Il gala della Heineken nel chiostro del Filarete

Nella mattinata di ieri, gli studenti di Festa del Perdono si sono ritrovati il chiostro d’onore transennato lungo tutto il perimetro, e il prato centrale interamente soppalcato da una struttura in parquet.

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I lavori sono cominciati nella notte di mercoledì e proseguono freneticamente oggi, con un viavai incessante di camion, operai e guardie private, mentre la struttura comincia ad acquisire una fisionomia definita: quella di una gigantesca sala da pranzo a cielo aperto
In occasione della finale di Champions League — che si terrà domani a San Siro — il chiostro centrale dell’Università è stato sostanzialmente affittato dalla Heineken, sponsor principale dell’evento, per una cena di gala privata (accessibile solo su invito), a cui — pare — parteciperà tra gli altri anche l’ex regnante spagnolo Juan Carlos, prima di recarsi allo stadio.

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Oltre ad essere privata, la serata ha tutta l’aria di essere stata organizzata frettolosamente e in segretezza. Da nessuna parte, infatti, si trova traccia di una comunicazione ufficiale. Né sui canali social di Heineken, né su quelli dell’Università.

(I social media manager della Statale sono meno solerti di quelli dell’Atac di Roma, a quanto pare.)

Laconicamente, il sito del sistema bibliotecario comunica la chiusura straordinaria della sala Centrale (l’unica aperta di sabato), senza nessuna motivazione. Il pensiero corre subito alla chiusura straordinaria della biblioteca Crociera “per esigenze istituzionali” — cioè per la cena privata di inaugurazione della settimana di Interni, durante il Salone del Mobile.

Gli studenti e le altre componenti universitarie sono infatti tristemente abituate a questo genere di manifestazioni, che fanno sembrare l’attività didattica quotidiana un effetto collaterale. Dietro lauti compensi, agli sponsor vengono aperti spazi che per gli studenti — che non è che non paghino, eh — restano normalmente chiusi, come il chiostro del Settecento e quello di Farmacia. La carenza di spazi per gli studenti è un problema reale che si protrae invariato da anni: manca da sempre uno spazio di ristoro che non sia la mensa (privata), e da quest’anno manca uno spazio di riunione per le associazioni studentesche, dato che l’Auletta A — dove si riuniva anche la redazione di Vulcano — resta inspiegabilmente chiusa.

Fonti interne all’Università, che preferiscono rimanere anonime, ci hanno detto che la somma notevole pagata da Heineken andrà tutta a favore della didattica e delle attività studentesche. (In realtà è il CDA a decidere dove allocare le entrate, di volta in volta). UniSì, principale lista di rappresentanza studentesca dopo le elezioni di pochi giorni fa, ha scritto al Rettore per chiedere chiarimenti.

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L’Ufficio Stampa dell’Università ha risposto alle nostre domande sulla vicenda, confermando che l’evento sia organizzato da Heineken, e che i fondi ricavati dalla sponsorizzazione saranno destinati al finanziamento di assegni di ricerca. Ci è stato comunicato inoltre che la biblioteca SA.FM. sarà aperta e accessibile dall’ingresso di via Francesco Sforza 36.

Rileviamo comunque che il regolamento per la concessione di spazi “per congressi e altre manifestazioni culturali” dice che le aree a verde sono tassativamente escluse da qualsiasi utilizzo.


 

Questo articolo è stato aggiornato alle ore 17:04 di venerdì 27 maggio 2016 con le dichiarazioni dell’Ufficio Stampa dell’Università degli Studi.

Sebastian Bendinelli
In missione per fermare la Rivoluzione industriale.

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