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La tesi di laurea, ovvero la legge di Murphy

Greta Joyce Fossati

Il traguardo pare ormai raggiunto e già si avverte una certa malinconia per la vita universitaria da cui ci si immagina già lontani. La prima volta che si pensa alla tesi le idee sono chiarissime: ci immaginiamo già al momento della discussione di fronte alla commissione mentre si discute in modo brillante il proprio argomento.
Quando si tratta di concretizzare ecco che le certezze crollano in modo inesorabile: innanzitutto siamo certi della materia che vorremmo approfondire e soprattutto del professore che vorremmo come relatore, quello che ci ha fatto appassionare ad una materia e di cui, solitamente, si ha anche un bel ricordo per l’esame sostenuto.
Quando chiediamo ai colleghi un parere però c’è il primo scoraggiamento, c’è quello che sgrana gli occhi come se gli aveste detto chissà che cosa e vi comunica che lui, a colloquio era stato ed era andata malissimo, altri vi diranno che il suddetto professore è pieno fino al 2019 o che assegna le tesi agli studenti con temi già stabiliti; altri ancora vi riferiranno che il professore non lo vedrete mai e dovrete sempre e solo far riferimento ai suoi assistenti.
Non ultimo, il grande quesito che pare tormentare nel profondo l’animo tutti gli studenti: quando sia il momento giusto per richiederla, perché anche in questo caso, ognuno dice la propria: un amico l’ha cominciata al secondo anno, alcuni mentre dovevano sostenere pochi esami e poi gli altri, quelli che ti dicono che quel professore accetta solo chi non ha più esami da sostenere.

Sarete comunque pieni di speranze e prospettive il giorno in cui andrete a ricevimento per la prima volta.

È come se fosse il primo giorno di scuola ed è bella l’idea di poter finalmente fare qualcosa che potrete sentire davvero vostro. Nelle orecchie tornano i discorsi dei vostri familiari laureati da qualche decennio che vi hanno raccontato che loro si erano appassionati tanto al lavoro di tesi e che i relatori gli offrivano dolci sicurezze, dentro di voi vi illudete per un momento che anche per voi sarà esattamente così, ma gli ostacoli sono proprio dietro l’angolo e lo realizzerete solo di fronte all’ufficio del docente.

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Sulla porta c’è infatti un foglio con l’elenco dei nomi degli studenti che sono arrivati prima di voi per vedere il professore, solitamente sono circa una ventina. Un dettaglio a cui ovviamente non avevate pensato e sarete arrivati infatti al massimo, con un quarto d’ora d’anticipo.
A questo punto si decide di rimandare alla settimana successiva o di aspettare pazientemente il proprio turno. Se si decide per quest’ultima opzione, secondo la legge di Murphy, sarà anche il giorno che il professore arriverà tardi ed il dialogo si terrà solo dopo l’una passata, orario in cui il professore vorrebbe essere dappertutto e con chiunque fuorché con voi e nel suo piccolo ufficio.
Se invece vi organizzerete per la settimana successiva puntando la sveglia alle cinque di mattina, saràe la volta che il professore non farà ricevimento e che dimenticherà di scriverlo sulla sua pagina web.
Gli ostacoli prima del fatidico dialogo sono appena cominciati: preparatevi a sedervi a fianco con altri cinque o sei studenti che non si sono scritti sul prezioso foglietto, ma che vi passeranno davanti perché loro l’hanno finita la tesi e la devono consegnare la settimana successiva.

Questi rispondono alla regola non scritta di precedenza, anche perché sarà facile che i suddetti studenti abbiano avuto degli incubi sulla tesi la notte precedente o è venuto loro un  dubbio su un piccolo dettaglio di cui devono immediatamente mettere al corrente il professore.
Se è un giorno particolarmente sfortunato, ci sarà anche lo studente pendolare che implora di poter entrare prima perché poi dovrà correre a prendere l’unico treno della giornata che lo potrà riportare a casa e voi non potrete che commuovervi e cedergli il vostro posto. Altro collega che potreste avere a fianco è quello che deve solo lasciare dei documenti al professore e che invece rimane a ricevimento per mezz’ora abbondante.
Preparatevi anche ad essere oltrepassati da quello studente che in piena sessione e per i più disparati motivi, deve cominciare o finire un’interrogazione d’esame e che quindi, sempre per una regola non scritta, passerà prima di te; se la legge di Murphy funzionerà al 100% per sfortuna dello studente l’interrogazione andrà male e da fuori si sentiranno urla e schiamazzi e lo sfortunato uscirà piangendo, ma l’accaduto influirà anche su di voi perché tutto ciò accadrà proprio prima della vostra entrata nell’ufficio.
Altro particolare da non sottovalutare, specie ora che comincia la bella stagione: un compagno con problemi di sudorazione anche lui a colloquio proprio quel giorno che aspetta assieme a voi nelle piccole stanze o corridoi antecedenti agli uffici.

Quando dichiarate l’argomento su cui vorreste fare la tesi, preparatevi ad essere immediatamente interrotti poiché non potrà mai andare bene così come l’avete esposto oppure il professore vi dirà che è argomento di un’altra materia o che non è possibile per una tesi triennale o che non ci sono fonti al riguardo e tu, studente ventenne rischieresti di scrivere al riguardo, una serie di castronerie.

Accettate i consigli, il professore allora vi guarderà dicendovi che ora non si può approfondire ulteriormente nulla perché fuori ci sono altri dieci studenti che lo desiderano e vi congederà.

Uscite dall’ufficio, oltrepassate la barriera di colleghi davanti a voi ed in questo momento avrete forse ancora delle briciole di entusiasmo giustificate dal fatto che ancora non avete fatto ricerche, non avete ancora avuto a che fare con i bibliotecari scorbutici  ( sì, a noi di Vulcano piace lamentarsi) che ogni studente trova prima o poi sulla propria strada, edizioni introvabili ed indici della tesi che non andranno mai bene.
Al momento pensate solo che siete quasi alla fine, forse proprio per questo il momento ideale per cambiare completamente la propria vita ed andare a zappare la terra, dedicarsi ad un culto esotico o andare a vivere in una comunità hippy fuori dalla civiltà.

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