Del: 17 Giugno 2016 Di: Redazione Commenti: 0

Carlotta Ludovica Passerini

Garanzia Giovani, o Youth Guarantee, è una misura europea che vuole migliorare il passaggio scuola-lavoro e abbattere il tasso di disoccupazione giovanile nei paesi dell’Unione.

Il provvedimento è stato adottato nel 2013 dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea, sulla base di esperienze di successo in Austria e Finlandia. Questi paesi hanno mostrato l’utilità dell’investire sul passaggio scuola-lavoro, al fine di contrastare la disoccupazione.

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Garanzia Giovani vuole offrire un’opportunità di lavoro o di formazione ai giovani europei entro quattro mesi dalla fine del loro percorso di studi o dalla perdita del lavoro.

Il target a cui si rivolge il programma comprende i giovani fra i 15 e i 29 anni, neo-diplomati, neo-laureati, disoccupati o inattivi. Questi, i cosiddetti Neet – Not in Education, Emplyment or Training – , in Italia ammontano a 2,2 milioni.

L’offerta prevista da Garanzia Giovani può variare da proposte di inserimento o re-inserimento nel mondo del lavoro. Spazia dai contratti di lavoro dipendente, di apprendistato all’avvio di lavori autonomi o iniziative imprenditoriali, alle opportunità di stage, tirocini, al servizio civile o al re-inserimento in un percorso di formazione specializzata.

Il provvedimento europeo offre tre tipologie di servizi: universali, da concordare con la persona e percorsi personalizzati.

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I primi sono servizi di base informativa e sono fruibili anche a distanza attraverso sistemi automatizzati. Consistono nell’e-learning, nel pre-orientamento scolastico e in quello formativo.

I secondi includono, invece, accoglienza e profiling, cioè individuare dei percorsi tenendo conto delle caratteristiche personali e formative del giovane.

Gli ultimi si basano su una rete di servizi individualizzati che propone percorsi di orientamento e di consolidamento delle competenze, attraverso una formazione specializzata, oltre che offerte di lavoro vere e proprie.

Garanzia Giovani in Italia ha una dotazione di risorse pari a 1,5 miliardi di euro, provenienti sia da fondi nazionali, sia dalla YEI, la Youth Employment Initiative.

Il primo marzo 2016, nel nostro paese, è partita la seconda fase del programma.
Nonostante gli incentivi, Garanzia Giovani non è decollata.

Su oltre un milione di iscritti, solo un giovane su tre ha potuto usufruire dei servizi proposti. Infatti, dei 700 mila presi in carico, soltanto 340 mila hanno avuto un’offerta.

Ad aver spopolato non sono le opportunità lavorative, ma stage e tirocini che hanno riguardato oltre il 60% dei giovani iscritti.

Qualcosa impedisce lo sviluppo di Garanzia Giovani. Forse è la mancanza di rete, forse la debolezza dei rapporti fra Stato, Ministero, regioni e privati, la cui collaborazione era prevista dal provvedimento.

Quello che per ora è certo è che il dato della disoccupazione giovanile, pari al 40%, e quello della dispersione scolastica, il 18%, stanno vorticosamente aumentando.

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