Il quadrato Sator, antico enigma tra sacro e profano

Sator, Arepo, Tenet, Opera, Rotas: sono quattro parole che costituiscono uno degli enigmi più antichi e studiati tra quelli conosciuti, noto come il quadrato Sator. Questo misterioso puzzle è una ricorrente iscrizione latina che è possibile trovare in molti luoghi e che risalgono a periodi cronologicamente molto disparati: per esempio ne abbiamo uno in un blocco di marmo che compone la facciata del Duomo di Siena, ma anche nella cripta di Santa Maria Maggiore a Roma, nelle rovine romane inglesi di Circenster, nella basilica di Santiago de Compostela, a san Vitale in Svizzera e in molti altri posti anche meno noti, tanto che mappare la presenza delle iscrizioni in maniera completa non è ancora riuscito. Cinque parole, in cinque colonne che compongono un quadrato cinque per cinque:

La peculiarità delle parole è che, oltre a essere palindrome, se disposte nel quadrato si possono leggere anche in verticale, oltre che da sinistra a destra, dal basso verso l’alto, senza che la frase muti di significato, sfruttando la simmetria al centro del quadrato sulla lettera N, talvolta scritta al contrario. Ricorda molto la struttura di un così detto “quadrato magico”, cioè quella tabella, appunto quadrata, in cui si inseriscono numeri interi la cui somma non muta se l’addizione viene fatta per i lati o per la diagonale e le cui origini si perdono nell’antica Cina. Il significato delle parole latine non è ben chiaro: “Il seminatore Arepo tiene con maestria le ruote” oppure “l’aratro” per metonimia; oppure ancora, “il seminatore, con il carro, tiene con maestria le ruote” se si segue la ricostruzione di alcuni linguisti che identificano nella parola latina arepus il termine con cui si indicava un particolare carretto di origine celtica, anche se in effetti la parola “arepo” più che una vera e propria parola sembra una forzatura: cinque lettere per costruire una perfetta simmetria.

In ogni caso la traduzione letteraria sembra quasi del tutto insignificante e quindi viene naturale pensare che questo quadrato possa essere solo un gioco di parole. Ma visti i numerosissimi testimoni e la vasta ricorrenza in spazi e luoghi differenti tra loro, nel Quadrato Sator potrebbero celarsi diversi segreti.

Per spiegarli sarebbe utile anzitutto definire quando e dove l’enigma nacque, ma per la vastità dei ritrovamenti archeologici che coinvolgono il quadrato risulta molto complicato trovare un’origine certa: fino a ora la più antica testimonianza è attestata tra le rovine di Pompei, quindi sicuramente antecedente al 79 d.c., ma ci sono esemplari molto antichi anche nell’attuale Siria, a Duraeuropos, una piccola città sull’Eufrate. Queste antiche incisioni sembrerebbero suggerire che in realtà il quadrato venisse usato per contrassegnare i luoghi di culto cristiani che si trovavano clandestinamente per sfuggire alle persecuzioni. Ad avvalorare questa teoria si noti che tenet forma una croce perfetta all’interno della forma geometrica e spesso, nelle raffigurazioni cristiane della crocifissione, la “N” di INRI (che sta per “Jesus Nazarenus Rex Iudeorum”, la sigla che stando ai vangeli avrebbero affisso sulla croce del Cristo) è spesso scritta al contrario. Inoltre, pare difficile che sia semplicemente un caso che le parole, se riassemblate, possano formare questo disegno palindromo.

Si forma la preghiera del padre nostro con l’esclusione di una coppia di A e di O, che trovano facilmente riscontro nella cultura cristiana: l’alfa e l’omega infatti sono simboli del divino ripresi direttamente dal libro dell’Apocalisse in cui si legge: «Io sono l’alfa e l’omega, colui che è, che era e che viene» (Ap, 1:18). Tra quelli che sostengono che il quadrato Sator sia diventato una sorta di simbolo cristiano, c’è chi si è spinto oltre, avanzando l’ipotesi che il misterioso quadrato coinvolga il controverso ordine dei cavalieri templari: molti dei posti in cui si ritrova questo enigma storicamente erano di proprietà dell’ordine crociato e, in effetti, una notevole quantità di ritrovamenti risalgono tra il XII e XIII secolo, periodo in cui i cavalieri crociati ancora godevano della protezione della Chiesa. Nelle città a stretto contatto con l’antico ordine infatti ci sono anomalie nei caratteri della “a” e della “o” (come si può vedere nella prima foto: un punto all’interno della “o” e delle strane stanghette che compongono la “a”) che sarebbero potute essere dei messaggi di riferimento a un gruppo esclusivo e segreto e che si sarebbe potuto trovare clandestinamente; ma a quell’epoca i cristiani non avevano più bisogno di nascondersi: avrebbero quindi usato questo riconoscimento, che presumibilmente ricordava le origini del cristianesimo, per identificare dei nuovi rifugi. Secondo alcune teorie infatti i templari si sarebbero mossi in una direzione differente della Chiesa, custodendo un culto in cui l’umanità di Cristo si distacca da quello della Chiesa cattolica: una vicenda che sicuramente è ben nota agli appassionati di Dan Brown ma che non si rispecchia, almeno nel concreto delle fonti, nella storia.

Sono molte le interpretazioni che sono state suggerite per spiegare l’enigma che fino ad ora non ha soluzioni: avrebbe a che fare con la ricerca del Graal? Con il mito del femminio sacro?

Altri sostengono che fosse un enigma riconducibile agli alchimisti, che erano soliti utilizzare dei codici e di certo non godevano della simpatia delle inquisizioni religiose, pronte a catturare ogni presunto stregone. Così avrebbero utilizzato un vecchio gioco di parole già “collaudato”.

Ovviamente c’è anche chi ha tentato di estrapolare il quadrato dal contesto religioso, riferendosi al fatto che è matematicamente assicurata la possibilità di comporre frasi differenti partendo da una certa quantità di parole: curioso il fatto che componendo e scomponendo però il quadrato sono state composte più che altro frasi ancora dai toni religiosi come: O PATER, ORES PRO AETATE NOSTRA (O Padre, prega per la nostra età); ORA, OPERARE, OSTENTA TE, PASTOR (Prega, opera e mostrati, o Pastore); RETRO SATANA, TOTO OPERE ASPER (Arretra, Satana, crudele in tutte le tue opere). Ma se proprio vogliamo rifiutare il cristianesimo abbiamo anche una invocazione sinistraSATAN, TER ORO TE, REPARATO OPES! (Satana, ti prego per tre volte, restituiscimi le mie fortune).

Tuttavia pare che ricomporre frasi dalle parole del quadrato porti a una sicura teoria che giustifichi la diffusione del gioco di parole in tutta Europa. La soluzione è ancora lontana, ma se siete interessati agli enigmi e ai misteri templari, magari potete trovare qualche indizio allo spazio Cobianchi (ex albergo diurno) di Piazza Duomo a Milano dove resterà aperta fino a Luglio una mostra dedicata all’antico ordine di questi cavalieri in cui sono esposti alcuni pezzi del loro famigerato tesoro.

Francesco Porta
Amo il cinema, lo sport e raccontare storie: non si è mai troppo vecchi per ascoltarne una.

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