Dall’otium alla rapidità, la riforma degli Studi Umanistici

Il 21 dicembre 2015 Corrado Sinigaglia, preside della facoltà degli Studi Umanistici dell’Università Statale di Milano, porta al Comitato di Direzione la proposta di una riforma che prevede l’abolizione della discussione per la laurea triennale e la riduzione numero degli appelli da 10 a 6. Il progetto di riforma, che nasce principalmente dalla necessità di ottimizzare spazi e tempi nella sede di Festa del Perdono, è necessità forse più dei docenti che degli studenti.

L’idea è quella di seguire l’efficienza, anche se, a voler pensar male, sembra essere la rapidità la motivazione primaria.

Bisogna ricordare, però, che non è una proposta nuova in assoluto: l’abolizione della discussione di tesi per le lauree triennali, infatti, esiste da anni all’Università Bocconi e nella maggior parte dei corsi di laurea del Politecnico di Milano.

Resta la proclamazione, ma per elaborato e valutazione lo spazio è telematico. Non diversamente da un qualsiasi esame sostenuto durante la carriera triennale.

Riduzione degli appelli da un lato e mancanza della discussione di tesi dall’altro hanno spaventato gli studenti, che temono la completa perdita di valore del titolo. Gli Studi Umanistici hanno bisogno del confronto, perché ne sono inevitabilmente figli.

Togliere questa possibilità a letterati, storici filosofi, sostituendola con uno schermo luminoso, è considerato un affronto.

Così pensano gli studenti che hanno dato l’avvio a iniziative quali “toglietemi tutto ma non il mio appello (e la mia laurea)”. Così dice Lista Aperta- Obiettivo Studenti, che ha raccolto più di 3.500 firme in soli tre giorni. Altre iniziative simili sono il Movimento degli studenti contro la riduzione degli appelli e il presidio pacifico organizzato da tutte le liste, che manifestano il forte dissenso studentesco.

Dopo una Commissione Paritetica e un periodo di trattative che ha visto protagonisti i rappresentati degli Studenti e le rispettive liste (UniSì-Uniti a Sinistra e Lista Aperta- Obiettivo Studenti) si è giunti a un compromesso.

Il 18 febbraio 2016 il Comitato di Direzione ha approvato la riforma che, pur prevedendo la riduzione degli appelli da 10 a 6, mantiene la discussione della laurea triennale.

Come insegna Tito Lucrezio Caro, bisogna cospargere di miele il bordo del bicchiere per far sì che l’amara medicina non sia rifiutata. Gli studenti hanno ottenuto il miele. Per agevolarli, il calendario accademico è stato reso noto già a inizio settembre, mentre ad aprile ci sarà una pausa per non sovrapporre lauree e lezioni.

Per quanto riguarda le lauree triennali, si è scelto di mantenere la discussione pubblica. La proclamazione sarà alla fine della sessione di laurea e vi potranno assistere solo due persone per laureato, per motivi di spazio. È stata inoltre istituita una sessione straordinaria a settembre per permettere l’iscrizione per tempo alla laurea magistrale.

Con l’avvicinarsi del banco di prova della nuova riforma sono emersi però i primi problemi. Eccessivo intervallo di tempo tra la consegna e la discussione della tesi, l’eliminazione degli appelli di ottobre e dicembre (questioni di cui si sta occupando Link- Studenti Indipendenti Studi Umanistici). A loro, Corrado Sinigaglia risponde con la possibilità di istituire appelli straordinari per i laureandi.

Decisamente, una riforma che manca di chiarezza.

 

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