Magma 164: Europe in a coma

In questa puntata di Magma: Il referendum costituzionale italiano non sarà l’unico appuntamento politico rilevante il 4 dicembre.

Quel giorno in Austria sarà ripetuto il secondo turno delle elezioni presidenziali, dopo che lo stesso era stato invalidato dalla  Corte costituzionale austriaca a causa di irregolarità nello spoglio delle schede inviate per posta. Ad affrontarsi l’economista  Alexander van der Bellen, ex-Verdi, e Norbert Hofer del Partito della Libertà (Fpö), appartenente all’estrema destra.  Tutti i sondaggi da settembre a oggi indicano parità  fra i due concorrenti.

 

Tra il 23 aprile (primo turno) e il 7 maggio 2017, si terranno le elezioni presidenziali in  Francia. La situazione non è ancora nettamente definita, quello che si sa per certo è che il Front National di Marie Le Pen ha riportato successi in ognuno degli ultimi appuntamenti elettorali, sia alle Elezioni europee del 2014, quando il Front National è stato primo partito di Francia per numero di voti, sia alle elezioni dipartimentali del 2015 dove il suo partito aveva ottenuto il 25,2% dei voti.

Hollande ha deciso di non ricandidarsi, pertanto il suo partito è ancora alla ricerca di un candidato premier, ma sembra che il Partito Socialista non abbia in mano la carta che possa cambiare il gioco.

Aveva invece deciso di ricandidarsi Sarkozy, che però ha perso malamente le primarie dei Repubblicani a favore di François Fillon, ex-primo ministro, ultraconservatore ed amico di Putin.

In data ancora da stabilirsi, in ogni caso tra il 27 Agosto e il 22 ottobre 2017, avranno luogo anche le elezioni federali in Germania. Angela Merkel, della CDU, ha deciso, controvoglia, di ricandidarsi per provare a conquistare il suo quarto mandato di fila. La preoccupazione che l’ha spinta a questa candidatura è soprattutto la crescita di “Alternativa per la Germania”, movimento populista e xenofobo, guidato da Frauke Petry. Alle elezioni regionali di marzo, AfD, infatti, è risultato secondo partito nella Sassonia-Anhalt (24,2%) e ha ottenuto buoni risultati anche negli altri Länder.

I prossimi appuntamenti elettorali saranno dunque decisivi per le sorti dell’Europa e la crescita dei populismi, sommata alla paura di un effetto domino associato alla Brexit e all’elezione di Trump, non lasciano dormire sonni tranquilli.

Parafrasando Marx ed Engels: uno spettro si aggira per l’Europa, lo spettro del populismo.

  1. http://espresso.repubblica.it/internazionale/2016/11/28/news/l-austria-al-voto-radiografia-di-un-paese-diviso-1.289571
  2. http://www.politico.eu/article/austria-presidential-groundhog-day-election-norbert-hofer-van-der-bellen-trump-freedom-party/ 
  3. http://www.politico.eu/article/austrias-far-right-candidate-considers-eu-referendum/
  4. https://www.theguardian.com/us-news/2016/nov/11/trumps-victory-a-wake-up-call-for-europe
  5. https://www.theguardian.com/us-news/2016/nov/11/trumps-victory-a-wake-up-call-for-europe

 

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