Da levante a ponente: Hokusai, Hiroshige e Utamaro in mostra a Palazzo Reale

Dopo la mostra Studio azzurro-Immagini sensibili conclusa lo scorso settembre, Palazzo Reale è già pronto ad accogliere un nuovo allestimento temporaneo che ritrae luoghi, personaggi e volti del tutto differenti dalle collezioni esposte precedentemente. Le cinque sezioni tematiche dello spazio espositivo ospitano duecento silografie policrome di Katsushika Hokusai, Utagawa Hiroshige e Kitagawa Utamaro, considerati i tre maggiori esponenti del “mondo fluttuante”, nome comune con cui viene identificato il genere di stampa giapponese impressa su carta. L’esposizione, che ha aperto i battenti il 22 settembre, curata da Rossella Menegazzo, docente di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale presso l’Università degli Studi di Milano, resterà visitabile al pubblico fino al 29 gennaio 2017.

Una storia complicata quella delle numerose opere presenti, per la maggior parte provenienti dall’Honolulu Museum of Art, alcune delle quali hanno acquistato notorietà in Occidente soltanto dopo esser state riprodotte su carta da imballaggio per oggetti preziosi provenienti dal Giappone.

Numerosi i titoli famosi: dalla “Grande onda” di Hokusai, alle trentasei vedute del monte Fuji, alla collezione delle 53 stazioni del Tokaido, fino all’ultima sezione quasi interamente dedicata ai ritratti delle bellezze orientali firmati Utamaro; tutti rigorosamente incorniciati in un’atmosfera creata grazie all’incastro di pannelli fluttuanti stampati e monocromatici, con richiami allo stile orientale tutt’altro che impliciti.

E’ proprio ispirandosi ad Hokusai che è stato lanciato anche un vero e proprio contest Instagram a colpi di hashtag “#followthewave” che, come la mostra, s’inserisce all’interno delle celebrazioni per il 150° Anniversario delle relazioni tra Italia e Giappone. Un’occasione unica per scoprire una forma d’arte che spesso viene messa in secondo piano, ma che in realtà è stata fonte d’ispirazione per grandi autori impressionisti come Van Gogh e Monet.

 

Giulia Bonizzi
Studentessa di logopedia che si diverte con le parole, soprattutto quelle che nessuno vuol dire . Perdo treni come forcine per capelli.

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