Anonymous attacca Trump

Dennis Galimberti

“Caro Donald Trump, ti abbiamo osservato per tanto tempo e quello che abbiamo visto è profondamente inquietante. La tua campagna incoerente e piena d’odio ha sconvolto l’intero pianeta. Dici quello che il tuo pubblico vuole sentire, ma in realtà quello che dici è legato alla tua avidità e sete di potere—” si apre così il video con cui il gruppo informatico Anonymous dichiara guerra al candidato alla Casa Bianca Donald Trump. Già in precedenza il cyber gruppo aveva dato filo da torcere al tycoon americano attraverso attacchi al suo sito internet, alla rivelazione dei dettagli della sua vita privata e allo smantellamento della sua campagna elettorale sul web, tuttavia ciò che ci si aspettava dall’attacco dell’1 aprile doveva essere, nelle intenzioni del gruppo, qualcosa di più ampia portata rispetto a ciò che è stato in realtà.

Siti appartenenti a varie imprese di Trump, tra cui quello della sua catena di alberghi, sono stati messi fuori gioco per qualche ora, ma in generale il gruppo ha registrato forse il proprio primo flop.

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Ma cos’è Anonymous?

Il gruppo nasce nel 2003 e al momento conta migliaia di simpatizzanti e attivisti in tutto il globo. Tutti possono essere Anonymous e questo, forse, è il fattore che più di tutti gli ha permesso di crescere in maniera esponenziale, il progetto nasce dalla condivisione di programmi e script che i più esperti mettono a disposizione di chi si affaccia sulla scena, in modo che anche quest’ultimi possano dare un contributo alla causa.

Anonymous è apolitico, non ha gerarchie, non ha capi, l’unica divisione sostanziale all’interno di esso, oltre alla differenza tra “esperti” e “novizi”, è effettuata tra gli ‘activist’, gli attivisti che protestano in piazza, e gli ‘hacktivist’, coloro che invece si occupano degli attacchi informatici.

Il gruppo si batte per la libertà di espressione, di comunicazione, di informazione e tutti i diritti umani.

Le uniche regole comuni sono quelle di non effettuare attacchi di alcun genere a scuole, ospedali, TV, giornali o mezzi di informazioni.

Il movimento si riconosce nella maschera di Guy Fawkes resa simbolo della lotta contro le ingiustizie da V per Vendetta, e in un uomo con un punto di domanda al posto del volto — a sottolineare il fatto che non si presentino come singolo ma come gruppo e che chiunque possa essere Anonymous.

Nel corso degli anni si sono verificati innumerevoli attacchi contro un numero incredibile di obiettivi, tra i più presi di mira figurano la CIA, l’FBI, il KKK, l’ISIS e Scientology.

Nel 2009 attivisti di Anonymous in tutto il mondo, oltre 22mila, hanno fornito supporto e risorse agli iraniani scesi in piazza a protestare contro i brogli elettorali che avevano portato alla riconferma del presidente Mohamed Ahmadinejad.

Un anno dopo, dopo essersi schierato al fianco di WikiLeaks lanciando attacchi a Visa, MasterCard e PayPal, che avevano bloccato i conti di WikiLeaks, Anonymous ha attaccato la Tunisia.

A seguito dell’oscuramento di WikiLeaks nel Paese, Anonymous ha risposto, in una situazione già critica, pubblicando un messaggio online che denunciava il giro di vite del governo sulle proteste in corso direttamente sul sito web del governo tunisino. A causa delle proteste il presidente Ben Ali è stato rovesciato.

La più grande operazione su scala è del 2012. Anonymous è contro ogni forma di copyright e diritti d’autore in quanto limitano la libertà di cultura e informazioni e in seguito alla chiusura di Megaupload ha attaccato oltre 150 siti tra cui quelli della Casa Bianca, della NASA, e del Dipartimento di Giustizia.

Nel nostro Paese è presente un gran numero di attivisti che si sono resi protagonisti di attacchi contro l’Enel, come rappresaglia contro la costruzione di impianti in Guatemala che di fatto cacciavano le popolazioni locali, Equitalia, e contro siti di forze dell’ordine e Ministero dell’Interno per i fatti relativi allo sviluppo del processo del G8 a Genova e quello su Stefano Cucchi e alla soppressione delle proteste No-Tav.

Anonymous ha un canale YouTube, un blog, una pagina Facebook e un account Twitter in cui si possono monitorare le attività del gruppo e, volendo, anche iscriversi.

È affascinante capire il messaggio dietro questo progetto che come dichiarato da un attivista nel 2008, “…per la sua realizzazione tutti agiscono indipendentemente, senza volere alcun riconoscimento. Vogliamo solo raggiungere qualcosa che crediamo sia importante.” L’idea di fondo è che tutti possano partecipare per il raggiungimento del bene collettivo, non inteso come singola nazione, ma in quanto cittadini del mondo, senza che vi sia una ricompensa dietro le proprie azioni.

Emblematico l’attacco condotto contro Israele dopo i bombardamenti sulla striscia di Gaza, con un messaggio che probabilmente sintetizza tutto il pensiero del movimento:

“Cari cittadini di tutto il mondo, questo è Anonymous. Il governo israeliano ha ignorato i ripetuti avvertimenti sulla violazione dei diritti umani, bloccando internet e maltrattando i propri cittadini e quelli dei paesi vicini. Novembre 2012 sarà un mese da ricordare per le forze di difesa israeliane e le forze di sicurezza di internet. Colpiremo tutti i siti web che riteniamo essere nel Cyberspazio israeliano come rappresaglia per i maltrattamenti degli abitanti di Gaza. Israele, Anonymous ti ha inviato un chiaro avvertimento sul nostro intento di prendere il controllo dello spazio informatico israeliano in conformità con i diritti umani fondamentali di libertà di parola e di diritto a vivere. Alle 9 di mattina (fuso orario del Pacifico), sono stati attaccati 10.000 siti israeliani. L’attacco alla popolazione di Gaza, al popolo palestinese o a qualsiasi altro gruppo verrà considerato come una violazione degli obiettivi del collettivo Anonymous di proteggere i popoli del mondo. Israele, è nel tuo interesse cessare ogni ulteriore azione militare o le conseguenze peggioreranno di ora in ora. Tratteremo ogni ulteriore morte come un attacco personale ad Anonymous e reagiremo in modo rapido e senza preavviso. I nostri cuori sono con i bambini, le donne e le famiglie che stanno soffrendo in questo momento, a causa dell’abuso della potenza militare del governo di Israele. Fratelli e sorelle di Anonymous, vi invitiamo a protestare contro il governo israeliano e qualsiasi alleato della forza ostile. Ora è il momento per Anonymous di aiutare le persone che stanno soffrendo. Aiutate le persone che vengono sfruttate. Aiutate quelli che stanno morendo e ciò favorirà la collettività nel suo insieme. Noi cercheremo di portare la pace a Gaza a coloro che così disperatamente ne hanno bisogno. Chiediamo al collettivo Anonymous di hackerare il Cyberspazio israeliano con ogni mezzo necessario. Al governo israeliano diciamo che Anonymous si è stancato del suo bullismo e che ora pagherà le conseguenze delle sue azioni. Una guerra informatica è stata dichiarata allo spazio informatico israeliano. Vedrete esattamente ciò di cui siamo capaci. Israele, l’angelo della morte calerà sul vostro spazio informatico”

Anonymous non ha però intrapreso solo operazioni contro forze governative e di polizia, altra battaglia cara al movimento è quella condotta contro l’ISIS, cominciata nel 2011 e partita in massa dopo gli omicidi al Charlie Hebdo da tutti i gruppi Anonymous del mondo, con cui il gruppo ha portato la chiusura di oltre 10mila siti di reclutamento jihadisti. Guerra informatica totale resa attuale, purtroppo, dagli attentati a Bruxelles, dopo i quali Anonymous ha di nuovo giurato vendetta sullo Stato Islamico.
Il movimento è tuttora in crescita nonostante alcuni attivisti siano stati arrestati — mentre Internet pervade ogni aspetto della nostra vita, sembra che questo tipo di attivismo sia solo all’inizio.

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