Perché Guardiani della Galassia vol. 2 è il miglior film dei Marvel Studios

Come sarebbe stato Star Wars se fosse stato realizzato in un’epoca come la nostra nella quale il linguaggio cinematografico è ormai pregno di postmodernismo? Al di là della domanda provocatoria che ai più e in particolare ai fedelissimi di Lucas suonerebbe blasfema, i due episodi di Guardiani della Galassia, scritti e diretti da James Gunn, sembrano darvi risposta. Apparsi per la prima volta nel gennaio 1969 nel fumetto Marvel Super-Heroes n.18, creati dalla penna di Arnold Drake e Gene Colan, i Guardiani della Galassia sono un gruppo di personaggi dalla travagliata e dimenticata vita editoriale fino al 2006, anno della rinascita della linea cosmologica Marvel, grazie alla maxi-saga Annihilation, seguita appena due anni più tardi da Annihilation: Conquest.

Il super-gruppo spaziale, nato per far fronte alle minacce galattiche, ha avuto due principali formazioni, la prima attiva nel trentunesimo secolo in una linea temporale alternativa del Multiverso Marvel, la seconda, quella più simile alla versione cinematografica, nata nel 2008 e coerente con gli avvenimenti di Terra-616 (la realtà “ufficiale” del Marvel Universe). Dalla nascita del Marvel Cinematic Universe, la rete espansa e collegata tra film e serie TV dei Marvel Studios, la tendenza è stata quella di uniformare le controparti cartacee degli iconici supereroi, alle versioni in-screen, sia graficamente che caratterialmente. Seguendo questa linea editoriale, a seguito dello straordinario successo sia al botteghino che per la critica del primo capitolo dei Guardiani della Galassia nel 2014, il gruppo che aveva sempre rivestito un ruolo marginale nel corso degli eventi e della storia dell’Universo Marvel è andato via via acquistando potere e importanza.

Guidato da Peter Quill/Star-Lord (interpretato da Chris Pratt), l’improbabile gruppo di fuorilegge spaziali composto da Rocket Racoon (Bradley Cooper), Gamora (Zoe Saldana), Drax il Distruttore (Dave Bautista) e Groot (Vin Diesel) si è ritrovato suo malgrado ad affrontare nel primo capitolo la minaccia di Ronan l’Accusatore, malvagio estremista intenzionato a distruggere la galassia con l’ausilio di una delle temibili Gemme dell’Infinito.Con un incasso mondiale superiore ai 700 milioni di dollari, il film è stato il secondo maggior successo internazionale del 2014. Ci si aspettava dunque un sequel in grado di mantenere la straordinaria alchimia tra elementi action, comedy e spaziali che aveva conquistato il pubblico tre anni fa.

Guardiani della Galassia vol.2 non delude alcuna aspettativa, anzi, conferma l’opinione via via crescente nei fan che quelle di Star-Lord e amici possano essere le pellicole meglio realizzate in assoluto dai Marvel Studios. Come?Inserendo nuovi volti noti. 

Kurt Russell e Sylvester Stallone su tutti, ma soprattutto rafforzando gli aspetti di maggiore appeal del primo capitolo, con una grandissima spinta sul fattore comedy, godibile, frizzante, scanzonato, un po’ punk.

Infarcendo la pellicola di riferimenti e citazioni anni Ottanta (gustosissmi gli spezzoni su David Hasselhoff), abbagliando gli occhi degli spettatori con superlativi effetti speciali, stringendo la maglia dei rapporti personali tra i personaggi, James Gunn realizza una splendida space Opera dal sapore famigliare, accompagnandolo con una straordinaria colonna sonora dalle sonorità vintage, (Fleetwood Mac, Electric Light Orchestra, Sweet, Sam Cooke, Cat Stevens, solo per citarne alcuni), funzionale alla sceneggiatura.

Proprio sui sentimenti dei protagonisti, sulla loro caratterizzazione personale, il regista ha voluto sviluppare la storia. Quello dei Guardiani è più di un gruppo, è una famiglia, con le sue difficoltà, i suoi screzi interni, i suoi membri di specie diverse da ogni angolo remoto possibile dell’universo, nella quale ogni membro cerca la propria identità. Guardiani della Galassia Vol.2 è tutte queste cose e probabilmente la migliore pellicola realizzata sinora dalla combinazione Marvel Studios/Disney.

P.S. Miglior cameo di Stan Lee di tutti i tempi. Fidatevi.

Enrico Bozzi
Social Media Manager, studente di Scienze Umanistiche per la Comunicazione, apprendista stregone, aggiustatutto, tuttofare. Mi piace bere Negroni e darmi un tono.

Commenta