Foto Matteo Corner - LaPressecronacaMilano 4 09 2012 Esame di ammissione alla facoltà di medicina all'università statale di  Milano Nella Foto un momento del Test

Cronaca filosofica di un esame: la fenomenologia dell’esaminando

Ci si chiede spesso, durante gli esami, nelle battaglie semestrali degli studenti, cosa sia quel forte senso di solidarietá che si crea nelle aule universitarie, a un tratto trasformatesi in veri accampamenti militanti.
In un modo apparentemente invisibile tra le persone, s’innesta il gioco del sapere-non sapere: conflitto ideologico e filosofico – non senza aporie – verificabile solo empiricamente nell’interrogazione.

Il partito vincente generalmente è quello del “non so niente”. La sua politica è apocalittica, i suoi seguaci discepoli di un credo troppo superiore, che li disarma rispetto all’ impossibilitá dell’esistenza. Il panico li attanaglia, ma li unisce nella condivisione dell’angoscia. Nascono così le amicizie più vere, e gli abbracci più sinceri. Non mancano anche telefonate-killer che partecipano in trasferta all’ansia generale, dando quel tocco in più di allarme terrorismo.

La leva dunque di questa fazione è la massa unanime e indistinta, ma soprattutto anche gli insospettabili: i socratici. Sono i più terribili perché sanno, ma dicono di non sapere.

Fanno domande per generare il panico per poi identificarsi anche loro – per quieto vivere – nel limbo idiologico più rassicurante. Ci si potrebbe chiedere se il loro è un istinto sadico o masochistico. In ogni caso, esorcizzano le tensioni e donano un po’ di ironia in preparazione alla maieutica – esame.

A volte, compare il “messia”, che sa come tutti gli altri, ma che in realtà, inconsapevole del gioco “sotto banco”, non vi aderisce. Diventa così una figura ambivalente: “il saccente” invidiato per la sua ammissione di conoscenza, troppo audace e tracotante agli occhi degli altri o la guida con un seguito indiscriminato di discepoli, su cui ripongono le proprie preghiere o aspettative di gloria.

Infine ci sono i “possibilisti”, navigati e naviganti in acque apparentemente tranquille. La loro filosofia epicurea sarà l’arma vincente in ogni caso, e di questo loro sanno o forse non sanno. Sono individualisti, quindi guardando gli altri crogiolarsi nella disperazione, si godono lo spettacolo con distacco sublime e un sorriso feroce.

Ma alla fine l’esperienza esaminanda sará sempre contro tutte le certezze o predizioni politiche possibili. Avrá la meglio la capacitá di stupire l’altro e di meravigliarsi allo stesso tempo di tutto quello che non si sa. Lasciandosi analizzare come da un metal-detector, si scoprono sempre aspetti importanti della propria personalità: armi a doppio taglio, perle di saggezza e tutti dati top-secret altamente segreti.

Toccherà a ognuno, quando sará giunto il fausto giorno, sperimentare.

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