L’Europa si presenta a Trump

Giorgio Longhi

“Gli americani sono fortunati a vivere nel paese più potente al mondo, ma il fatto di essere i più forti ha fatto venire meno la loro curiosità”. Questa frase, pronunciata da una donna tunisina nel film Where to invade next, di Michael Moore, a ben pensarci, è una riflessione molto reale.

E’ una constatazione che fanno in molti: tutti conoscono gli USA ma gli USA conoscono poco o nulla del resto del mondo. Esempio principe è l’ignoranza nella geografia mondiale, che per gli Stati Uniti è molto alta. Nemmeno Donald Trump dà l’impressione di essere un buon conoscitore della geografia e in questo sembra incarnare lo stereotipo dell’americano medio: ignorante, rude, volgare. Insomma, un ritratto poco lusinghiero.

Per prendere in giro il 45° presidente degli USA su questo punto, Zondag Met Lubach, un programma umoristico olandese, ha creato un video umoristico in cui viene presentata l’Olanda a Trump con una voce fuori campo che ne imita la parlata (Ad esempio, “It’s gonna be absolutely fantastic”, “total losers”,”total disaster”, “it’s ridicolous”).

Il filmato appare come una carrellata rapidissima dei Paesi Bassi e l’effetto umoristico è dato, oltre che dalle espressioni linguistiche simili a quelle di Trump, dai riferimenti delle battute, come le affermazioni e gli scandali trapelati durante la sua campagna presidenziale.

Nel video viene detto a Trump che in Olanda  “c’è una politica handicappata che potrà prendere in giro” – Si tratta di Jeta Klijnsma -, in riferimento alla presa in giro da parte di Trump del reporter del New York Times, Serge F. Kovaleski, affetto da artrogriposi. Viene citato anche un pony park, Slagharen, in cui la voce fuori campo afferma che con i pony si può fare di tutto, anche abusarne sessualmente, collegandosi in questo modo allo scandalo scoppiato quando è trapelato un video del Washington Post in cui Trump usò l’espressione “Grab them by the pussy”.

Gli olandesi colgono l’occasione per prendere in giro sé stessi, pur senza mollare la presa su Trump: viene menzionata la tradizione di Zwarte Pete,“Pietro il moro”, costume che ricorre durante le celebrazioni di San Nicola e consiste nel colorarsi il volto di nero e le labbra rosse mimando l’immagine razzista delle persone di origini africane.

Il video commenta “In December, we have this scandalous tradition of Black Pete. It is the most offensive and most racist thing you ever see…You’re gonna love it!”. Il video, all a fine, si conclude con un invito, rivolto sempre a Donald Trump, in cui vine chiesto di non ritirare gli USA dalla NATO poiché l’Olanda, essendo un paese molto piccolo “have a great dependence on the United States of America. It’s huge”.

Quest’esortazione termina con un motto che diventerà il marchio caratteristico di questi video di presentazione rivolti a Trump:

“We totally understand that is going to be America firts but can we say… The Netherlands second?”.

In molti di questi video non viene risparmiata nemmeno un’aspra autoironia legata ai fatti storici o di episodi recenti, come nel caso della Svizzera, in cui il narratore racconta, senza perdere il tono umoristico, di un evento risaputo legato alla confederazione Svizzera: “Ama l’oro? Anche noi amiamo l’oro, ne abbiamo a tonnellate. Durante la Seconda guerra mondiale, gli ebrei ce lo diedero affinché noi lo custodissimo. Non fecero mai ritorno – Molto strano – così noi lo fondemmo come la Fondue, il nostro piatto nazionale, che noi non mangiamo, la vendiamo solo ai turisti”.

Ogni paese non manca di mostrare umoristicamente le proprie tradizioni culturali e folkloristiche con uno sguardo estremamente affilato. Gli austriaci, quando parlano dello Jolden – i canti tipici del Tirolo – lo definiscono come “praticamente cantare dopo aver perso le palle”. I finlandesi, descrivendo il Mammi, un dolce tradizionale, dicono “è un po’ come le tue dichiarazioni, spesso confuse con la pupù”. I tedeschi, a proposito dell’Oktoberfest, affermano “c’è pipì dappertutto. Le piacerà. Dica solo birra e pipì o come diciamo no in Germania ‘Bud Light’”.

Non manca la risposta italiana, realizzata dal gruppo comico “Casa Surace”, che non esita ad evidenziare i nostri difetti. Perché, è risaputo, gli italiani amano fare umorismo sulla situazione politica dell’Italia.

 

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