Louise e Renée: un’amicizia speciale al Piccolo Teatro

Greta Joyce Fossati

Due ragazze si cercano di notte, hanno delle candele accese e percorrono le vie strette del collegio femminile che le ospita: lo spettacolo Louise e Renée comincia a Blois nell’anno 1823. Per le due protagoniste (interpretate da Isabella Ragonese e Federica Fracassi) quella è una delle ultime notti che passeranno nel collegio, loro casa da nove lunghi anni. Finalmente si trovano dopo tanti bisbigli e risatine soffocate e cominciano rincorrersi e a andare l’una verso l’altra come si può fare solo con chi si ha intesa, con chi si conosce da una vita.
Honoré de Balzac immaginava così le due protagoniste del suo romanzo Memorie di due giovani spose, anime che sono certe che niente intralcerà la loro amicizia e che, nell’intimità della notte, con ancora il fiatone, decidono di stilare un patto di amicizia eterna, che consiste nello scriversi lettere per tutta la vita.

Il drammaturgo Stefano Massini e la regista Sonia Bergamasco portano in scena la storia di un’amicizia vera e profonda, la storia di un sodalizio unico e speciale al Piccolo Teatro Grassi.

Gli spettatori hanno il grande privilegio di sbirciare un’amicizia composta da segreti e confidenze, mentre le protagoniste pronunciano parole solenni, sicure che l’esterno non sarà un ostacolo per la loro amicizia.  Ma per assicurarsi che nulla cambi non rimane che la carta e la scrittura, impegno che nessuna delle due verrà a mancare negli anni successivi.
Le due ragazze percorrono lo spazio teatrale composto dall’incredibile scenografia di Mauro Colliva formato da barriere, tende e spazi che dividono le due protagoniste, come lo sono i due luoghi dove ora vivono. Entrambe non trovano dopo i nove anni di collegio delle situazioni felici a casa: Louise è circondata da una famiglia assente da cui presto decide di allontanarsi per trovare rifugio nella caotica realtà parigina; qui cerca di trovare se stessa decisa a non scendere mai ad alcun compromesso con il suo carattere forte ed indipendente.
Renée viene invece promessa sposa ad un vecchio uomo per volere della famiglia e presto si trasferisce in provincia dove una casa accogliente ed orari precisi scandiscono ogni momento della sua giornata.

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Per le protagoniste è cambiato tutto, lentamente si rendono conto di non essere più le fresche ragazze disobbedienti che parlavano di notte al collegio ma delle donne, e le lettere ne sono testimoni: con queste esse si sfogano, fanno delle domande incisive a se stesse ed altre ne pongono. Le lettere raccolgono anche le critiche che esse talvolta muovono a se stesse, perché non sempre è possibile riconoscersi e rispettare il volere altrui.
Il tempo scorre veloce, alcuni interrogativi si fanno sempre più pressanti nella vita di Louise, mentre Renée scende a patti con il suo destino di madre e moglie, si abitua e riesce ad essere felice delle piccole cose quotidiane.

Un filo invisibile lega due persone e si mostra agli occhi degli spettatori mescolato al tulle delle protagoniste e alle loro figure leggere.

La storia delicata riesce ad emozionare e a tenere l’attenzione dello spettatore sempre desta grazie ai colpi di scena e alle parole lette ad alta voce di una conversazione epistolare che va oltre i limiti spaziali e all’abilità delle due protagoniste che confermano il proprio talento teatrale e regalano agli spettatori una bellissima storia di amicizia femminile.

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