docenti esasperati boicottano il progetto di valutazione della qualità della ricerca

È in atto una protesta che coinvolge circa 20000 docenti universitari degli atenei di tutta Italia contro il mancato recupero dell’anzianità ai fini giuridici sancito dalla nuova legge di stabilità a partire dal 2016.

La categoria dei docenti universitari ha subito un blocco delle retribuzioni della durata di cinque anni, dal 2011 al 2015. Un blocco di tale durata non ha eguali in tutto il pubblico impiego. La magistratura, per esempio, ne è esente già dal 2012, anno in cui la Consulta ha dichiarato incostituzionali eventuali blocchi delle retribuzioni dei magistrati ai fini della loro autonomia, e gli scatti stipendiali dei docenti della scuola inferiore sono stati ripristinati nel 2014. Dal 2016 anche i blocchi stipendiali di professori e ricercatori universitari sono stati terminati. Per un docente che sia entrato in carica pochi anni prima dell’entrata in vigore del blocco, è stato stimato un mancato introito di 83.000 euro per i ricercatori, 100.000 per i professori associati e 140.000 per i professori ordinari. Al di là della perdita economica, ciò che ha causato le più recenti proteste è il mancato recupero dell’anzianità a fini giuridici, in pratica il mancato riconoscimento di cinque anni di lavoro. Chi veramente è penalizzato dalla mancanza di riconoscimento degli scatti di anzianità del quinquennio non sono i professori ordinari, che sono ormai giunti all’ultimo stadio della loro carriera universitaria, ma professori associati e ricercatori.
È importante notare che, in Italia, il docente universitario inizia a lavorare con stipendi molto bassi, e solo a fine carriera può aspirare a raggiungere uno stipendio pari a quello di altri docenti universitari di Paesi occidentali.

Per protestare contro tutto ciò, il 25 giugno 2015 il professor Carlo Ferraro, del Politecnico di Torino, appoggiato da ottomila docenti universitari, provenienti da 65 università italiane, ha dato inizio a uno sciopero che conta oggi circa 20000 docenti. La protesta consiste nel boicottare il progetto di valutazione della qualità della ricerca, VQR, promosso dall’ANVUR, agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Il VQR dovrebbe classificare gli atenei, e di conseguenza distribuire i finanziamenti, in base alla valutazione dei prodotti della ricerca inviati dai singoli docenti (si tratta della selezione di 2 o 4 pubblicazioni dal lavoro degli ultimi anni). La protesta consiste quindi nel rifiuto di selezionare e sottoporre i propri prodotti alla valutazione.

Si tratta di uno sciopero insicuro. I docenti che aderiscono non solo rischiano di danneggiare se stessi e la propria carriera, risultando inattivi negli ultimi anni, ma minano anche la possibilità del proprio ateneo di appartenenza di ricevere più fondi.
Alcuni docenti che hanno preso parte alla protesta lamentano pressioni non confermate da parte dei rettori, che temono danni nei confronti dei propri istituti. Per vanificare il boicottaggio, si potrebbe incaricare terzi di selezionare i prodotti della ricerca degli scioperanti per inviarli alla valutazione del VQR. Un’azione del genere, qualora avvenisse, potrebbe essere suscettibile di denuncia o per accesso abusivo alla banca dati dei docenti – un reato che tuttavia probabilmente non sussisterebbe, visto che le università hanno gli accessi alle banche dati dei propri dipendenti – o per trattamento abusivo delle pubblicazioni di questi ultimi.

La situazione, al momento, è in stallo e le scadenze per la sottoposizione dei prodotti di ricerca alla VQR sono stati ulteriormente prorogati.

Si allega qui sotto il modello di lettera da inviare al rettore di un’università per comunicare la propria astensione dall’ultima VQR, così come inviato dal professor Carlo Ferraro ai suoi colleghi.

Modello di lettera al Rettore per comunicare la propria astensione dalla VQR 2011-2014

Oggetto: Astensione temporanea dalla procedura ministeriale di Valutazione della Qualità della Ricerca 2011-2014 (VQR)
Magnifico Rettore dell’Università di ………,
il/la sottoscritta, Docente presso questa Università,

  • manifesta profonda insoddisfazione per il mancato riconoscimento giuridico del quinquennio 2011-2015 ai fini delle progressioni stipendiali, considerato che la nuova legge di stabilità si limita a non prorogare il blocco delle classi e degli scatti stipendiali per il 2016;
  • rileva che solo la Docenza Universitaria, fra tutte le categorie del pubblico impiego, è stata soggetta a un così lungo perdurare del blocco delle progressioni stipendiali;
  • prende atto che è in essere una protesta della Docenza a livello nazionale volta ad ottenere lo sblocco delle classi e degli scatti stipendiali con decorrenza 1° gennaio 2015, come tutte le altre categorie del pubblico impiego, e il riconoscimento ai soli fini giuridici dell’anzianità per il quadriennio 2011-2014, già concesso a tutte le altre categorie del pubblico impiego;
  • condivide le modalità della protesta, e in particolare la proposta di astensione temporanea dei Docenti Universitari dalla collaborazione attiva alla procedura ministeriale di Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2011-2014;
  • comunica di aver aderito alla protesta nella forma suddetta, e quindi (qui scegliere fra quanto segue ciò che si è fatto o si farà) non ha selezionato le pubblicazioni per la VQR, non ha caricato sul portale IRIS i prodotti della ricerca, ovvero i pdf, non ha chiesto il codice ORCID, non ha effettuato l’associazione ORCID-IRIS, ha cancellato l’associazione ORCID-IRIS, e non darà la propria disponibilità a fare da valutatore;
  • dichiara di essere Docente attivo in tutte le attività previste dal ruolo accademico e pertanto si riserva di adire tutte le azioni, anche legali, nei riguardi di chiunque dovesse classificarlo come “docente inattivo”, così come si riserva di adire analoghe azioni nei riguardi di chiunque effettuasse per suo conto azioni lesive delle sue prerogative o azioni che le attuali procedure della VQR riservano alla sua persona, quale la scelta delle pubblicazioni da sottoporre alla VQR.
Bianca Giacobone
Studentessa di lettere e redattrice di Vulcano Statale. Osservo ascolto scrivo. Ogni tanto parlo anche. E faccio il mondo mio, poco per volta.

Commenta