ISIS

L’ISIS cristiano che nessuno conosce

Simone Radici

Abbiamo ancora tutti ben presenti le immagini che l’Isis ha portato nella nostra vita in questi anni: dalle decapitazioni diffuse su internet, ai leader europei mano nella mano dopo l’attentato di Charlie Hebdo. Ciò che meno persone sanno è che nelle foreste dell’Africa centrale esiste ciò che si può a tutti gli effetti considerare il gemello cristiano dell’ISIS. Risponde al nome di LRA ( sigla di Lord’s Resistance Army, Esercito di Resistenza del Signore) ed è un gruppo di guerriglieri di matrice fondamentalista cattolica che controlla una notevole area di confine tra Congo, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana. Non stiamo parlando di uno dei molti gruppi criminali tipici dell’Africa, ma di un vero e proprio esercito che potrebbe contare fino a tremila uomini. Se l’Isis é cresciuto nel deserto, LRA é cresciuto nella giungla e le loro basi consistono in un sistema di villaggi invisibili mimetizzati tra gli alberi che sfruttano anche la presenza dei mal controllati confini africani. In queste basi LRA tiene le sue schiave e addestra i suoi bambini soldato, tutto nel rigido rispetto della Bibbia, o piuttosto della perversa interpretazione che ne danno i suoi membri.

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Analogamente all’Isis, LRA è un gruppo nato anni fa ma sviluppatosi con il tempo. La sua fondazione risale al 1987 ad opera di Joseph Kony, un cittadino Ugandese autoproclamatosi portavoce di Dio e medium dello spirito santo. Kony rappresenta l’alter ego africano del più noto Abu Bakr al-Baghdadi leader dell’Isis e autoproclamato califfo dell’Islam. Proprio come Abu Bakr, anche Kony vorrebbe vedere la sua legge applicata su tutto il mondo, ma nel suo caso non si tratta della sharia bensì dei dieci comandamenti, dei quali Kony da un’interpretazione tutta sua, visto che secondo un rapporto delle Nazioni Unite, LRA è responsabile di oltre 100.000 uccisioni e di 60.000 rapimenti di bambini. Proprio grazie ai bambini rapiti e trasformati in soldati, l’LRA ha potuto crescere con gli anni diventando sempre più forte e pericoloso, attraverso una spirale di uccisioni che rende difficile per che ne ha fatto parte, reintegrarsi nella società. Così dichiarava uno dei ribelli fuggiti dal LRA:

«È una strana religione, quella cui Kony si professa fedele: la Domenica prega il Dio dei Cristiani, recitando il rosario e citando la Bibbia, ma osserva anche il Venerdì, con la preghiera di Al-Jummah, come i Musulmani. Festeggia il Natale, ma rispetta anche il digiuno di 30 giorni durante il Ramadan e proibisce che si consumi carne di maiale

Joseph KonyTra i suoi bambini soldato vi era anche Michael Omona, rapito all’età di dodici anni nel suo villaggio del nord dell’Uganda. Kony ha indottrinato Omona e lo ha costretto ad uccidere, in modo da macchiare la sua fedina penale, legandolo alla criminalità per sempre. Omona negli anni era diventato uno dei leader dell’LRA, fino alla sua resa, avvenuta nelle scorse settimane. Resa che è stata possibile grazie all’amnistia che il governo ugandese ha promesso verso gli ex-bambini soldato e che ha permesso a Omona di rivedere il suo villaggio, dopo ben ventitré anni dal rapimento. «Non abbiamo nessun bambino. Abbiamo solo combattenti» dice Kony durante un colloquio con Jan Egeland, sottosegretario delle Nazioni Unite. La quasi totale assenza dell’LRA sulla carta stampata occidentale stona con l’onnipresenza dell’Isis e apre la porta molte domande. Ma se è vero che la spiegazione più semplice è anche quella giusta, essa sta nel disinteresse del resto del mondo per l’Africa e per chi, a differenza dell’Isis, non organizza attentati terroristici in Europa.

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