Del: 23 Marzo 2016 Di: Redazione Commenti: 0

Carlotta Fantuzzi

In occasione del quindicesimo anniversario dell’uscita cinematografica del primo film della trilogia del Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, la Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro sinfonico di Milano Giuseppe Verdi ha organizzato un concerto straordinario, la proiezione del film in lingua originale sottotitolato in italiano accompagnato dalla performance dal vivo della colonna sonora composta da Howard Shore.
Le performance si sono tenute fra il 18 e il 20 marzo presso l’Auditorium Verdi di Milano, un’ambientazione suggestiva e forse un po’ anomala per una rappresentazione cinematografica, che però attraverso la meravigliosa mediazione dell’orchestra dal vivo trova la sua strana ma sublime collocazione. La colonna sonora composta da Howard Shore, che merita di essere presa in considerazione nella sua completezza di tutte e tre le pellicole, è valsa al compositore due Oscar, per il primo ed il terzo capitolo della trilogia, e un Golden Globe.
È un’opera gigantesca, una riscrittura in musica della sceneggiatura. Le quasi dieci ore di colonna sonora sono inseparabili, e già a partire da questo primo capitolo, magistralmente eseguito dall’Orchestra Sinfonica di Milano, in questa occasione diretta dal maestro Shih-Hung Young, ci vengono presentati quasi la totalità dei temi presenti nella trilogia. Il tema della Contea, caratterizzato da suoni celtici che ricordano la domesticità e la tranquillità della vita semplice, un tema che diverrà come un faro nell’oscurità soprattutto nei capitoli successivi in cui le vicende e le ambientazioni si fanno più cupe. Il tema degli Uomini, che fa qui la sua prima timida comparsa, “il limpido suono di chiare trombe d’argento” che diverrà uno dei temi portanti della serie. È qui che si compie nella sua maestosità eroica il tema della Compagnia, da Granburrone, passando per Moria fino ad arrivare alle cascate di Rauros, dove la Compagnia si frammenta, e sebbene non sarà mai più lo stesso il tema musicale, attraverso i tre film ci permette di capire che per quanto lontani, la Compagnia rimane unita nello scopo di difendere la Terra di Mezzo dal Maligno.

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Protagonista dei temi degli Elfi e dei Nani è il coro, composto da elementi che coprono tutto il range vocale dai soprani ai bassi, con l’accompagnamento di un coro di voci bianche. Il tema degli Elfi si estende per tutta la lunghezza della proiezione, nelle sue due varianti, quella di Granburrone e quella di Lothlorien. Per rappresentare la soavità e il mistero che circonda la razza più antica e saggia della Terra di Mezzo il compositore sceglie di affidare la maggior parte del cantato a voci bianche e ai registri più alti come soprani e mezzosoprani dando un tono orientaleggiante e dal sapore arcaico che ben rappresenta l’essere poliedrico di questa razza. Se la parte più alta viene sfruttata per il tema degli Elfi, la parte bassa è impiegata per rendere il tema gutturale dei Nani, grandi minatori che dalle profondità delle loro gallerie sotterranee nelle montagne vengono resi con il suono roboante dei tamburi e delle voci maschili.

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In uno scenario d’eccezione, dove la musica diventa protagonista in maniera così prorompente da sembrare quasi tangibile, la magia ideata non solo da Howard Shore, ma dal regista Peter Jackson si compie e l’Anello prende vita, è nella musica più che nel film infatti che lo strumento del Potere si personifica e diventa protagonista attraverso ben tre temi ad esso dedicati.
La poesia del Signore degli Anelli, scritto più di sessant’anni fa e portato sul grande schermo cinquant’anni più tardi, trova la sua espressione sublime in una musica che come un filo dorato riesce a cucire insieme il letterario e il cinematografico in un’esperienza unica e totalizzante.

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