It: un horror imperdibile

Dopo aver incassato 13,5 milioni di dollari il primo giorno di sala nei soli Stati Uniti, cifra mai registrata nella storia del cinema per un horror vietato ai minori, e dopo aver scalzato l’Esorcista dal trono del film horror R-rated, l’attesissimo It approda finalmente nei nostri cinema.
La vicenda narra di un’amicizia di sette ragazzi nel corso di due età della vita: l’adolescenza e l’età matura, di come questa sia nata, cresciuta e si sia rafforzata nella lotta contro Pennywise, demone senza tempo che ogni 27 anni torna ad infestare la cittadina di Derry sotto le sembianze di un clown, cibandosi principalmente di bambini. In un climax ascendente disegnato perfettamente dalla penna del maestro dell’horror Stephen King, vengono trattati temi quali il permanere dei segni dei traumi infantili nella nostra vita, la forza della memoria e la capacità del male di nascondersi dietro l’apparenza più innocua, sia esso un buffo clown danzante o una serena e ridente cittadina del centro America.

L’idea di un nuovo riadattamento del romanzo capolavoro di King nacque nel 2009 quando la New Line Cinema acquistò i diritti dell’opera per poi riprendere in mano il progetto a metà del 2014, affidando la regia originariamente a Fukunaga, regista, sceneggiatore e produttore statunitense, reduce dal successo di Sin Nombre e dell’adattamento cinematografico di Jane Eyre. Nonostante un inizio di lavorazione promettente, il progetto si arenò dopo poco per divergenze artistiche tra la produzione e il regista che causarono l’abbandono dei lavori di quest’ultimo e la chiamata alla regia di Andrés Muschietti, autore del tanto chiacchierato horror La Madre. Deciso a voler creare il proprio film senza nessun tipo di interferenza esterna, tanto da non coinvolgere Stephen King nella stesura della sceneggiatura e nella produzione del film, Muschetti scelse Bill Skarsgård per il ruolo di Penniwyse, scartando Will Poulter, precedentemente contattato e preselezionato da Fukunaga.

Il risultato è un film sorprendente, non sempre fedele al libro ma che ti tiene letteralmente attaccato alla poltrona del cinema fin dal primo minuto.

A partire dalla scelta del cast per il club dei perdenti, davvero azzeccata in toto,perché dà in ogni scena la sensazione di esser di fronte una storia vera, viva, il film disegna atmosfere perfettamente dosate tra la spensieratezza delle lunghe giornate estive e l’ambiguo male che si annida a Derry, il tutto grazie ad un sapiente uso di inquadrature, musica e luci. Inevitabile il paragone con l’omonimo film per la tv del 1990, da cui traspaiono numerose differenze: dimenticate le scene soft che si interrompono poco prima del sangue, questo è un horror vero e proprio! Discorso a parte merita senz’ombra di dubbio la performance di Skarsgård nei panni di Pennywise. Intepretare il ruolo che fu tanto magistralmente reso da Tim Curry, divenuto vera e propria icona, non era certo impresa facile. Tuttavia l’attore riesce nell’impresa dando vita ad un It più che credibile, tra scene di puro sadismo e deliri di rabbia, a balletti macabri e terrificanti, il tutto sostenuto da una mimica davvero all’altezza. Decisive all’immersività le musiche della colonna sonora di Benjamin Wallfisch, autore tra l’altro anche della soundtrack di Annabelle 2, Creation e Blade Runner 2049.
Purtroppo per poter vedere la seconda parte del film e chi interpreterà il ruolo dei protagonisti in età adulta toccherà aspettare fino al settembre 2019. Ma visto il primo capitolo ne varrà quasi sicuramente la pena.

Federico Arduini
Musico ritardatario, sempre nel posto giusto al momento sbagliato! Amo la letteratura tanto quanto lei odia me.

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