I mille volti del Grande Gatsby

Francesco Porta

Sono passati ormai più di 90 anni da quando uno dei più celebri libri di Francis Scott Fitzgerald uscì sugli scaffali delle librerie americane: era il 10 Aprile 1925. Il grande Gatsby non trovò subito fortuna (in un anno vendette solo venti mila copie), anche a causa di alcune cattive recensioni, e quando Fitzgerald morì nel 1940 rimase convinto che il libro fosse da considerarsi un brutto fallimento: che nessuno l’avrebbe ricordato. 

Invece, durante gli anni della seconda guerra mondiale Il grande Gatsby divenne finalmente popolare e oggi è considerato uno dei classici della narrativa moderna americana.

Oltre alle numerosissime ristampe, in questi 91 anni la storia di Jay Gatsby ha esteso il proprio successo in moltissimi campi, tra cui non poteva mancare il cinema. L’omonimo film muto del 1926 è noto ormai nella storia del cinema solo come esempio di film perduto: non rimane nessuna traccia concreta del film, ma le recensioni e altre testimonianze ne certificano la passata esistenza. Diretto da Herbert Brenon, sembra che fosse molto fedele al romanzo: per la prima volta le atmosfere e i personaggi nati dalla mente di Fitzgerald venivano portati sul grande schermo.

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Prima del classico e amatissimo Gatsby interpretato da Robert Redford del 1974 e scritto da Francis Ford Coppola, esiste una trasposizione più vecchia del 1949, oggi non più reperibile per motivi di copyright, diretta da Elliott Nugent e interpretata da Alan Ladd. Si arriva così al più recente Gatsby interpretato da Di Caprio nel 2013, il film che ha aperto il 66° festival di Venezia. Meno fortunato, invece, lo sceneggiato televisivo degli anni 2000, interpretato da Toby Stephens (il villain di 007 la morte può attendere), Paul Rudd (oggi impegnato coi super eroi ;arvel nelle vesti di Ant-man) e Mira Sorvino, vincitrice di un Golden Globe nel 1996.

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Ma l’opera ha ispirato direttamente anche altri due film: G del 2002, un film drammatico in cui il protagonista, Summer G, cerca di recuperare l’amore perduto di Sky, un personaggio esplicitamente ispirato alla figura di Daisy, e Affluenza, uscito nel 2014, che omaggia il libro con molti riferimenti diretti. Prendendo spunto dal suo tema principale sviluppa una trama nuova che vede come protagonisti alcuni studenti.

A teatro, invece, le vicende di Jay Gatsby sono state riadattate recentemente da quattro grandi registi: il primo, Simon Levy, inglese, l’ha portato in scena per la prima volta nel 2006. Ne è nato un grande tour internazionale nel 2012, anno in cui Il grande Gatsby esordisce nel King’s Head Theatre di Londra, con la trasposizione musicale di Joe Evans. Prima di lui, già Gatz, nel 2010, si era piazzato primo nella classifica stilata dal New York Times dei migliori spettacoli “off-Broadway.

Nel 2015, infine, è stato annunciato che quest’anno andrà in scena in esclusiva nell’Arts Theatre — sempre a Londra — Gatsby.

Il romanzo vanta anche una versione musicale all’attivo: la premiére di The Great Gatsbycommissionata dalla New York American Opera, risale al 20 Dicembre 1999. Sempre in America nel 2010 è andato in scena un balletto, e nel 2013 anche gli inglesi hanno portato sul palco uno spettacolo, musicato da Richard Bennett.

Ovviamente Fitzgerald è tuttora ispirazione per molti scrittori e non solo per quanto concerne lo stile: Chris Bohjalian ha pubblicato nel 2007 The double blind, un romanzo in cui l’autore immagina Daisy e Tom Buchanan ormai vecchi e sposati, coinvolti in un’indagine intrigante circa un presunto figlio illegittimo di lei. La comica statunitense Sara Benincasa invece nel 2014 ha pubblicato Great, un romanzo per ragazzi ambientato ai nostri giorni, con protagonista Jacinta Trimalchio, praticamente una versione femminile di Gatsby. E, per non farsi mancare nulla, esistono anche due trasposizioni videoludiche: Classic adventure: The great Gatsby è un videogioco rilasciato per iPad nel 2012, un’avventura grafica vecchio stile, mentre nel 2011 come tributo alla vecchia e defunta console NES gli sviluppatori Charlie Hoey e Pete Smith, hanno sviluppato un videogioco in 8 bit.

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Tutto sommato non si può certo dire che l’opera di Fitzgerald, 91 anni dopo la sua pubblicazione, sia stata dimenticata.

 

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