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La ‘Statale’ si trasferisce nella zona ex-Expo?

Il 19 luglio 2016 il rettore dell’Università Statale di Milano, Gianluca Vago, formalizzava durante un comunicato stampa la manifestazione d’interesse per lo spostamento della sede di Città Studi nell’area di Rho Fiera ex-sede di Expo 2015.

Ad oggi l’avanzamento del progetto si trova in una fase di stallo soprattutto perché, come dichiarato da Paolo Pedotti, rappresentante in CdA per Unisì: “da un lato non c’è ancora la previsione dello stanziamento dei 130 milioni in cofinanziamento pubblico chiesti dall’ateneo a Governo e Regione e dall’altro l’Ateneo avvisa che se i fondi non dovessero arrivare in tempi brevi allora ritirerà la manifestazione d’interesse. Al momento nella Legge di Stabilità 2016 tutto questo non c’è, ma il Governo si dice intenzionato a fare in modo che lo stanziamento arrivi”.

Il progetto, che dovrebbe finalizzarsi tra il 2021 e il 2022, era stato accettato all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione e con 23 voti favorevoli, due contrari e tre astenuti dal Senato Accademico. In esso si propone di traslare tutte le facoltà presenti in Città Studi, ad esclusione della Facoltà di Medicina e Veterinaria – quest’ultima già trasferita a Lodi -, in una struttura che coprirebbe un’area di 150.000 mq e che richiederebbe l’investimento di 340-380 milioni di euro. Questi verrebbero stanziati in parte direttamente dalla Statale (130 milioni) e in parte dalla vendita degli immobili non più utilizzati in Città Studi (100-120 milioni). Inoltre, le istituzioni pubbliche  riverserebbero altri 130 milioni, la cui disponibilità è ancora incerta.

Questo progetto potrebbe portare a consistenti benefici agli studenti del polo di Piola poiché “lo spostamento permetterebbe agli studenti di usufruire di spazi totalmente nuovi (aule, laboratori, mense, residenze) con un costo di gestione minore che consentirebbe un’ulteriore riduzione delle tasse.”

Tuttavia“in assenza di garanzie sul potenziamento del trasporto ferroviario nel passante la nuova sede sarebbe difficile da raggiungere per molti e il maggior flusso di persone potrebbe rendere ancora più critica la situazione di sovraffollamento nelle ore di punta.

Inoltre, la ristrutturazione di Città Studi consentirebbe di usufruire di uno spazio comodo, ben collegato con i mezzi pubblici, e collocato culturalmente e storicamente all’interno del tessuto cittadino, ma questo significherebbe per l’università esporsi a costi notevolmente maggiori che in assenza di un cofinanziamento pubblico rischiano di portare l’università o ad indebitarsi in maniera cospicua o ad innalzare le tasse.”

“Bisogna inoltre chiarire che noi [Unisí] non siamo né contrari né favorevoli a priori. Nello scorso luglio abbiamo dato parere favorevole in Senato accademico e in Cda a una manifestazione d’interesse che potesse aprire la strada verso un progetto concreto. In pratica, sulla base di come si articolerà il progetto, se converrà o meno agli studenti, noi prenderemo una posizione. Al momento purtroppo non c’è ancora il progetto e se dovessero mancare i fondi allora nemmeno avrebbe senso discuterne. Stiamo attendendo anche noi novità sostanziali tali da arricchire il dibattito.”

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Gianluca Vago, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Milano

Gli studenti di Città Studi, protagonisti del dibattito, hanno cominciato a schierarsi e Pedotti aggiunge: “In Città studi il dibattito è già entrato nel vivo ed entrambe le posizioni sostenute presentano dei pro e dei contro, già precedentemente richiamati. Sicuramente c’è una certa preoccupazione da ambo le parti sul futuro del polo scientifico in quanto risulta palese la necessità di rinnovare gli spazi, di renderli maggiormente vivibili per gli studenti e al tempo stesso di mantenere una certa comodità nei trasporti e un legame con il resto della città. Diversi sono gli orientamenti tra chi studia ad esempio a chimica, dove i laboratori necessiterebbero di rilevanti manutenzioni, che auspicherebbe quindi un nuovo polo con strutture migliori, anche se decentrato, e chi studia a fisica, dove potrebbe essere necessaria una manutenzione più leggera, o anche matematica, che viene ospitata nell’edificio storico in via Saldini. Per non parlare poi degli informatici che si vedrebbero trasferire per la seconda volta in poco tempo dal momento che il nuovo edificio del dipartimento, attualmente in costruzione, dovrebbe essere ultimato in pochi anni.”

Infine, col fronte dei contrari sembra essersi schierato Pierluigi Riccitelli, consigliere del Movimento Cinque Stelle per il Municipio 3, il quale ha lanciato una petizione online “NO al trasferimento dell’Università Statale da Città Studi in area Expo”.

Barbara Venneri on twitter
Non chiamatemi Vènneri

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