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Tornano i Borboni a Milano — precisamente in Statale

Il 24 settembre 1706, il Principe Eugenio entrava trionfalmente a Milano, alla testa di un esercito austro-savoiardo. Quel giorno segnò de facto l’inizio del dominio austriaco sul Milanese, e la fine del breve governo borbonico durato appena sei anni.

Nel 1700, infatti, Milano era passata, insieme a tutti gli altri territori del re di Spagna, a Filippo di Borbone duca di Angiò e nipote di Luigi XIV, salito al trono spagnolo dopo la morte di Carlo II d’Asburgo, con il nome di Filippo V. La successione spagnola era stato uno dei temi più caldi del XVII secolo: Carlo II era stato nell’impossibilità fisica di avere un erede alla sua vastissima monarchia, che includeva l’attuale Spagna (compresa Gibilterra), i Paesi Bassi spagnoli, le Americhe centro-meridionale (ad esclusione del Brasile), quasi tutte le piccole e grandi Antille, le Filippine, il Napoletano, la Sicilia, la Sardegna e il ducato di Milano. Sembrava, in un primo momento, che a succedere al re di Spagna sarebbe stato l’arciduca Carlo, figlio dell’imperatore e cugino del re. Tuttavia si mise di mezzo il Re Sole, che riuscì, con grandissima abilità, a convincere il re morente a lasciare tutti i suoi domini al nipote Filippo. Morto il re, scoppiò una grande guerra (la guerra di successione spagnola), avendo le nazioni europee capito che a regnare sugli immensi domini spagnoli non sarebbe stato tanto Filippo, ma lo stesso Luigi XIV. La guerra portò all’occupazione austriaca di Milano: il dominio borbonico sulla nostra città fu, per questa ragione, di soli 6 anni.

Ieri, 28 maggio 2016, dopo quasi 310 anni, i Borboni sono tornati a Milano – e, per l’esattezza, in Statale.

vagoXIVSembra, infatti, che tra gli ospiti d’onore alla grande festa organizzata da Heineken nel cortile d’onore della nostra Università ci fosse Sua Maestà il re di Spagna Filippo VI. Un Borbone, quindi, discendente di Filippo V, grande capostipite della dinastia dei Borboni di Spagna. Ma in Università, ieri, c’era anche un altro Borbone — anche se non è stato ancora accertato un effettivo legame di sangue: il nostro Magnifico rettore Gianluca Vago. Proprio ieri, infatti, il Magnifico ha vestito i panni (o meglio l’ermellino) del monarca assoluto per eccellenza: Luigi XIV, il Re Sole. Sua magnifica maestà ha deciso di chiudere, con decreto reale, la nostra Università per tutto il giorno, anche dopo aver promesso a UniSì che avrebbe tenuto aperto la biblioteca SA.FM.

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Del resto anche il vero Luigi, molto spesso, si vide costretto a rimangiarsi la parola data (gli ugonotti ne sanno qualcosa). Nel frattempo noi studenti, come il Terzo Stato di Sieyès, non abbiamo voce in capitolo in queste vicende: a mala pena ne veniamo informati. Solo il Magnifico, per diritto divino, decide. Del resto solo lui può affermare «Lo Stato sono io!», o meglio «La Statale sono io!».

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Guido G. Beduschi
Studente di Storia, da grande voglio incastellarmi. Ho una bicicletta.

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